Considerazione Uno
Se sono vere le informazioni date, sul «Mattino» di Napoli, da Bruno Vespa (che, essendo persona informata dei fatti, un giorno qualcuno potrebbe interrogare) il presidente della repubblica sarebbe stato minacciato di golpe dal capo del governo in carica se non avesse accettato le sue condizioni
(si capirà che tutte queste cariche, da ora in poi, dovrebbero essere scritte tutte con le minuscole, per ovvie ragioni di decenza). Sappiamo che il capo dello stato ha ceduto al ricatto, non ha difeso la Costituzione (questa la scriviamo ancora con la maiuscola) e ha firmato una gravissima resa.
Non mi interessa la disputa giuridica su tutte le violazioni (assai simili a reati) commesse dai comprimari.
Mi interessa qui ricordare che siamo arrivati a questo approdo (assai provvisorio) perché la casta politica che si è impadronita del potere (maggioranza e finta opposizione) ha permesso questo scivolamento progressivo, ogni volta scusandolo. Il presidente della repubblica è stato, di questo scivolamento, partecipe sistematico.
Il prossimo scontro sarà quando i banditi di questa “marcia su roma” sempre meno metaforica dovranno fare ricorso alla forza. Adesso sappiamo che non ci sarà alcun ostacolo istituzionale. E sappiamo che i complici dell’opposizione non si opporranno.
Dunque prepariamoci a difenderci, cioè alla tragedia, perché fino a questo momento sembra una farsa, ma non lo è.
Considerazione Due
Domenica «il manifesto», “Quotidiano comunista”, è uscito con una prima pagina così concepita: una grande fotografia, in sovraimpressione un bel titolo: “Il Popolo c’è.” Al centro della foto Emma Bonino.
Il popolo, in effetti, c’è. Il problema è che va in piazza per protestare e si trova come leader una come la Bonino. Una cioè, che ha sostenuto la guerra; che è stata alleata di Berlusconi, che è neoliberista a oltranza. Non avevano altro di meglio? 
Avrebbero potuto fare la copertina con la vignetta di Vauro. Sarebbe stata di gran lunga più sensata.
Ma dei “comunisti” che si mettono in fila – si presume contenti - dietro la Bonino non ne avevo ancora visti.
Luigi Pintor, dall’alto dei cieli dove sei certamente assurto, anche senza il permesso della conferenza episcopale (minuscoli anche loro), ti prego, invia loro un consiglio dei tuoi!
Ecco io guardo quella pagina, con quel titolo, con quella foto, e penso che si è trattato di un’altra, impercettibile spinta sullo stesso piano inclinato su cui siamo scivolati e continuiamo a scivolare verso il disastro.
Per me questa non è solo la festa di tutte le donne. Cazzo. Io festeggio pure che da quella data, addì 1961, io sono al mondo. Quindi è quello che si chiama il mio compleanno, che arriva tutti gli anni, inesorabile. E meno male che arriva, che sennò vuol dire che sono morta. Lo scrivo oggi ’sto post, che fa un freddo assurdo e c’è un tempo di merda qui a Milano, chè domani lavoro e sarò di umore pessimo. Ricordo qualche compleanno passato in posti migliori con una metereologia migliore. A Roma, per esempio: io non so che tempo fa oggi, ma ho vissuto lì qualche tempo e in questa stagione c’è pure un venticello freddo, ma l’aria è piu’ limpida, questo biancone che tinge permanentemente i cieli del milanese come una pittura da parete di scarsa qualità non esiste e se si va al mare, se c’è il sole, pare pure d’essere in vacanza.
(continua…)

In questi giorni imperversa la polemica sulle liste. Analisi su analisi per capire “di chi sia la colpa” e “come risolvere” questa situazione. Anche sapendo che una soluzione non verrà certo dalla buona volontà dei militanti, ma dal vertice dei partiti.
(continua…)
Solo guardando indietro, agli albori della nostra repubblica, dal 1947 in poi, la storia di questo nostro povero paese ha messo in campo uomini, logiche, poteri che hanno creato delle tradizioni e delle consorterie che hanno ancora oggi i loro “discendenti” operativi: i malversatori che decidono, vomitano propaganda, rubano e mentono continuamente. Leggete la storia, studiatela: molte cose diventeranno meno oscure. L’Italia è fatta di tanti misteri, purtroppo. Una quantità di misteri che non ha paragoni con la storia di altri paesi. Studiatela, leggetela, cercate di capirne, prima di prendere posizione netta sugli eventi. Lo dico soprattutto alle tenere e insipienti generazioni di ragazz* italiani a cui vorrò sempre bene, che li conosca o meno e che mi fanno pena a vederli così, indifesi, smarriti, in un paese che non ha futuro.