Fini attacca e giuoca sui sentimenti!

Un esiziale déjà-vu.

Pdl, è rottura. Berlusconi caccia Fini -  video  "E deve lasciare la presidenza della Camera"

E’ MORTO IL PDL, PARTITO DEI LADRONI, DI ANNI DUE

Nato in Piazza San Babila, sul predellino di un’autovettura, si è arenato nelle secche della Legalità, quando suoi eminenti esponenti hanno cominciato a cadere come birilli nelle mani della Giustizia.

Si prega di non inviare fiori, ma contributi ad EMERGENCY, che ha riaperto l’Ospedale di Laskar Gah.


Lettere aperte e dignità umana

Oggi, nell’epoca di internet e dei blog (epoca ormai destinata a finire, almeno in Italia che subisce una deriva dittatoriale che il fascismo in confronto era una scoreggetta perchè non possedeva il mezzo televisivo) vanno di moda le “lettere aperte”. Testi individuali molto ben scritti, in cui si esprimono istanze collettive sentite e importanti che, praticamente, mettono in parole quello che un po’ tutti vorrebbero saper dire… e che esprimono il riconoscimento di ciascuno in esigenze collettive che sono oggettive, che hanno realtà e peso per molta gente…
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Una politica che ammazza le donne e i bambini

Se all’epoca di Mussolini (’22-’45) si parlò di clima propagandistico volto alla “fascistizzazione” dell’Italia, oggi a buon diritto possiamo parlare di berlusconizzazione del paese. Un’operazione durata 20 anni che ha portato -assegnando ai brutti ceffi che tutti sappiamo il monopolio dell’informazione - a diffondere una sottocultura di prevaricazione e di violenza a tutti i livelli. Cio’, unitamente all’emarginazione degli intellettuali liberi e alla “pubblicità” ha ridotto il nostro paese ad un livello di inciviltà che da lungo tempo non conoscevamo piu’.
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La Fiat e la delocalizzazione perversa

Marchionne annuncia che la Fiat produrrà in Serbia la nuova monovolume L0. Decisione pienamente rispettosa di quella che è sempre stata la filosofia della famiglia Agnelli: incassare i profitti e gli incentivi di Stato, poi socializzare le perdite…

Fin da piccolo ho sempre avuto una specie di allergia per tutto ciò che provenisse da Torino, specie sponda “bianconera” (motivi di fede calcistica…).  Se oggi in molti ci troviamo a discutere sul servilismo, sulla prostituzione intellettuale ecc., lo dobbiamo a quella città o almeno a chi  regnava in quella città, i Savoia.

La nostra italica storia è talmente “breve”, che non siamo mai riusciti a toglierci del tutto i vestiti del re. Dopo i Savoia, a martoriare questo stato arrivarono gli Agnelli. Giovanni, detto “Gianni” o anche  “l´Avvocato” (solo perchè aveva preso una laurea in Giurisprudenza, non avendo mai esercitato questa professione), poi fu un vero e proprio fenomeno. Riuscì a fare della propria impresa (la Fiat) la prima a gestione statale per i costi, privata per i ricavi: un vero genio.

Adesso alla guida del gruppo c’è un tale italo-canadese che ripercorre quelle stesse strade percorse dal Gianni. Soldi pubblici per investimenti stranieri, chiusura di stabilimenti in Italia. Per  tutti quelli che sono amanti del prodotto italico: se volete una macchina italiana comprate una Volkswagen, un´Audi, una Peugeot,  ma non comprate una Fiat. Fiat produce quasi tutto all’ estero, salvo poi assemblare (in alcuni casi!) in Italia.

Certo conviene andare in Serbia a produrre, li mica ci sono i sindacati ottusi, li si può tranquillamente pagare 400 € al mese una persona e questo pure ti ringrazia. Questo è il tanto decantato stile Fiat. Questa è la bufala dello stile, sbandierata per anni da una famiglia che si permetteva di fare tutto quello che voleva, senza che nessuno proferisse parola, anzi tutti ad osannare e prostrarsi.

Questa è sempre stata la Fiat, non è mai cambiata. L´unica differenza sta nel fatto che prima c’era un coperchio sopra la “tampa del rudo”, ora il coperchio è stato tolto.

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