“Non mi lascio intimidire”, si capisce che è un uomo con il dono della sintesi, ma se analizziamo bene quanto da lui affermato se ne deduce che…
“Non mi lascio intimidire” in realtà sta per: “Ero ministro dell’Interno quando sono avvenuti i fatti di Genova, e dei poliziotti hanno ammazzato di botte alcuni poveretti che non avevano fatto niente. Nemmeno io ho fatto niente, anzi, quei poliziotti sono stati pure promossi. Quand’ero al Viminale ho anche dato l’ordine di istituire una tratta aerea da Roma verso casa mia. Tratta fallimentare per numero di passeggeri e che infatti è stata soppressa non appena mi sono dimesso e quel volo non mi serviva più. E sapete perché mi sono dimesso? Perchè avevo dato del rompicoglioni a un mio consulente che era stato appena ammazzato sotto casa e a cui avevo negato la scorta. Eppure, nonostante tutto, sono sempre ritornato. Adesso, assieme al nostro premier, che tra l’altro, con le sue dichiarazioni e con il suo fulgido esempio mi sostiene in questa vicenda, sto cercando di promuovere il nucleare in Italia, ma solo perché è un affare miliardario, e me ne frego se è una tecnologia obsoleta e pericolosa. E secondo voi mi spavento per qualche assegno? Ma fatemi il santissimo piacere”.


Update: Yoani Sanchez afferma che l’intervista di Lamrani è falsa. Poi si corregge: è manipolata.
Non c’è bisogno di essere simpatizzanti del Castrismo per prendere in antipatia Yoani Sanchez: patetico e tragico caso di una donna farlocca, poco piu’ che semianalfabeta (”Gabriel Garcia Marquez ha preso il nobel ma non lo meritava”) che si spaccia in tutto il mondo come dissidente-perseguitata-brutalizzata dal regime cubano.
Che però tiene aperto un blog scrivendoci cose pesantissime (”negli ospedali cubani si muore di fame”) e false, gira liberamente con famiglia e figli e concede interviste alle 3 del pomeriggio nel piu’ lussuoso e antico albergo di Havana.
E’ stata multipremiata come blogger con un numero impressionante di premi da parte di numerose agenzie occidentali di “media”:
ha ricevuto moltissimi premi internazionali: il premio giornalistico “Ortega y Gasset” (2008), il premio “Bitacoras.com” (2008), il premio “The Bob’s” (2008), il premio “Maria Moors Cabot” (2008) della prestigiosa Colombia University. La blogger cubana è stata anche selezionata tra le 100 personalità più influenti del mondo dalla rivista “Time” (2008), insieme a George W. Bush, Hu Jintao e il Dalai Lama. Il suo blog è stato inserito nella lista dei 25 migliori blogs del mondo dal canale CNN e dalla rivista “Time” (2008). Il 30 novembre 2008 il giornale spagnolo “El País” l’ha inserita nella lista delle 100 personalità ispanoamericane più influenti dell’anno (lista nella quale non comparivano né Fidel né Raúl Castro). La rivista “Foreign Policy”, a sua volta, l’ha inserita tra i 10 intellettuali più importante dell’anno e la rivista messicana “Gato Pardo” ha fatto la stessa cosa nel 2008.
E in un mondo che ha dato il nobel per la pace a Obama, cio’ non dovrebbe sorprenderci..soprattutto pensando che questa blogger, dipinta forzatamente in occidente come “eroica”per via del blog messo su con aiuti esteri, è semplicemente una donnetta che recita la parte della perseguitata per far parlare il potenti media occidentali della “carogna del comunismo” che “mostra sempre la sua faccia disumana”.
La signora Sanchez piange per i cubani poveri con le tasche ben piene per la remunerazione lauta che le frutta il suo lavoro di “dissidente” e finta “perseguitata dal comunismo”; si lagna per “la libertà di espressione” e lo fa liberamente sul suo blog, da Cuba. Arriva persino ad inventarsi un’aggressione che, alla prima descrizione che ne ha fatto pareva una roba da “squadre della morte” Videla-mode, invece poi le avrebbero lasciato solo dei “lividi al culo” le cui foto “non si sente di mostrare ai giornalisti” perchè…boh? non dà nessuna spiegazione, lasciando fluire ogni tipo di ipotesi ![]()
L’ultimo tra i tributi del glorioso occidente capitalista a questa farlocchissima “dissidente di professione” Sanchez, gliel’ha rivolto il nostro ” Fatto quotidiano” . Il giornale ha raccolto ottomila firme per rispondere ad un appello della Sanchez “per la libertà di espressione a Cuba”. Firme e appello restituiti doverosamente al mittente dall’ambasciatore cubano a Roma, con il confezionamento per “Il Fatto Quotidiano” di un bel “format” di figura di merda, molto utile per l’unico giornale che in Italia si vanta di essere “indipendente” e “obiettivo”
Un professore universitario francese Salim Lamrani , specialista in relazioni internazionali, giornalista e scrittore s’è preso la briga di andare a Cuba e intervistare la donna piu’ perseguitata dal comunismo del mondo. Nel solito albergo megalussuoso nel centro storico di Havana, in pieno pomeriggio, Yoani Sanchez ha dato prova di essere quella che è: una donnetta di scarsa cultura, amante del consumismo (”quando mi compravo un paio di scarpe in Svizzera mi sentivo in colpa per mia sorella”), che ha trovato il modo di farsi pagare profumatamente per sostenere gli interessi statunitensi (e in generale occidentali) allo scopo di sputtanare Cuba. Forte del fatto che il “comunismo cubano” non è esattamente quello di Pol Pot e che Raoul Castro non è esattamente Pinochet, fa quello che fa per soldi (cosa cartesianamente evidente) lamentandosi col professore che “non puo’ parlare alla radio e alla TV nazionale cubana”.
Il professore però è uno forte: se leggete l’intervista che riporto potete notare che con le sue domande porta alla luce le farlocchita’ della Sanchez che 1)cade sempre in forte contraddizione 2)rinnega quello che lei stessa scrive 3)manifesta una cultura davvero scarsa sul suo stesso paese 4)quelle poche volte che esprime un parere articolato sembra l’avvocato difensore degli stati uniti.
Insomma: una pochezza umana, ’sta Sanchez, che pensare che “Il Fatto Quotidiano” l’ha presa sul serio ci getta nello sconforto: un colpo giornalistico che manco la “carta da culo” di Vittorio Feltri poteva eguagliare...
(continua…)
update ![]()
Da www.comedonchisciotte.org
un articolo per imparare ad essere consumatori consapevoli.
Non è importante essere vegetariani, ma se siete carnivori, siate almeno consapevoli.
La prossima volta che state per addentare una bistecca, invece, fatevi un giretto in un mattatoio!
L’evoluzione incomincia dal rifiuto della violenza. Essere vegetariani è il primo passo verso l’evoluzione personale.
Non c’è bisogno di motivazioni religiose o salutistiche per comprendere che la sofferenza di un altro essere vivente non può essere un bene per noi.
Personalmente, sento tutti gli animali come figli, fratelli, compagni di strada. Ho tre gatti meravigliosi ed affettuosi, e quando mio figlio, che li adora, mi dice quanto sarebbero buoni al forno con le patate, comprendo che ho creato un mostro.
Gli animali non hanno un sindacato, non possono scrivere articoli sui giornali, non possono protestare o lanciare campagne nazionali. La loro voce siamo noi.
Il proprietario di questo blog, nonchè artefice di questo articolo non è Brunetta, nè La Russa, nè un altro rappresentante del popolo delle impunità che rapina il popolo italiano ogni minuto di ogni ora di ogni giorno della vita presente di questo povero paese. E’ un senatore del Partito Democratico, di quella “forza di opposizione” galeggiante sull’onda melmosa e mefitica del veltronismo e tra i miasmi dei salotti borghesi dell’elite di questo paese: uno che mediante l’emissione di proclami fintamente indignati per difetto di formalismo, del tutto fuori luogo in questo regime mafiomassonico iniquo e criminale,tenta di giustificare la sua presenza politica (si fa per dire), riuscendo in cio’ meglio di quanto non riesca a giustificare il suo stipendio.
(continua…)
Ho ricevuto domenica questa e mail, che ritengo giusto diffondere, perchè molto indicativa del clima che si respira attualmente in Italia.

Ieri, 24 aprile, in concomitanza con la celebrazione del 25 Aprile del Presidente della Repubblica, svoltasi al Teatro alla Scala di Milano, eravamo riuniti in Piazza della Scala, noi dipendenti del Teatro, per esprimere civilmente il nostro dissenso al decreto di Bondi, con uno striscione che recava le parole
NO AL DECRETO INFAME - VIA I BANDITI DALL’ANFOLS
Orbene, giunti sul posto siamo stati subito avvicinati da energumeni in borghese che ci hanno impedito di esporlo, tentando anche di sequestrarlo con la forza. Dopo vari strattoni e urla, tra spintoni e urti da parte degli stessi succitati energumeni, ci è stato finalmente concesso di esporre lo striscione all’ingresso della galleria Vittorio Emanuele, ben distanti dal nostro Teatro e soprattutto dalle telecamere.
Dopo aver comunque manifestato là dove era possibile, ci siamo recati tutti all’ingresso artisti in via Filodrammatici 2, sotto i portici, lo stesso ingresso per il quale ogni giorno transito per andare a lavorare.
Senza striscione.
Lì giunti, dapprima ci è stato impedito l’accesso al Teatro, nonostante esponessimo il pass di cui siamo dotati (rimarco che ieri sera, quando sono andati via tutti, abbiamo fatto una replica del Simon Boccanegra con Placido Domingo, come da cartellone), poi hanno schierato un cordone nutrito di forze dell’ordine in tenuta antisommossa (!) per impedirci il transito sotto il colonnato.
Eravamo tanti, artisti del coro, orchestrali, tecnici, personale di sala, sarte…in un istante mi sono visto davanti un enorme scudo in plexiglass, che proteggeva dalla mia voce, che intonava un coro, un aitante tutore dell’ordine, con casco sulla testa e manganello proteso, ma la potenza e l’onda d’urto delle mie tenorili corde era tale, tanta, che…quel manganello è partito, colpendo alla tempia un tecnico che era alla mia destra.
Abbiamo cercato di fermare quelle mani con il manganello alzato, e uno di noi (non so come) ci è riuscito, afferrando il polso del valoroso e zelante tutore dell’ordine…dietro di lui un suo collega, forse infastidito da cotanto ardire, ha sferrato un PUGNO, colpendo sul naso e facendo sanguinare il proprietario della mano che aveva osato fermare il manganello.
W l’Italia e la Resistenza, intanto, si proclamava all’interno del Teatro.
Con Berlusconi seduto sorridente in platea e gli artisti della Scala presi a sprangate fuori.
Milano, 25 aprile 2010 Luciano Buono
Artista del Coro del Teatro alla Scala
Aggiungo una nota sul programma eseguito alla Scala nel concerto menzionato . Onde evitare che un qualche leghista di passaggio avanzasse obiezioni, invece di far cantare al coro (e magari al pubblico) l’orecchiabilissima, ma troppo schierata, “Bella ciao”, si è prudentemente ripiegato sul più ostico Canto Sospeso (tanto al leghista di cui sopra, se gli si chiede chi fosse Luigi Nono, lui risponderebbe: “Boh, un re spagnolo, o inglese”, oppure: “Un compositore pirla, e per di più comunista”).