Lo Scempio di Italia ‘90 II


L’expo 2015 sta per far compiere all’Italia intera un altro passo di “sviluppo”. Il termine sviluppo qui è associato a “riforme” a “passi politici” per rendere piu’ snella l’azione dell’IMPRESA e per snellire i vincoli burocratici. Nessun miglior pretesto per una “politica di investimenti”.

L’Expo 2015, per chi non lo sapesse è una fiera campionaria di tutte le merci prodotte dal mercato. Dal telefonino alla gru. Dal bambolotto alle macchine per costruire una diga.
Certo: mancheranno le merci “illegali”: dalla cocaina all’extasy. Ma ho dei dubbi se all’expo presienzeranno i produttori e i commercianti di armi. Se sì, mi chiedo quali armi presenteranno all’esposizione (finalmente potro’ vedere una bomba atomica “live”?).

La politica di investimenti riguarda molto il settore pubblico. Se una volta si finanziava, tramite un sistema di appalti un’azienda privata affinchè su un territorio pubblico si costruisse, che so, un edificio, oggi ALL’AZIENDA PRIVATA GLI SI VENDE DIRETTAMENTE IL TERRENO. O l’immobile da ristrutturare.
Questa politica di “sviluppo” ha gravemente compromesso i conti pubblici. Il patrimonio immobiliare, aziendale e le risorse sono state svendute ad imprenditori privati che hanno pagato il loro contributo alle persone politiche che li hanno agevolati, in altri termini, che si sono fatti corrompere.E i guadagni sono stati solamente a vantaggio di persone fisiche. mentre in quanto colletività statale ci facevano impoverire di cio’ che è comune, che è pubblico, appunto.
Questo è stato preparato da una stronzata mediatica di moda negli anni ‘70, diffusa voci populi per stroncare, coerentemente con la Profezia del piano di rinascita democratica del gran maestro Licio Gelli lo stato sociale costruito nel dopoguerra, un luogo comune da bar che pressapoco diceva: “gli impiegati statali non lavorano o sono corrotti, quindi perdiamo un sacco di soldi: dovrebbero dare tutto in mano ai privati, vedi come funzionerebbero”.

E invece non hanno funzionato. Le privatizzazioni (massicce dal 1994) hanno portato non solo ad un aumento del deficit, ma anche alla diminuzione di servizi ai cittadini, che, o sono spariti o sono diventati a pagamento. Stiamo andando verso un’americanizzazione del mondo. Ma la maggioranza degli italiani, non ho dubbi, andranno a stare peggio di come stanno. Certo, difficilmente vivremo la fame, ma il potere ci terrà al “limite” tra la sopravvivenza e la rinuncia. Sull’oggi una cosa è certa: lo stato sociale che lo stiamo giocando e sta ricevendo proprio in questo periodo gli ultimi colpi.
Stato sociale che ha avuto il suo culmine nella riforma sanitaria del 1978 che fece gridare il mondo imprenditoriale massonico allo scandalo.
Fu la spinta decisiva al piano di Gelli. Il mondo politico, evolvendosi nel riflusso negli anni ‘80, veniva selezionato sulla base della “disponibilità al compromesso”. Su queste disponibilità dei singoli, il complotto si è innescato.

Notiamo, dal pollaio elettorale che se la scelta dei politici da agevolare è sempre oggetto di dialettica anche pecoreccia, il sistema non è in discussione. E’ comune a qualunque schieramento, il fatto di considerare il modello di “sviluppo” (svendita, privatizzazione, investimenti colossali, depauperamento delo stato sociale) definito sopra, come l’unico perseguibile.

E, poichè questo processo emargina fino ad un certo punto le politiche locali, queste ultime per raccattare soldi, arrivano al limite della vessazione dell’individuo.
Per esempio contravvenzioni destinate ad “auto in moto” in assenza di guidatore e piacevolezze stradali di questo genere. Nei comuni vicino a Milano, abbiamo pensionati incaricati di mettersi a scattare foto con l’autovelox. Semafori che durano 3 secondi. Telecamere che fotografano auto e moto cui vengono recapitate a casa foto taroccate con multe annesse.
I comuni hanno una fame di soldi che è epocale, per far funzionare servizi essenziali e volendo avere nell’evento del 2015 qualche voce in capitolo. Quindi continuano a chiedere ed estorcere quattrini ai cittadini. Eppure nessuno nota come l’EXPO 2015 sarà la replica di Italia’90: UN FIUME IN PIENA DI SOLDI DEI CONTRIBUENTI a finanziare progetti colossali (di cui MIlano sarà la capitale): opere ciclopiche che poi finiranno inutilizzate, come i parcheggi cementati per Italia 90 (che per un periodo hanno ospitato campi nomadi), costati chissà quanto, che hanno soffocato il verde e ora sono sommersi da una sterpaglia incamminabile. Oppure come quel mostro edilizio, il blue residance di San Giuliano Milanese, demolito ieri, essendo stato costruito per i tifosi di Italia ‘90 e appena dopo lasciato andare alla malora. Immaginate quanto ci abbiamo guadagnato nell’Impresa e fatelo mentre state andando alla posta a pagare la contravvenzione….



5 Responses to “Lo Scempio di Italia ‘90 II”

  1. Antonio scrive:

    Quello che descrivi si chiama “affarismo”, la libera impresa è un’altra cosa, dove questa si pratica davvero, ciò che descrivi non si verifica.

  2. Cloro scrive:

    xantonio che scrive:Quello che descrivi si chiama “affarismo”, la libera impresa è un’altra cosa, dove questa si pratica davvero, ciò che descrivi non si verifica.

    fai qualche esempio.

  3. Antonio scrive:

    Beh, probabilmente buona parte dell’Europa occidentale, se non la quasi totalità (esclusa l’Italia, ovviamente). Scommetto che a Helsinki o a Copenaghen certi scempi siano molto più rari.
    Del resto, che non sia la libera impresa il problema, è dimostrato
    da quei paesi in cui questa è vietata e gli scenari che descrivi sono la norma, con la differenza che i delinquenti sono “soltanto” i dirigenti del partito al potere.

  4. F.Maria Arouet scrive:

    Riassumo, perché a me le troppe parole mi confondono.
    Tra un po’ ci sarà l’Expo e costruiranno un sacco di edifici.
    Li costruiranno, al solito, mettendosi d’accordo tra corrotti pubblici e corruttori privati, per farsi un sacco di soldi e di risate alle nostre spalle.
    C’é un apposito Ufficio Imprenditoriale Massonico, che già lavora a questo scopo, cooptando i singoli componenti dell’intero mondo politico nessuno escluso in una sorta di conventio ad excludendum, dove gli esclusi sono ovviamente gli onesti, a tutto discapito dello Stato Sociale, che non é mai andato giù a Licio Gelli.
    Il processo si dovrebbe sviluppare nelle seguenti fasi: “svendita, privatizzazione, investimenti colossali, depauperamento dello stato sociale” .
    Stateve accuorti.
    Questo naturalmente taglia fuori gli Enti Locali dalla pappatoia, i quali, ridotti alla fame, se la prendono con noi rifilandoci certe multe, se passiamo col rosso, che levati. Coi semafori taroccati naturalmente.
    Che poi questo cazzo di Expo va a finire che non serve neppure a niente: che lo facciamo a fare?
    Pensateci mentre siete in fila a pagare la contravvenzione.

    Ho riassunto troppo?

  5. ilBuonPeppe scrive:

    Tutti contenti nella follia comune dell’idea di sviluppo liberista perpetuo.
    Quello che ci aspetta con l’Expo è drammatico; io abito 500 km lontano ma non è una grande consolazione.

    http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=128

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