Kapitalismo Kattolico: STOP

Eccolo qui in effigie, ancora “sponsorizzato” da questo blog: lui, lo smagliante ciellino rampante, l’ex yuppie cristiano che negli anni ‘80, a piu’ di 35 anni andava cianciando di una sua presunta verginità allo scopo precipuo di essere (com’è stato) additato da certe alte sfere di prelati stronzi come un esempio per la gioventu’ : Robberto-squalo-Formigoni.

E un esempio lo è diventato, anzi deppiù visto che l’economia lombarda passa per le maglie del suo gruppo cattolico-imprenditoriale. Ha iniziato con gli accoliti di partito, istituendo cooperative per il recupero degli ex carcerati, di tossicodipendenti, di stranieri oppressi dalle dittature e fuggiti senza un soldo dal loro paese. Lavoratori licenziati, diventati socialmente utili e tante altre categorie di disperati a cui “in nome di dio” si chiedeva di lavorare gratis per anni, prima di cominciare rapporti “lavorativi” di sfruttamento da terzo mondo. Gente sottopagata ma abbindolata con magri salari ed orari flessibilissimi, entro “giri” fatti di ipocrita buonismo di caporali invasati di religione che piagnucolando quotidianamente sulla sofferenza umana del Cristo, spostavano per questi sottoposti sempre piu’ progressivamente “in la”  il paradiso ciellino in terra. Quanti ex compagni si sono fatti coinvolgere e magari hanno fatto carrierà sotto l’ala del brillante cialtrone in missione per conto dell’Opus dei, diventandone complici?

Formigoni è stato il principale artefice delle privatizzazioni in Lombardia: servizi scolastici, servizi ausiliari della sanità, edilizia, appalti di cooperative formigoniane per la costruzione di infrastrutture ottenuti all’estero che incameravano soldi a palate  sono serviti per l’affermazione politica di questo colletto bianco ciellino, che si è costruito, a spese dei lombardi, una carriera politica che appare inossidabile ed eterna.

All’inizio dell’anno scolastico Formigoni ha tagliato da un giorno all’altro il contributo assicurativo per tutti gli studenti lombardi. Non ha mai tagliato però alcun genere di fondo alle scuole private, che a lui debbono  molto, soprattutto per essere stato un pioniere nell’istituzione di un assegno di studio, a prescindere dal merito, per chiunque si iscriva ad una scuola privata lombarda.

Formigoni, nel suo passato fatto di “verginità“, buonismo, forza della preghiera e tanti ma tanti amici a cui faceva (e da cui riceveva) favori ha messo su un impero. Questo impero si chiama compagnia delle opere che facendo consorzi con le banche (quelle stesse banche che ci tirano nel gorgo della crisi economica, ogni giorno piu’ a fondo) ha le mani in pasta dappertutto: dal personale dei cosiddetti “giochi serali”nelle scuole appaltate a cooperative che pagano anche 200 euri al mese i dipendenti, ai centri estivi urbani, dove il personale è dequalificato e , ovviamente, sottopagato.

Ma il vero fiore all’occhiello di Formigoni è la sanità che ha privatizzato in modo massiccio con la chiusura di ospedali pubblici e privatizzando i posti letto e i servizi che venivano a mancare per quesa sciagurata politica di agghiacciante privazione dei diritti umani.

Uno dei brillanti risultati di questa politica tesa a elargire concessioni a go-go, con il telos del profitto e il totale spregio della salute dei cittadini è stata la faccenda della Santa Rita : una strage di cui la sua politica è responsabile. La strage di 30 e passa persone in un ospedale ad opera di medici ed amministratori che da anni avevano seppellito ogni etica professionale (e umana) è stata possibile solo e soltanto nel regime di Formigoni: favori agli amici, controlli limitatissimi, quattrini che potevano soffocare in gola qualunque obiezione di forma o di sostanza.

Del resto Formigoni proviene da una storia che gli ha fatto vivere una certa dimestichezza con gli omicidi: infatti suo padre è il responsabile politico dell‘Eccidio di Valaperta di Casatenovo del 1944.

Di Formigoni si potrebbero dire molte altre cose: le brutte storie di monnezza con il comune di Cerro al Lambro (che ha tuttora degli strascichi), al tentativo, per ora stoppato ma sempre costantemente reiterato, di privatizzare l’acqua ecc.. perchè il suo colosso finanziario e imprenditoriale, la “compagnia delle opere” mira a diventare come l’impero berlusconiano o quasi. Un po’  piu’ consociativistica la sua gestione, certo, ma lo scopo finale, l’obiettivo di questo sessantenne d’assalto crociato è questo. Tra palle colossali ed acrobazie diplomatiche inverosimili, il signore è riuscito persino ad entrare nel business del petrolio, facendo la sanguisuga sulla tragedia irachena.

Leggo Gianni Barbacetto, riportato da Donchisciotte:

“Oil for food”(era un programma dell’ONU) nato per addolcire l’embargo all’Iraq di Saddam Hussein permettendo di scambiare oil, cioè petrolio, con food, cibo e medicine. Un’indagine americana ha certificato che, sotto l’ombrello protettivo di quel programma Onu, Saddam assegnava contratti petroliferi a prezzi di favore in cambio di robuste mazzette impiegate per sostenere il regime. Poi, dopo l’invasione Usa, quei soldi sono finiti a finanziare la guerriglia e il terrorismo. Coinvolti nel gioco, grandi compagnie e piccoli trader petroliferi, ma anche singole persone ed esponenti politici di una cinquantina di Paesi del mondo.

Tra questi, Roberto Formigoni che, in nome della sua amicizia con il cristiano Tareq Aziz, braccio destro di Saddam, ha ricevuto contratti per 24,5 milioni di barili: la più massiccia tra le assegnazioni fatte a soggetti italiani. Poiché Formigoni non fa il petroliere, i contratti sono stati gestiti da aziende suggerite dal governatore: la Cogep della famiglia Catanese e la Nrg Oils di Alberto Olivi. Così una piccola impresa come la Cogep si è trovata di colpo a passare dalle autobotti alle petroliere.

Letto? Peccato che i magistrati sovversivi ed eversivi ci abbiano voluto mettere il naso istituendo un’indagine ed un processo -chiamato appunto Oil for Food- di cui i media italiani hanno parlato poco e per trafiletti locali a fondo pagina vicini a quelli dedicati al gatto bloccato su un cornicione alla Barona.

Barbacetto ci dice anche:

(La Cogep)avrebbe pagato tangenti per 942 mila dollari in Iraq e 700 mila a mediatori italiani. La Nrg Oils avrebbe pagato invece almeno 262 mila dollari. I Catanese (benché la loro Cogep fosse già stata coinvolta nello scandalo dei petroli e i suoi titolari fossero già stati condannati nel 1982 per contrabbando internazionale) sono tra i fondatori della Compagnia delle Opere, l’associazione d’imprese promossa da uomini di Cl, e questo è bastato, evidentemente, per far scattare la segnalazione di Formigoni a Saddam. A partire dal 1997, Saddam e Aziz concedono succulenti contratti alla piccola Cogep, che “ringrazia” Formigoni versando dal 1998 al 2003 oltre 700 mila dollari sui conti di una società estera, la Candonly, controllata da Marco Mazarino De Petro, il fiduciario di Formigoni per i rapporti con l’Iraq di Saddam.”

(…) :-(

In fondo poi, se le cose sono andate così, Formigoni si è anche accontentato..se pensiamo che Mills si è fatto corrompere da Berlusconi per una piccola falsa testimonianza 600 mila euri…Certo, Formigoni trova in questi 700 mila dollari un esiguo reddito su uno dei tanti conti esteri che copiosamente lievitano. Questo però è particolarmente odioso perchè se fosse accertato, “il militante per la vita” avrebbe lucrato-certo, vendendosi a buon mercato- sul destino di un paese devastato da una guerra ingiusta, dove si sono consumati distruzioni e brutture di ogni genere con l’aggravante delle epidemie che ciclicamente infettano la popolazione superstite dell‘Iraq, decurtata di almeno un milione e ottocentomila persone dopo 6 anni di guerra, non ancora conclusa.
valori forti dell'occidente

Non c’è che dire, il nostro è proprio il tempo dei “valori forti” ed essenziali con cui forgiare le generazioni future.
Concludo associandomi all’appello finale del post di Barbacetto ( che è poi la ragione anche del mio post): MA PERCHE NESSUNO NE PARLA? Ma in questo paese, la prassi di “rendere conto” di come si sono esercitate le proprie responsabilità è davvero passata di moda?
Sarebbe auspicabile da parte dei “giornalisti” un qualche - anche piccolo- segno di inversione di tendenza, perchè così non se ne uscirà mai.



9 Responses to “Kapitalismo Kattolico: STOP”

  1. Ulisse9 scrive:

    Cloro,
    quanti giornalisti, degni di questo nome, puoi trovare oggi in Italia?.
    Ciao,
    Francesco

  2. Mat scrive:

    Veramente un ritratto completo. Questa è la “carità cristiana” di cui certi pii uomini vanno cianciando: lo sfruttamento dei lavoratori, la privatizzazione della sanità perché possano speculare sulla salute delle persone le cliniche private cattoliche, la corruzione di governi esteri per il profitto personale.
    Che i giornalisti non ne parlino non mi stupisce, dato che anche nei mezzi di informazione il Vaticano controlla una bella torta.

  3. Necroclerico scrive:

    guardando la foto iraquena che hai pubblicato, viene in mente il commento su Avvenire, giornale cristiano, che in prima pagina affermava che le uccisioni indiscriminate di donne e bambini, sia pure nell’ambito della (sacrosanta per il giornale) lotta al terrore islamico potevano “rendere diffidenti i popoli” verso i liberatori.

    complimenti al giornalismo cristiano se lo spettacolo della foto, per loro, è solo foriero di mera diffidenza…..

    cazzo.

    diffidate di chi vi maciulla la gamba fino a staccarvela.

    le bombe un po’ come le cattive imitazioni della Settimana Enigmistica.

    grazie Avvenire, grazie giornalismo cristiano.

    Bei miei tempi quando a Roma si trattavano questi “nazareni” come meritavano…. viva Diocleziano, viva Nerone.

    Bei tempi. Grande civiltà romana.

  4. Scusate se insisto,ma fatti come questi dimostrano che papi é contentissimo se i giornali starnazzano di veline e affini.In questo modo,si fanno sparire dalla vista del pubblico simili amenitá…

  5. Eli scrive:

    Cloro

    che begli articoli! Ultimamente sei particolarmente ispirata…

  6. Bob scrive:

    La foto del ragazzo mi ha fatto pensare di esserne il padre e naturalmente la prima idea a cui ho pensato è stato dove poter comperare un “calà-shni-cov” a buon prezzo.

    Poi mi sono rilassato e mi è venuto in mente un favoloso post che avevo visto, riguardante il contenzioso tra israele e palestina; l’ho cercato e trovandolo ve lo propongo.

    ps: fantastici anche i commenti al post dove l’autore umilia senza sconti degli stupidini che intervengono inutilmente.

    Su Formigoni posso dire che conosco un tale il quale, con una barchetta a vela da due lire, anni fa, gli tamponò lo yacht milionario.

    http://unpostocaldoebagnato.wordpress.com/2009/01/04/il-bianco-e-nero/

  7. Eli scrive:

    Cloro

    questo video merita.
    Siamo noi che non meritiamo questi politici saltimbanchi e…zoccole ( con tanto amore per le prostitute che si guadagnano la vita col loro lavoro, ma queste sono le vere zoccole):

  8. Cloro scrive:

    ulisse: quanti? vuoi una quantità? meno di 10. E manco di punta
    necroclerico: concordo. I romani avevano metodi poco ortodossi ma con certa gentaglia…erano fin troppo civili
    mat: giornalisti…come dicevo a francesco sono davvero pochi. Quelli grossi sono dei gran traditori della patria.
    guido: lo so. Tutto programmato, pianificato. E ci caschiamo perchè non possiamo fare diversamente. Non lo sappiamo fare.
    bob: conoscevo quel post. Splendido. Ma le palle girano di fronte all’impotenza che è poi il tema di quella foto.
    eli: ho molto rispetto per le sex workers. Molto meno per le zoccole fasciste. E che non me le paragonino alla Claretta, che incarichi governativi non ne aveva, ma in compenso c’è morta (anche lei) di dittatura.
    ciao

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