
“Basta la parola” recitava un vecchio commercial di quand’ero piccola e la tv era monocanale in bianco e nero. Casualmente, la pubblicità riguardava un lassativo ![]()
Ecco, in Italia è bastata la parola, intendo quando si parla di antifascismo. Un valore spacciato dai costituzionalisti in poi come qualcosa da salvaguardare assolutamente. Solo la parola, evidentemente.
Non ho mai avuto pregiudiziali comunicative, neppure con chi si dichiara fascista. Non ho mai capito neppure chi le avesse: gente che in una certa epoca aggiungeva l’odioso slogan “uccidere un fascista non è reato” e in una certa altra epoca avrebbe insultato un interlocutore che si rifiutava di votare per il PD. La stessa veeemenza con cui si professava la non sussistenza di una trasgressione all’ordine costituito se si trattava di “uccidere un fascista” negli anni ‘70, oggi la esprimono quando ti danno del “figlio di puttana”, perchè non hai visto in Veltroni il nuovo emulo di Lenin.
Credo che la “lotta di classe” non sia un concetto che dipende necessariamente da una presa di posizione ideologica marxiana, ma che sia l’essenza dei rapporti di forza , sia all’interno della nostra società italiana che dei rapporti imperialistici che intratteniamo col resto del mondo, come “asse” dei paesi occidentali. Se poi si vuole sollevare lo sguardo piu’ lontano, credo che la lotta di classe sia stata il nucleo della vittoria del potere in ogni secolo e in ogni segmento della storia. E’ lotta di classe quella che spinge gli italiani a votare lega perchè sentono come “un problema” la presenza degli extracomunitari che “oltre che a delinquere, ci portano via il lavoro”
Credo che sia lotta di classe quella che spinge governi di stampo “progressista” a mantenere nella società usanze filoclericali, come la “famiglia tradizionale” in un paese in cui la maggioranza non le vuole piu’. Credo che sia lotta di classe tutto il battage pubblicitario sul terrorismo mondiale che spinge i governi a prendere misure eccezionali rispetto ai diritti dell’uomo ad interim, e gli extracomunitari a fuggire dalle loro lande desolate e venire da noi.
Come dicevo ieri, l’attuale governo ha stabilito che manterrà una linea di tutela della concordia tra capitale e lavoro. Un obiettivo di questo tipo lo si raggiunge con l’azzittimento, tramite riforme dei vari suffragi nei vari organismi, per esempio sindacali, ma non solo, delle istanze della base. Cio’ avviene con regole che prevedono l’affidamento della rappresentanza a poche persone, già scelte dalle alte sfere.
Un esempio eclatante sono state le ultime elezioni, in cui le liste blindate hanno di fatto negato il principio democratico per cui è giusto essere rappresentati da persone precise scelte per le loro idee e le loro qualità, piuttosto che delegare a chi delega liste di privilegiati senza che nessuna preferenza sia stata espressa dal popolo.
Questa gente, di governo e di opposizione, che non abbiamo votato, poichè chi ha votato ha scelto solo UN SIMBOLO, sarà la prossima costituente. Saranno quelli che, in concordia tra di loro, modificheranno la regola delle regole, la carta dei principi e della cultura su cui si è basata fino ad oggi la nostra convivenza.
Grande responsabilità di questo sfregio alla tradizione di democrazia ce l’hanno gli antifascisti per fede. Quelli che si sono tanto preoccupati di vedere se dopo il 95 Fini era ancora fascista o se si potesse “perdonare” il suo passato. L’intellighenzia italiana di sinistra si è fatta tanti pipponi su sti argomenti, da perdere di vista il nucleo fondamentale: che almeno i principi scritti stavano nella costituzione e quella veniva giorno dopo giorno contraddetta nella prassi in nome di emergenze spesso farlocche o comunque non tali da giustificare le deroghe ai diritti civili che venivano e vengono oggi piu’ che mai, perpetrate.
La verità è che questo “antifascismo” che ha lasciato passare guerre, imprigionamenti (come quello di Michele Fabiani, ) leggi speciali, perdita progressiva del welfare state (per la quale se uno si ammala di cancro, oggi dopo un po’ lo SSN smette di pagargli la malattia e lo stato ha tempi troppo lunghi per riconoscergli l’invalidità) ecc.. è stato il peggiore e piu’ dannoso prodotto della cultura borghese. Si nutriva di logica ottusa e inquisitoria, si alimentava di sensi di colpa e manteneva una deferenza al potere (si preoccupavano se “fosse reato o no” uccidere un fascista) che nei fatti significava una posizione stabilmente di parte per il potere stesso.
Il risultato è che oggi il potere puo’ dire esplicitamente che la politica italiana tutelerà la “concordia tra capitale e lavoro” < Indovinate un po’ a favore di chi scioglieranno i nodi delle controversie…
Sono d’accordo in questa ridefinizione di lotta di classe.
Comunque il più bello è stato Schifani che parlava di lotta alla mafia.
Carina la foto
La foto offende i valori cristiani!
Io come padre mi sento offeso e come lo devono essere tutti i fedeli!
Volevo vedere se aveva il coraggio di mettere maometto, anzichè il nostro amato Papa Giovanni Paolo II.
W La Chiesa
W Giovanni Paolo II Santo Subito
W Benedetto XVI
BRAVO!!!!!
LOL
Ma sto Don Gaetano da dove è sbucato?
Troppo forte.
x lameduck: schifani personalmente fa onore alla radice del suo cognome. Meno male che come presidente del senato farà meno danni.
x breva: davvero eh. L’ho messa anche se c’entra relativamente col post. Troppo carina…
x Lestaat: è un prelato che frequenta questo blog e che ci onora con le sue minchiate
x don gaetano: perchè dovevo mettere maometto? Io non metto foto che offendono le istituzioni, difatti ho preso di mira Woytyla, non l’attuale santo padre…
Lascia spazio alla fantasia, non si vede la mano destra e neppure il crocefisso, chissà…magari DonGaetano ha una sua idea in proposito…
Cloro, però dimentichi un passaggio: nel Carosello degli anni ‘60 era la censura che impediva di dire la parola “lassativo” a incatenare, scatenandola, la creatività dei pubblicitari di allora; il confetto Falqui ebbe così il migliore e forse più efficace “codino” pubblicitario di tutta la storia di carosello: “Falqui basta la parola” nasceva da questa necessità (argomentazione di unicità). Dovresti dire a questo punto cosa nasconde la parola “antifascismo”, in generale… e in questo caso.
Con immutato affetto, Guareskj
(Cloro semper debetur… )
@ Cloro
Ma davvero è un prelato??? Io lo credevo uno psicopatico…
x breva: mah. Dongaetano è un prete neocon. Un amico di Baget Bozzo
x Guareskj: la parola antifascismo in efetti è stata, per dirla alla Plotino, una teologia negativa. Bastva pronunciarla e il progetto politico era già realizzato, l’antagonismo pure. QUindi niente di nuovo sotto il sole.
x sveta: come no? un prelato neocon amico di Baget Bozzo