Probabilmente è un fatto storico. Un’eredità che proviene dal passato dei savoia. Che è stato potenziato nel fascismo e che nella sostanza è stato conservato anche nelle istituzioni democratiche, leggi: partiti e sindacati.
In Italia, purtroppo, la gestione dell’affermazione del Partito Comunista è stata gestita da Togliatti, che era uno stalinista, una delle poche persone di cui il dittatore russo si fidasse. La figura storica di Togliatti si snoda tra la fedeltà a Stalin stesso e l’elasticità mentale con cui si è inserito nel rapporto con gli americani e i loro alleati in Italia durante l’uscita dalla IIWW. Gli eventi cui faccio riferimento sono:
1)l’amnistia dei quadri e dei dirigenti fascisti nelle posizioni nodali della pubblica amministrazione, spacciato storicamente come una “decisione umana”. Non si trattava di licenziarli, ma di dequalificarli in nome della fedeltà ad un regime traditore. Togliatti nel ‘47 proprio nel primo governo di un’Italia ancora senza costituzione di cui lui era “ministro della giustizia” invece li lascio’ al loro posto.
2)La conservazione degli accordi concordatari con la chiesa quando egli fu “padre della costituzione”, con la voce in capitolo necessaria per via dell’alto numero di morti comunisti nella IIWW, durante il periodo ‘43-45
3)L’inserimento nella costituzione di quell’articolo (non me lo ricordo, se qualcuno lo cerca mi fa un favore) che ammette facili eccezioni al fatto che un partito s’inserisca nella dialettica elettorale senza la confema da parte di un congresso. T. volle questo probabilmente per tenere aperte le frontiere italiane allo stalinismo, paradosso (ma non tanto) fu che di questa norma se ne avvantaggiasse, 60 anni dopo, proprio Berlusconi e il suo “forza Italia” (che inizialmente non aveva congresso, oggi non lo so, sinceramente)
4) La censura effettuata da Togliatti sugli intelletuali di sinistra che “dovevano” circolare presso le masse, in particolare di Gramsci, evento di cui ho già parlato qui.
Il risultato dell’operato dello stalinista Togliatti in Italia (che in russia aveva ben altri ruoli) fu quello di creare sì la possibilità della creazione di partiti, sindacati e successivamente movimenti che rispetto al fascismo erano delle conquiste, ma gli statuti di questi partiti e sindacati erano improntati alla gerarchia, volta a tenere forti il piu possibile le oligarchie dirigenti, con la scusa della difficolta’ a litigare ogni volta e della instabilità politica che poteva inficiare l’azione delle dirigenze stesse.
E un ulteriore paradosso è costituito dal fatto che piu’ si andava a sinistra, piu’ gli statuti erano gerarchici e ingessanti ed è ancora cosi.
Per esempio: nell’epoca del riflusso, moltissimi ex autonomi di “estrema sinistra” entrarono in CISL piuttosto che in CGIL perchè, appunto, quivi lo statuto risultava molto piu democratico . I cattolici si potevano permettere un’impostazione molto piu libera delle loro istituzioni, tanto la chiesa (che prima delle tv di massa era il piu’ capillare mass media d’Italia) gestiva facilmente il consenso, mode a parte. Ma come si è visto le mode sono passate. La gerarchia no.
Poichè io non ho, come ho già detto, un pregiudizio “storico” antifascista, per ragioni familiari (ma ce l’ho a livello di contenuto) direi di rispolverare il concetto caro ad un certo modo di concepire la “romanità” , di tribunato della plebe. Rappresentanti dei poveracci, fuori da ogni lobby e da ogni interesse privato che siano esclusivamente sottoposti alle volontà dell’assemblea (popolare e di libera partecipazione e voto) che lo ha delegato.
Non esiste che in un sindacato la dirigenza non possa essere messa in discussione perchè il sistema elettivo passa dall’assemblea degli iscritti ad una serie di organismi intermedi che selezionano gli elettori fino ad averne un numero ristrettissimo chiamato a decidere della linea unitaria e degli uomini dirigenziali.
Come non esiste che si proclami (per esempio), anche qui per interposte persone, un Diliberto alla dirigenza di un nuovo movimento comunista che voglia essere ispirato unitariamente alla necessità di promuovere gli interessi della classe piu’ debole. L’amicizia del capo Diliberto con Giancarlo Elia Valori, attestata anche dalla presenza reciproca a manifestazioni pubbliche dell’uno o dell’altro, non è compatibile con una nuova piattafoma di lotta per le classi piu’ deboli in questa situazione apparentemente disperata. Diliberto dovebbe capirlo da solo, ma se non lo capisce, ci dovrebbero essere persone, militanti che ci metteranno tempo ed energie, che glielo fanno capire e lo “dimettono”. Invece, quando ho posto il problema su Facebook, mi è stato risposto che lui ne aveva dato conto di fronte ad un “numero selezionato” di segretari di sezione che ne hanno riferito a militanti e iscritti che si fidano delle loro parole.
Il fatto che un “comunista” destinato ad avere un ruolo cruciale e magari ad essere eletto alla camera, abbia relazioni di amicizia pubbliche con un ex piduista secondo me è compromettente a priori. Italo pensatoio obietta che però Valori è stato anche un maoista. E chemmefrega? anche Bondi è stato comunista e adesso è il Vate(r) di regime. QUalcun altro ha precisato che “è stato buttato fuori dalla P2“: notizia che per me è di un conforto incredibile, ma che non mi fa per niente cambiare idea.
Liberarsi dalle persone ambigue, liberarsi dalle finte idee è necessario. Per esempio, al mio post su Franceschini e la sua sconcia posizione per l’Afghanistan (se è di sinistra quel discorso, è di sinistra anche Borghezio) mi aspettavo dei piddini di sinistra che ne difendessero i principi, la strategia, il “carisma”. Ho postato questo articolo qui su Facebook, aspettando proprio i piddini e intanto mi affilavo le unghie per discuterci, perchè non mi aspettavo che venissero sul mio blog ma che mi rispondessero lì sì. Macchè. Silenzio sepolcrale. I piddini di sinistra hanno opportunamente taciuto, manco il disturbo di venirmi a contestare e sì che a Franceschini gliene ho dette (vero Ballini?).
Concludendo: il popolo italiano non è solo vessato e ignorante per via delle televisioni e del progressivo e accelerato degrado delle scuole, ma vi è una malattia storica: la sindrome di allineamento.
Consiste in un’idea infondata, un pregiudizio, per cui se una persona si manifesta degna di stima per determinati motivi (spesso sconosciuti ai piu) questa etichetta gli rimane, qualsiasi cosa ( o merdata) faccia . Questo pensiero latente, questa convinzione popolare ha un suo corrispettivo reale e sociale nell’architettura gerarchica delle istituzioni che, anche in presenza di gente contestataria (per esempio i sessantottini) e di istituzioni “di sinistra” (per esempio la CGIL), è rimasta pervicacemente inalterata. QUesta adesione di fatto, anche del movimento operaio e delle masse progressiste alla gerarchia tout court è una delle ragioni delle possibilità, ahime’ attuate storicamente, dell’infiltrazione, della corruzione dei capi e dei gradi intermedi e della successiva mandata a puttane di un movimento popolare serio, fuori dalle programmazioni dall’alto messe in opera dalle gerarchie stesse.
L’accettazione della gerarchia è il vero nemico. Questo è il nocciolo della (debita) differenza tra l’anarchia e il marxismo, che con la “dittatura del proletariato” si è cagato in mano per i secoli dei secoli, amen.
ps uno dei prodotti storici che non ha rispecchiato allineamento e deferenza alla gerarchia e all’autorità in quanto tale, sono stati i decreti delegati (1974, mi pare). Oggi sono quasi totalmente sviliti dal “Preside manager” e dall’autonomia scolastica, ma, forse perchè la “scuola per tutti” era un concetto veramente nuovo in Italia, lì si erano create istituzioni veramente democratiche. In cui il potere decisionale era egualmente spartito tra le varie componenti dell’istituzione e i mandati brevi, come democrazia richiederebbe che fosse sempre.
Vediamo se ho capito e riassumo così:
Ci manca il pensiero critico!
Oxiuranus
” Ci manca il pensiero critico!”
Ed anche un po’di umanità. Molti in questo paese stanno diventando feroci e disumani, e nemmeno se ne accorgono.
Inconsapevoli totali. Occorre prendere le distanze da gente così, smettere di frequentarli, togliere il saluto.
Pazienza se restiamo soli. Io ripristinerei l’ostracismo, se fosse per me.
Credo che “pensiero critico” ed “umanità” siano complementari uno all’altra. Il fatto che si stia facendo buio e che le iene escano allo scoperto non significa, come d’altronde tu dici, che queste debbano diventare le regine della notte. Non dimentichiamoci che la vita è come una partita a poker: la scala minima di picche batte la massima di cuori (almeno così mi è stato insegnato, non gioco a poker).
Solo esiliarle certe persone? perché non mandarle in miniera?
Oxiuranus
“Perché non mandarle in miniera?”.
Perché l’allontanamento e la riprovazione generale dovrebbero essere il massimo consentito come punizione. Non sono per una giustizia violenta che condanni ai lavori forzati od alla galera.
Certo che con questi soggetti che ci ritroviamo, pure il bazooka gli fa un baffo!
Con tutto il rispetto Cloro ma questo mi sembra un minestrone che mette dentro troppe questioni. Il punto critico, secondo me, è decontestualizzare il discorso.
Dove i comunisti avevano provato a fare la “rivoluzione” (dopo la guerra) come in Grecia furono sconfitti e sterminati.
L’Italia era in condizioni pessime, occupata militarmente dagli americani e probabilmente questo peso’ nelle discussioni all’interno del PCI, dove non tutti erano allineati.
Però ci serve oggi questo discorso?
E che ci azzecca con la questione della gerarchia? Io non lo capisco.
Concordo con una questione, bisogna liberarsi dalle persone ambigue. Però se sono ambigue sul serio e non perché lo dice un frustrato come Rizzo che denuncia una situazione con cui ha convissuto per 5 anni( o sbaglio?)
Per me il dott. ex Ministro Diliberto è un pezzo di merda per questi motivi:
http://baruda.net/2009/05/06/sgom-sgommiamo-diliberto-e-tutti-i-forcaioli/
Per il resto che dire?
Che c’è bisogno di gente che oltre che stare lì a “dire” faccia. In particolar modo i “leader” (così detti)
Che la logica “istituzionale” oggi è una logica che per forza ti impone “l’allineamento”, quindi è meglio starsene fuori un pò dalle istituzioni per ricreare un movimento che abbia la capacità sulle questioni concrete di costruire un “sistema” di valori diversi.
Ma le questioni concrete stanno nelle contraddizioni e nelle lotte,che sono vicino a noi non sulla luna.
Ciao
Mario “L’Italia era in condizioni pessime, occupata militarmente dagli americani e probabilmente questo peso’ nelle discussioni all’interno del PCI, dove non tutti erano allineati.”
embe? e secondo te gli americani han chiesto ai padri costituenti di inserire i patti lateranensi?
e secondo te Togliatti, nella posizione che gli conferiva la guerra civile in Italia, costata proprio al fronte comunista un pacco di morti, non poteva evitarli?
dai su per piacere.
La gerarchia c’entra perchè, ripeto, le nuove istituzioni hanno risentito di statuti gerarchici.
Proprio ieri mi è arrivato un libro ordinato sul web.
Si intitola Propaganda.
Autore http://it.wikipedia.org/wiki/Edward_Bernays.
Bellina la foto. Sembra una caricatura del grande Chaplin.
Sto tipo con quella faccia la messo in quel posto a milioni di persone.
Argomento affascinante la propaganda. Una delle prime cose scritte sul libro è questa, cito:
“Il governo invisibile è così nato sotto la forma di partiti politici rudimentali, poi per spirito di concretezza e ragioni di semplicità, gli apparati dei partiti hanno ristretto la scelta a 2, 3 o al massimo 4 candidati.”
Beh anche se si riferisce agli stati uniti di inizio 20° secolo rispecchia fedelmente quello che succede da un 200 anni a questa parte. O almeno da quando il parco buoi è diventato troppo numeroso e per non rischiare che qualcosa alterasse lo status quo.
Tutto questo lo si può ribaltare anche per quanto riguarda le varie ideologie che si sono succedute da qualche decennio a questa parte.
Per questo ritengo che parlare ancora di comunismo, socialismo, fascismo, capitalismo è obsoleto.
Questi ci prendono per il culo da anni e noi stiamo ancora qui a dibattere di fuffa.
Bisogna andare avanti. Certo senza dimenticare il passato. Ma bisogna buttare nel wc tutto il vecchiume.
Abbiamo già dato.
oxiuranus
Le iene è da mò che stanno in giro.
quoto, creare un’alternativa, e non curarsi degli estinguendi apparati politici.
…l’ha messo…
ops
concordo, Notime.
E’ davvero curiosa che da parte di certa sinistra utopistica vengano riproposte le stesse tesi della destra, su Togliatti, sui partigiani comunisti, sulla visione del partito e quant’altro, giungendo persino a sostenere il più tradizionale anticomunismo.
Innanzitutto Togliatti “lo stalinista” aveva promosso una politica del PCI assai diversa da quella dell’Unione sovietica e lo testimonia la linea “legalitaria” in difesa delle istituzioni democratiche che i comunisti avevano assunto, contro l’auspicio dei VERI stalinisti che volevano la rivoluzione subito. Visto che rivoluzione non poteva esserci per ragioni storicamente acclarate che non sto qui a discutere.
Poi vorrei ricordare che il PCI era finanziato dall’Unione sovietica e per fortuna lo è stato, per fortuna per quegli operai che avevano l’unico rappresetante politico nelle istituzioni solo nel PCI, se si escludono i socialisti che purtroppo superavano a stento il 10% e che erano finanziati anche loro, fortunatamente, dal Cremlino
L’amnistia fu una saggia decisione. Non per i fascisti, ma per gli ANTIFASCISTI, che erano in prigione, mandati nel ventennio, o in attesa di giudizio, giudicati da giudici fascisti. Certo non è stato per fare un regalo ai fascisti, Togliatti non era mica uno stupido.
Il Concordato purtroppo è qualcosa di orribile e totalmente distante da ogni idea di stato laico. Ma trovo incredibile che da chi è interessato a screditare i comunisti si veda solo l’unica pecca della nostra Costituzione e non tutto il resto che è quanto di più avanzato ci possa essere, in materia di tutele sociali e civili, nel campo del diritto costituzionale. E ciò nonostante la Democrazia cristiana, i liberali e i fascisti riciclati. Ed è un grande merito che dovrebbe essere riconosciuto al PCI, soprattutto da chi parla di difesa della Costituzione.
Quanto poi alla gerarchia è un discorso che non regge, proprio di uno spontaneismo ingenuo che non avrebbe mai giovato al proletariato italiano. Una certa gerarchia è indispensabile, se si vuole fare un partito, naturalmente una gerarchia democratica. E il PCI era molto più democratico degli pseudo partiti di oggi come il Pd o l’Italia dei Valori, per non parlare del PdL.
Che la CISL sia più democratica della CGIL è quanto di più errato si possa sostenere. Altra tesi sostenuta dalla destra.
Quanto sia sbagliata lo prova che è sempre stata la CGIL a farsi promotrice della democrazia sindacale. E’ stata la CGIL a portare in Italia l’esperienza dei consigli di fabbrica, guardati con orrore dalla CISL.
Per non parlare poi dell’ultima trovata di Bonanni che vuole imporre ai lavoratori, da sindacato di minoranza, l’abolizione del contratto nazionale e la cancellazione di ogni democrazia sindacale, assieme alla UIL. E per fortuna, c’è la CGIL ad opporsi. Per favore, non scherziamo.
Ancora una volta questa favola su Diliberto che il caso ha voluto capitasse in un incontro con un ex massone. Non so per quale strana associazione di idee ciò dovrebbe far pensare che anche DIliberto sia un massone.
Tra l’altro Rizzo che lo ha accusato di ciò ha fatto la campagna elettorale contro il suo partito e a favore di Di Pietro. Questo mi sembra molto più da massone, e rivela le reali intenzioni di chi lo ha accusato.
Circa l’ultimo punto su cui volevo intervenire la differenza tra anarchici e marxisti è la stessa che intercorreva tra Marx e Proudhon, e ho detto tutto. Basterebbe il primo, da solo, a mostrare il divario teorico che separa l’anarchismo dal marxismo, anche volendo prendere un Bakunin o un Kropotkin (e non ho voluto considerare Lenin, Gramsci, Lukacs, ecc.)
Se non fosse stato per i comunisti, tutti i diritti sociali che sono stati conquistati (e che adesso che i comunisti non ci sono più stanno scomparendo) dalle otto ore allo statuto dei lavoratori, ce li saremmo sognati. Anche perché, mentre i comunisti tentavano, in tutto il mondo, di fare andare al potere al potere la classe operaia, gli anarchici le dicevano che non bisognava votare. I risultati che avrebbe portato questa strategia ce li ha mostrati la storia e il semplice fatto che il proletariato ha deciso di voltare le spalle all’utopismo bakuninista, per abbracciare il ben più concreto e efficace materialismo storico.
Beh, mischiare Togliatti con il “comunismo” è una roba che fa scompisciare dal ridere. Che ci sia gente che ha qualche problema ad andare fino in fondo nella questione è preoccupante.
Togliatti sposo’ la linea egalitaria proprio perché quelli erano gli “ordini” del cremlino, non per altre ragioni.
Non credo che i compagni che si sentirono traditi da quelle scelte fossero più o meno stalinisti di Palmiro, scoprirono sulla loro pelle la real politik.
Dopo di che discutere di quello oggi forse non ha molto senso.
Sicuramente se non fosse stato per i comunisti gran parte dei diritti sociali di oggi sarebbero ancora da conquistare, ma quei comunisti erano popolo, massa di individui, persone che scesero in piazza rimettendoci la pelle il più delle volte a dispetto dei loro dirigenti.
Il partito comunista (quello della classe dirigente) ha avuto sempre molti problemi a rapportarsi con movimenti di lotta spontanei. Molte volte è stato trascinato in quello. Basterebbe rivedere alcuni episodi “simbolo”. P.zza Statuto all’inizio degli anni 60, la rivolta di corso Traiano e le lotte alla Fiat nel 68, la questione dei diritti civili (divorzio ed aborto)
Un po’ tanto culi di pietra. Ed i risultati sono questi.
x Mat, a parte il fatto che nè su giornali, nè in tv nè su libri ho mai trovato serrate critiche a Togliatti da parte della destra. Su Berlinguer invece decisamente di piu. Ma anche se fosse: embe? sono fatti. Il link che ti ho riportato io dice cose che prende dalla storiografia dell’epoca, dalle sue dichiarazioni. Fu un fatto rilevato anche dalla stampa di allora che uscirono tutti i fascisti ma non tutti gli antifascisti. E il brutto fu che i fascisti ripresero il loro posto ed erano tutti dirigenti e quadri dello stato o di enti pubblici. Cioè: il giornale della confindustria non s’inventa niente.
Che non facesse in Italia la politica stalinista l’ho scritto. Dovette piegarsi alle regole occidentali. L’imprinting stalinista venne fuori nelle politiche di partito, nella costruzione di norme e statuti.
Sulla CGIL: a parte il fatto che le grandi lotte sindacali furono a lungo unitarie, in Italia (salvo quella dei metalmeccanici, gestita da frange piu’ radicali della cgil, come Fiom ecc) nei 20 anni che ho avuto la tessera sindacale queste cose erano proprio risapute. E io stessa ho appreso che quando votavamo, votavamo per organi intermedi, che a loro volta votavano altri organi.
Sulla gerarchia: per me non solo è inutle, ma è il meccanismo piu conservativo che l’uomo possa mettere in atto nella societa’. E ti diro di piu’, a te che dici che il “materialismo storico” ha portato successi (magari poi mi dirai, oggi, nel 2009, dove?), la gerarchia è stata tra le cause del fallimento del tentativo di) comunismo nei paesi dell’est, perchè è all’interno di essa che hanno lavorato infiltrati, agitatori e traditori per peggiorare le cose e farlo cadere.
Io di Marx condivido molte cose, ma certo nè la “scientificità della rivoluzione”, nè la “dittatura del proletariato”.
Su Bakunin e Kropotkin, magari poi si discute 1 altra volta.
x Matt:Eh sì. Noi anarchici abbiamo idee balzane su Togliatti e sul “materialismo storico”. Che ce vuoi fa?
http://www.ilsole24ore.com/fc?cmd=art&codid=20.0.1945302857&chId=30&artType=Articolo&DocRulesView=Libero
per dire…
Cloro
accidenti quanto sono d’accordo con te!
Apparte il fatto che trovo bizzarro da parte anarchica difendere una linea “dura e pura” sul carcere (non erano gli anarchici quelli che volevano abolirlo?) trovo altrettanto bizzarro che mi citi il quotidiano della Confindustria su Togliatti, a questo punto potevi citarmi anche Libero o Il Giornale, fa lo stesso.
x Mat: Ma infatti, il problema venuto fuori dopo non fu tanto l’amnistia in se, ma il peso degli ex fascisti nei nodi delle aziende pubbliche. Per me potevano pure rilsciarli, ma non metterli alle stesse responsabilità che hanno ricoperto durante il fascismo.