
Gia abbiamo parlato, facendo esempi storici, di vendite antropologiche cioè di gente che ha sacrificato facilmente valori “non negoziabili” per ottenere vantaggi o carriere di vario tipo, ma oggi vorrei approfondire: che significa essere “in vendita”?
L’essere “in vendita” (e non ancora “venduti”) è un comportamento “virtuale”, “potenziale” che si potra’ attuare oppure no. Se lo si esamina però da un punto di vista “morale” si fallisce clamorosamente, perchè si incorre nel “processo alle intenzioni” che non è ammissibile: io posso dire che X “lo ammazzerei” e poi non farlo, nemmeno avendone 1000 occasioni: moralmente, eticamente si giudicano gli atti, non gli intenti .
Quindi la gente che è “in vendita” è pericolosa, perchè non esprime l’intenzione: anzi, si spaccia per intriso di valori progressisti e si muove pubblicamente esprimendo parole convincenti ma poi, intrapreso il pieno della carriera, se è uomo politico, contribuisce al saccheggio iniquo della cosa pubblica. Dietro le quinte di cio’ che la gente comune viene a sapere, fa compromessi che successivamente giustifica con falsi sillogismi e sofismi improponibili.
Questo se e quando una volta “venduto” il soggetto li giustifica i compromessi fatti, perchè oggi in Italia i potenti (di maggioranza e di opposizione) non tollerano neppure che vengano rivolte loro delle legittime domande da parte degli operatori mediatici o da parte dei cittadini.
Cio’ spiega molto del dramma umano e politico di Veltroni, per esempio. Che comincia nella mitica FGCI per poi finire a comprare alla figlia universitaria di successo (perchè i potenti hanno figli che sono già di successo da studenti) un appartamento a New York, a basso costo per via della bolla immobiliare. Dopo aver tracciato una parabola politica da peto assoluto.
Nel periodo di “qualcuno era comunista” di cui ho parlato qualche post fa, ho raccontato di come, in Italia, tra la fine degli anni ‘60 fino agli ‘80, praticamente tutti gli intellettuali erano comunisti. Proprio comunisti che votavano PCI: Da Germi, a Rossellini, da Moravia a Calvino, piu’ tanti ma tanti di cui magari voi sarete a conoscenza e io nn mi ricordo. E quanti comunisti si incontravano in giro! Io, che ho cominciato la mia carriera di prof negli anni 80 inoltrati ho conosciuto piu’ presidi comunisti di qualunque altra area politica. Dov’è oggi tutta sta gente?
E le femministe? che fine han fatto Castellina, Mafai, Maraini ecc… che tenevano vigile la coscienza popolare contro l’ingerenza della chiesa sul corpo delle donne?
Debbo pensare che tutta sta gente è stata visitata dal demone della televisione negli anni ‘80, incantati dal video mentre la loro coscienza politica distratta mangiava i pop corn. Gli intellettuali si son fatti ipnotizzare dalla tv berlusconiana e, improvvisamente, stante la loro notorietà e autorevolezza, non sono piu’ stati in grado di pubblicare nulla che contrastasse quotidianamente, in uno stillicidio intellettuale che fosse resistenza, qualche riga sullo scempio antropologico e sociale che la videocracy stava perpetrando. E’ così?
Quando penso a un Liguori, a un Sofri, a un Ferrara, a un Mieli, cazzo, non posso fare a meno di pensare che questa gente, nonostante il (e forse a causa del) loro fanatismo a favore del “proletariato” , sono stati i piu’ pronti a cambiare bandiera, a schierarsi, con anche una certa strategia, dalla parte che oggi è vincente e cioè l’imperialterrorismo globale, lobbystico e armato che si andava affermando negli ultimi decenni, fino al trionfo odierno.
Non li ho osservati all’epoca. Non so se sta gente si sia venduta, si sia rassegnata, abbia “tirato i remi in barca” come si dice. Ma oggi osservo e lo faccio con davanti agli occhi questi esempi storici di oligarchi divenuti tali leccando solo culi diversi da quello di berlusconi e scoprendo, a poco a poco, di stare leccando l’ano dei suoi amicie di trovarsi nella situazione di dover ampliare la cerchia. E continuando a slinguare come e piu’ di prima, anche dopo averlo appreso.
E vedo un Veltroni, ieri pessimo politico oggi scrittore, mi auguro per lui migliore del Veltroni politico. Vedo un Vendola, che ha definitivamente “terminato” la sinistra anche in Europa, con la sua “lista civetta” Sinistra e Libertà. Vedo un Bassolino, prima paladino del “Popolo Napoletano” e poi seppellitore di quello stesso popolo sotto tonnellate di spazzatura (infetta e radioattiva). Vedo un Adinolfi, che da’ un colpo al cerchio della chiesa e uno alla botte della libertà di informazione, facendo capire che starà dalla parte del piu’ forte quando si manifesterà con chiarezza qualcuno che tra i progressisti (clericali o no) rimetterà fuori ancora la testa.
Quello che manca, in questo contesto italiano, è qualcuno che non si vende. Che non sia disposto a farlo, nè ora nè in futuro. L’etica dell’automercificazione - e quindi del tradimento- è il nemico vero da combattere. Non ce ne facciamo nulla, in questa situazione, di barricaderi poetici che si stanziano vicino alla barricata per poterla saltare meglio al momento buono. Non ce ne facciamo nulla di un Capezzone, tenue come l’intestino, che si è costruito la sua professione pubblica tra gli antiproibizionisti per assestarla presso i reazionari. Non ce ne facciamo nulla di una sinistra che non è tale e che è pronta a mettersi sotto l’egida di Gianfranco Fini, nonostante egli affermi che “da italiano è contento di come sono andate le cose al processo Giuliani”
Serve gente onesta, libertaria, con i coglioni, le idee chiare e soprattutto coerente. Piu’ di Berlusconi, i nemici sono coloro che si propongono come “merce umana” sul mercato degli pseudoleader rampanti e di successo e che purtroppo approdano soprattutto “a sinistra”.
“Serve gente onesta, libertaria con i coglioni, le idee chiare e soprattutto coerente.”
Non starai chiedendo troppo?
Lo sai che chi tra loro non salta almeno un po sul carro del vincitore fa la fame e non può comprare la casa a N.Y. ai figli?
E lo sai che chi parla contro finisce, al massimo, a scrivere su qualche blog diventando tanto di nicchia che non lo conosce nessuno?
E poi, non lo sai, che il diverso diventa pazzo, un castrato dal delirio, perchè è più comodo collocarlo socialmente?
Tutti sono malati di una malattia inguaribile: un ego spropositato e piuttosto che finire nel domenticatoio o in canali di informazione di nicchia allentano la presa della loro coerenza (oltre che della loro coscienza).
Siamo nella falsa era dello scambio delle idee…formalmente “parla che ti ascolto” in sostanza “parla che intanto penso a quello che devo dire dopo”.
C’è un individualismo striscinate che consente di fare un pacco e mezzo di soldi, e cosa vuoi di più?
vero. Ma la gente così c’è, non è che “non esiste”. Bisogna solo che emerga, servono strategie perchè emergano. La maggioranza è sfruttata: non ha nessun interesse a seguire le cazzate della televisione. Prima o poi (magari in coincidenza con la tremenda crisi economica che ci attanaglia) qualcuno emergerà. Piu’ di uno, molti piu’ di uno.
Vorrei fare due citazioni: una è la canzone di Gaber “il conformista” che parla di quelli che seguono la corrente del momento, prima erano fascisti, poi comunisti e ora sono liberisti.
Tu dici dove sono finiti tutti i comunisti? la domanda dovrebbe essere riformulata così: dove sono finiti tutti i conformisti la risposta è che “il conformista è uno che sta sempre dalla parte giusta”. Sappiamo tutti qual è oggi la parte giusta.
Quelli che mancano oggi, più che i Ferrara e i Liguori versione comunista sono i Pasolini e i Montanelli, pensatori indipendenti, magari non sempre condivisibili, ma che non guardavano in faccia a nessuno, nemmeno alla loro parte politica. Si dice che sono sempre i migliori che vengono a mancare.
La seconda citazione è “I Viceré” l’attualissimo romanzo di Federico De Roberto, che disegna una realtà italiana sostanzialmente statica, dominata dai soliti padroni che hanno messo una maschera “democratica”. Molti lo ritengono un concentrato di pessimismo allo stato puro. Io invece credo che sia un romanzo rivoluzionario, una grande incitazione al popolo a ribellarsi lasciando perdere i vari finti condottieri, l’unico modo perché le cose cambino.
Io credo che arriverà il momento in cui la corda si spezzerà, ci sono tanti piccoli segnali, e “il popolo” si incazzerà di brutto e allora “non avrà da perdere che le proprie catene”.
x Mat:
“Io credo che arriverà il momento in cui la corda si spezzerà, ci sono tanti piccoli segnali, e “il popolo” si incazzerà di brutto e allora “non avrà da perdere che le proprie catene”.”
Quoto a pieno e se posso aggiungo una citazione tratta da una canzone popolare sarda che si intitola “Procurate Moderare”dice cosi:
Procurad’e moderare
Barones, sa tirannia
Chi si no, pro vida mia,
Torrades a pés in terra
Decrarada est giaj sa gherra
Contra de sa prepotentzia
Incomintzat sa passentzia
In su pobulu a mancare
“Cercate di moderare, padroni, la vostra tirannia, che se no, per conto mio, vi faccio tornare con i piedi per terra.
E’ già dichiarata la guerra contro la prepotenza e inzia a mancare nel popolo la pazienza. ”
Credo che ci sia qualcosa di simile in ogni posto in Italia, ciò significa che il popolo si è già incazzato più di una volta, speriamo che a breve si incazzi ancora come si deve.
Perdonate l’intervento “campanile”.
Cloro
Mat mi ha preceduto! Volevo appunto dirti che quelli che non si vendono…sono morti: Montanelli, Pasolini, Enzo Biagi.
Giorgio Bocca è anziano, malgrado ciò fustiga da Repubblica, ma è una vox clamans in deserto.
Certo che ci sono molte persone integre, libertarie, laiche, intellettualmente oneste. Ma non si dedicano alla politica. E quando anche lo facessero, o si adeguano all’andazzo mercificante, oppure le fanno fuori. Politicamente, s’intende.
E qualche volta anche fisicamente, vedi tutti i giornalisti ed i magistrati morti in questo paese per non essersi allineati.
Mat
sono assolutamente d’accordo sul bel romanzo di De Roberto “I viceré”: io lo farei leggere alle superiori al posto di quella lagna dei Promessi Sposi, obsoleto e muffito.
“a basso costo per via della bolla immobiliare”???
Ti prego, dimmi che quando l’hai scritto avevi bevuto parecchio, o avevi fumato roba molto buona…
Luca Simonetti
Mr.Pignolini, io avevo capitoquello che Cloro afferma. E’ che quando si vuole sintetizzare al massimo, a volte si saltano i passaggi. Ma una persona informata come te afferra al volo. O no?
Cloro, direi che più che approdare i rampanti salpano dalla sinistra ( si fa per dire). Dopo essersi fatti le ossa dentro sezioni di partito “popolare” sono pronti per il grande balzo.
Su Veltroni devo correggerti anch’io (oibò), prima dell’appartamentino preso alla figliola a New York c’è la questioncella di dove da pargolo prima e grandicello poi ha vissuto con il papà. Casa INPDAI (ente pubblico oggi nel carrozzone INPS), in cui prima pagava un affitto ad equo canone, acquistata (dalla di lui famiglia) insieme ad un altro appartamento grazie a quella grande operazione che ha portato alla svendita del patrimonio immobiliare che era di proprietà degli enti. Case che dovevano servire altro target.
Dicono che soddisfatto il bisogno primario di un ricovero abbia in seguito abiurato il comunismo.
Mario
Veltrusconi ha fatto molto peggio che abiurare il comunismo:
ha dichiarato di non essere mai stato comunista! Capito!
L’ex direttore dell’Unità, organo del PCI, mai stato comunista.
O li prendeva in giro prima, o ci prende in giro oggi tutti quanti.
Confermo l’appartamento ex.INPDAI: 200 metri quadri nei pressi di piazza Fiume, zona centralissima, vicina a Porta Pia ed alla Stazione Termini.
Anche D’Alema, ex-segretario della FGCI, mai stato comunista: E ce ne siamo accorti! Sono quelli che hanno ridotto il più grande Partito Comunista d’Europa all’ectoplasma liquescente di oggi.
Capito Eli, guarda il fatto che lui abbia dichiarato di non essere mai stato comunista potrebbe anche essere l’unica cosa onesta, dal punto di vista intellettuale, che ha detto.
Ci ha messo circa 30 anni, noi lo sapevamo già.
Il punto è che si ostina a dichiararsi di sinistra.
Ora, il perimetro della sinistra (per questi signori) da cosa è dato?
Diritti civili in genere? E’ una roba trasversale se è nel limbo delle cose vaghe e se non si entra nel merito.Si rischia il classico ” si però, ma…”
Diritti dei lavoratori? come sopra. Cosa pensa Veltrusconi di quelli che si incatenano per poter rivendicare il loro “diritto” a non essere trattati come merce o fattore produttivo e basta? pensa che basta dargli un elemosina lasciando intonso il contesto.
Diritti di cittadinanza (mi riferisco al diritto di poter andare dove si vuole, semplicemente)? Lì la vedo già più dura per il nostro.
Quindi, che visione ha questa “sinistra” della società in concreto?
Rispetto a ciò che dice Cloro dissento su un punto:
non è sufficiente avere solo gente onesta che non si vende.
Quella roba è indeterminata ed è parte della vita dei singoli. Chi ti dà questa garanzia?
Conta secondo me cosa gli individui, insieme, pensano di poter e dover fare per loro stessi. quali priorità e compiti si vogliono dare per rendere questo mondo un po’ più frequentabile.
Secondo me molto di questo gira attorno alla questione dell’economia, del sistema che la gestisce ed in funzione di quali scopi.Con la consapevolezza che avendo anche risolto questo punto (leva economica e gestione dei mezzi di produzione) con gli stronzi non c’è nulla da fare.
p.s.
Cloro, in ogni caso il buon veltrusconi ha sbagliato i tempi dell’investimento. Trattandosi di bolla.
x Mario e KK: volevo dire CON LA FINE della bolla immobiliare, a crisi bella iniziata. L’ho fatta breve
http://it.biz.yahoo.com/27082009/92/aspettando-bolla-immobiliare.html
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