
La lucrosa strage di pazienti, operati per patologie insolite alla clinica privata Santa Rita, è il risultato di una politica privatistica che ha arricchito dubbi personaggi che poco avevano a che fare con la pubblica salute e molto avevano a che fare con il lucro dei danari pubblici, nella spartizione dell’immensa torta della sanità.
Dal sito effedieffe un’impietosa analisi di Maurizio Blondet sui meccanismi elastici con cui la Regione Lombardia accreditava le strutture private affidando loro con leggerezza colpevole, la pelle dei cittadini.
MILANO COME VIBO: GRAZIE FORMIGONI
il notaio Pipitone: è lui il padrone della clinica Santa Rita, dove si ammazzavano i pazienti per lucrare i rimborsi regionali. Perchè un notaio e non un medico debba aprire una clinica, è chiaro: per fare soldi. Ancora più di quelli che i notai, sfondati parassiti, si accaparrano con la loro professione.
Unico scopo, fare soldi. E nella regione Lombardia, il modo più veloce di fare miliardi è mettersi a poppare dalla Sanità. Come «privati», s’intende. Privati «convenzionati». E’ il «modello di sanità lombardo», tanto esaltato da Formigoni e dalla sua casta di riferimento, Comunione e Liberazione con l’annessa Compagnia delle Opere. «Più privato meno Stato», come ripete Formigoni.
Si fa così: anzitutto, si crea un’azienda che offra servizi sanitari e ausiliari (non solo cliniche: anche lavanderie, mense, case di riposo), e la si iscrive alla Compagnia delle Opere. Perchè solo con questa iscrizione al braccio economico-profittevole di CL si ottengono le «convenzioni». Tutto un gran parlare di «privato sociale», di «sussidiarietà», persino (faccia di bronzo) di «non profit»: ma lo scopo è uno solo, rubare il denaro pubblico con la scusa della sanità.
Non a caso Giuseppe Rotelli, anche lui non medico ma avvocato, ha 17 cliniche private convenzionate. Ed è la stessa persona che, messa da Formigoni a fare il presidente del comitato regionale lombardo per la programmazione sanitaria, ha scritto il Piano Ospedaliero Regionale. Quello grazie al quale le sue cliniche ricevono i rimborsi della Regione. Non parlate di conflitto d’interessi, per carità. E’ «più società meno Stato», è «imprenditoria sociale»: fatturato annuo, 650 milioni.
E’ così che i ben ammanicati fanno i miliardi in Lombardia. Ai medici, s’intende, uno stipendio di 1700 euro al mese. A meno che non vogliano lavorare a prestazione: «Più operi più ti pago», diceva il notaio Pipitone ai suoi dottori da patibolo.
Non a caso il discutibile Ligresti, palazzinaro da Paternò divenuto miliardario a Milano costruendo grattacieli che restano sfitti, di cliniche ne possiede cinque. Private e convenzionate. Il notaio Pipitone, anche lui siciliano… Magari è un modo con cui la mafia ricicla e investe, chissà.
Il «modello lombardo» comincia a somigliare troppo alla sanità di Calabria. E la clinica Santa Rita all’ospedale di Vibo Valentia, dove si entra con le tonsille e si esce nella bara.
Vediamo a chi addebitare questi morti ammazzati.
Anzitutto alla «politica» nella sanità. E’ la maggiore voce di spesa nelle Regioni, e i «politici» non vogliono rinunciarci. In teoria, in un mondo ideale, non c’è bisogno di «politica», se non di linee direttive generalissime, emanate dallo Stato. Invece ogni Asl ha il suo consiglio d’amministrazione (un parlamentino composto da «politici» trombati in qualche elezione, 50-100 mila euro l’anno di gettoni di presenza), e dei «manager» che devono avere la tessera del partito che governa: in Lombardia, su 47, 44 hanno la tessera del Pdl.
In Lombardia, se vuoi un posto di primario, mi dicono, devi mollare mazzette da 300 mila euro. Però «poi ti rifai», spiegano i percettori all’aspirante primario. In base alle indagini, si parla di asportazioni di nèi pagate anche14 mila euro, di operazioni in day hospital rimborsate a 50 mila, di chirurgia estetica su transessuali fatta passare per cure contro l’Aids: a 12 mila euro.
Seconda colpevole, la «privatizzazione» alla Formigoni. Una falsa privatizzazione, con il solo scopo di sottrarre l’agire pubblico ai controlli di routine. Un ospedale pubblico, se vuol costruire un reparto e comprare un terreno, o vendere un immobile ricevuto in donazione, deve fare un concorso pubblico, indire un’asta, comprare al prezzo più basso. Se invece l’ospedale è una società per azioni, basta il voto del consiglio d’amministrazione: così possono fare anche cattivi affari, comprare da Ligresti terreni che valgono la metà, o compensare Pipitone con 12 mila euro per un neo. Il privato, coi soldi suoi, fa quello che vuole. Solo che in questo caso, i soldi non sono del «privato», sono del contribuente.
Formigoni governa da 15 anni, un periodo lunghissimo, da dittatura: e come il dittatore bielorusso Lukashenko, presidente a vita, ha cementato attorno a sè e al suo sistema un insieme durissimo di complicità e convenienze, ormai stratificato ed antico, per di più «rispettabile» e «cattolico», dunque irriformabile.
I ciellini (o gli pseudo-ciellini: la maggior parte delle aziende della Compagnia delle Opere sono di puro profitto, si sono iscritte alla cosca CL solo per ottenere convenzioni e commesse regionali, altrimenti nisba) hanno avuto il tempo di accaparrarsi tutti i rigagnoli, fiumi e scoli di denaro pubblico, senza lasciare spazio a nessun altro. Non a caso, la Regione ora si costruisce una nuova sede degna di Sardanapalo: stile Formigoni, stile Lukashenko. Coi soldi nostri.
Ma il colpevole unltimo e cruciale si chiama «federalismo». Il servizio sanitario, che chiamiamo «nazionale», è invece regionale; e ciascuna regione se lo gestisce come le pare, nella sua «autonomia». Ciò significa, senza nessun controllo reale. E sotto il livello d’attenzione dell’opinione pubblica. E con competenze minori, perchè in Italia le competenze sono rare, e non ci sono folle di competenti sanitari in ogni regione. Ci sono i poliktic. Ci sono gli amici. Ci sono i Ligresti. Ci sono i notai Pipitone.
Guareskj, io non credo di essere il Padre Eterno e nemmeno di avere la verità in tasca quindi ciò che scrivo è per forza opinabile.
Non mi pare di aver scritto che a Cuba c’è una democrazia, anzi ho scritto che è un regime ma non riesco a capire perchè al mondo occidentale faccia tanta paura, Cuba, una piccola isola a poche miglia dall’impero romano moderno, che non minaccia nessuno. Rubo una frase che riporto a memoria di uno scrittore uruguaiano che dice che a Cuba non le si perdona il fatto di continuare ad esistere e resistere.
Nessuno ha detto che Cuba è un paradiso ma per quale motivo vogliamo far credere che sia l’inferno?
La disinformazione che permette a Stomaco di dire che A Cuba la famiglia Castro non ha bisogno di fare leggi a suo favore perché quella famiglia E’ GIA’ POTERE LEGISLATIVO, ESECUTIVO E GIUDIZIARIO TUTTO ASSIEME quando c’è un’Assemblea Costituente Rappresentativa eletta dai cittadini oppure che i bambini muoiono di fame e che si prostituiscano…..che altro aggiungere?Io non dico altro ma sarebbe bello che se uno prima di scrivere “verità” che lui pensa lapidarie si informasse…..come minimo perchè se ti sente un cubano dire ste cose, pur anti-castrista, ti tira un pugno in faccia.
Che dire di uno stomaco che parla di Minà come “di un agente prezzolato che fa propaganda per il tiranno che fa morire di fame il suo popolo”?
La carriera di Minà parla da sola….
Su Andreotti poi non dico più niente e come dice Cloro, andiamo avanti, anche se vedo che ci muoviamo poco.
PS: Guareskj che scrive:Visto che i regimi veri, come ben sai, non sono quelli che t’impediscono d’agire ma prima ancora di potere usare la testa.
Ah che dire quindi della pluri informazione non veicolata e della lobomotizzazione che gli italiani stanno subendo da anni tramite tivvù merdosa e quotidiani stra-dipendenti.
Per non parlare della scuola e dell’università da cui sono sempre partiti movimenti di studenti “che pensavano”.
Chi è che non vuol far pensare?
B. sta preparando il terreno da tempo insieme al suo amico Gelli, ve l’ho detto, urge preparare scorte di vasellina.
Io comunque non ho capito ancora di che tipo di democrazia facciamo parte.
meno male stomaco che ci sei tu ad illuminarci con cose costruttive. Stomaco c’è!
Francesca, su Andreotti nisba perchè ho detto che non ne parlavo e sono uomo d’onore. Su Cuba, chettedevodì? Mi sta pure simpatica l’icona e la persona del vecchio Fidel, unico forse ad aver ricevuto Giovanni Paolo II da uomo e non solo da autorità religiosa, politica e quant’altro. Primo Greganti è stato uno degli organizzatori di quel viaggio muovendo le diplomazie isolane e le strutture isolane con maestria diplomatica e organizzativa facendo intuire cos’era il grando apparato dei partiti che l’operazione mani pulite ha invece saputo distruggere (io a quegli apparati ero affezionato e legato da un rapporto di amore odio: ho sempre intuito che di lì passava il potere cosiddetto popolare, nel bene e nel male, fino a raggiungere i vertici del governo dello stato; oggi il potere popolare passa per le mani di una magistratura che, seppure in buona fede, utilizza il proprio potere in una sorta di missione laica e però attacca spesso così facendo sistemi e persone legittimate a operare). Ma Cuba non è solo il legame con il compagno G e il suo pettine sempre nel taschino della giacca. Lì l’inferno si mischia col paradiso ma il paradiso in quelle latitudini non può essere solo quello dei sensi o di un pezzi di pane per tutti se l’inferno è quello della prostituzione come strada di vita obbligata e la mercificazione di se’ al turismo sessuale. Perché questo, come dicevo a breva, è già lavaggio delle coscienze solo con un sapone un po’ più profumato. E’ il modello capitalistico che s’avvicina ed forse più insidioso perché entra e s’insinua negli interstizi della vita quotidiana e delle libertà che conserviamo. Però: nemico diverse, armi diverse: se vuoi ne parliamo. E’ vero poi di Cuba non so molto: come della vecchia Urss, della Cina, di Polpot, di Tito… e tu dirai: di Benito, di Franco… e in effetti al peggio non c’è mai fine.
Adesso mollo perché devo spiegare che “l’area estero si preoccupa di individuare, avviare, realizzare e coordinare azioni e iniziative finalizzate al sostegno delle attività d’impresa, per far sì che si possa giungere autonomamemte a operare anche al fuori dai confini nazionali e sostenere così lo sviluppo…” e Cuba col suo profumo di sigaro e belle ragazze resta lì. Ciao Francesca
x Francesca
A Cuba “c’è un’Assemblea Costituente Rappresentativa eletta dai cittadini”.
Davvero surreale…
Un’assemblea elettiva c’era anche sotto Stalin e sotto Saddam Hussein… fumo negli occhi dietro cui le dittature abitualmente si nascondono.
Spiegami un po’: quanti sono i deputati dell’opposizione in quell’assemblea di eletti preselezionati dal tiranno? E il capo dell’opposizione chi è? Siede anche lui in quell’assemblea oppure e in carcere o in esilio? Quali media cubani lo intervistano?
Quanto a baby prostituti per turisti danarosi, di cui evidentemente ignori l’esistenza uqais universalmente nota, a Cuba si chiamano “chineteros”, ma è ovvio che uno come Minà non te ne parlerà mai.
Guardi il sito di CubaLibera, e forse su quel grande “carcere a cielo aperto” imparerai molte cose che evidentemente ignori
http://www.cubalibera.org/
Un’assemblea elettiva c’era anche sotto Stalin
Stomaco ma queste cazzate le pensi di notte per venirle a scrivere di giorno sul blog di cloro?
ma perchè non spendi il tuo tempo a studiare anzichè a fare il ripetitore gratuito di ignoranza storica e di slogan del partito delle libertà?
Oh Guareskj, ti sei ripreso dalla lunga risata?
Mollo lì anch’io ma volevo solo dirti che la prostituzione a Cuba è molto diversa dalle altre parti del mondo.
Non è come sulla Via Emilia per intenderci visto che sei emiliano ma secondo me chi non va a visitarla per qualche tempo vede Cuba in un modo sbagliato purtroppo veicolato dalla stampa mondiale.
Poi è facile far uscire cazzate dalla bocca, io stessa prima di andarci e tornarci avevo un’idea parecchio annebbiata.
Quello che volevo far capire con quella frase e che credo che ormai l’esperienza di vita ci abbia insegnato che Inferno e Paradiso sono mischiati in qualsiasi paese perchè la perfezione è lontano da essere raggiunta.
Per qualcuno il capitalismo è l’unico che è riuscito a sopravvivere ma abbiamo visto il perchè e a che prezzo per i più poveri.
Secondo me questa non è la strada da seguire e in questo sono pienamente daccordo con il pensiero di Fidel.
Ps. Vedo l’Italia molto più vicina all’inferno che al paradiso per rimanere in tema.
Pps. Guarda che sigari e belle ragazze si trovano anche qui, eh!
Stomaco, ora basta, hai la rete e la testa (credo) quindi vatti a cercare le informazioni nei siti che ritieni più opportuni.
Se avessi cercato meglio avresti scoperto le jineteras (e non come l’hai scritto tu) sono le ragazze (e non i baby prostituti)che si prostituiscono e ho già detto che è parecchio diverso da quello a cui siamo abituati a vedere.
Poi ditemi in quale paese la prostituzione non esiste poi ne parliamo…
Sai se beccano un turista con un minore dove ti sbattono a Cuba?Meglio non te lo dico perchè tu sei abituato alla giustizia di stampo italico.
Sul suolo cubano non vedrai mai un bambino lasciato per strada o che chieda una caramella o peggio dei soldi, capito?Mai.Quindi è inutile raccontare ste favole di propaganda.
Poi ti ripeto che gli unici prigioneri su suolo cubano che non sanno il motivo della loro incarcerazione e detenzione sono quelli del carcere statunitense a Guantanamo.
Che fra parentesi non ha nemmeno il diritto di esistere questo carcere.
E’ vero, Francesca, ma ho smesso di fumare qualche anno fa e sono anche a dieta. Fidel è migliorato invecchiando… e in questo devo dire che è stato bravo, altri peggiorano. Anch’io cerco di migliorare, come tutti.
X Fabio
Forse sei proprio tu che faresti bene a dare una ripassatina ai libri di storia.
Scopriresti che il 5 dicembre del 1936 Stalin fece entrare in vigore una Costituzione teoricamente basata sul principio del SUFFRAGIO UNIVERSALE, tale da consentire a tutti i cittadini sovietici di votare per l’elezione del delegati al Parlamento, denominato “Soviet Supremo”.
Ovviamente si trattava di una impalcatura soltanto formale, perché il potere assoluto rimaneva solo e sempre nelle mani di Stalin, così come a Cuba è rimasto sempre e solo nelle mani di Castro, e poi del suo fratello-erede.
A Cuba si chiama jineteros i baby-prostituti e jineteras le baby-prostitute. Ed il loro numero è in costante aumento per far fronte alla FAME indotta dalla dittatura.
Per la strada, nessuno ti chiederà nulla, perchè farlo è proibito. Appena girato l’angolo, e al riparo dagli sguardi indiscreti, arriveranno persino a chiedere se puoi regalare loro le tue scarpe vecchie o la tua saponetta.
Un turista con un minore a Cuba non lo “beccano”, per il semplice motivo che il regime sa che in quel modo entra valuta pregiata nelle sue casse.
Leggendo i tuoi deliri, sembra proprio di leggere quel che scriveva l’Unità negli anni cinquanta: “le purghe staliniste sono una menzogna della propaganda borghese… dietro la controrivoluzione ungherese c’è la CIA… i lavoratori dell’Ungheria hanno accolto a braccia aperte i fraterni carri armati sovietici…”.
Continuiamo, noi che abbiamo la fortuna di vivere in democrazia, a infamare i capi di governo democraticamente eletti, ed a giustificare i tiranni che divengono straricchi riducendo un intero popolo alla fame… Ne faremo molta di strada, con queste menzogne…
@Stomaco e questa dove l’hai trovata? sul breviario del piccolo fan di papa’ Josip? mavavava… i casi sono due: o sei un comunista ottuso e fallito che ha trovato in berlusconi un surrogato del compianto papa’ Josip, o sei un ignorantone n storia che parla giusto per dare aria alle gengive.
Stomaco se mai un giorno andrai a Cuba capirai di quante menzogne ti sei fatto mettere in testa e forse anche da qualche altra parte.
Io sono a posto con me stessa perchè so quel che dico, tu forse meno e dovresti parlare di ciò che conosci previa informazione, non di ciò che senti dire…
Poi non sono certo io a dover dare consigli ad una persona che anagraficamente che potrebbe essere mio padre.
Tu mi dai conferma di quanto ancora Cuba e ciò che evoca faccia davvero tanta paura a questo occidente che si crede democratico, neoliberale e pluralista..solo tante belle parole di concetto, niente più.
E per questo è ammesso l’uso di informazione inesistenti che spesso un giorno dopo vengono smentite con articolini a fondo pagina.
Ma a te stomaco piace leggere solo le COSE GRANDI..
Chissà quale grande utilità per il Paese ha il neo-neo salvaprocessi berlusconiano… Stomaco, alla lavagna
ci spieghi a noi ignorantoni…
X Fabio
Hai detto che sotto Stalin non esistevano assemblee elettive, e dicendo una cosa del genere ha dimostrato di essere IGNORANTE QUANTO UNA ZUCCHINA. Le assemblee elettive a suffragio universale c’erano, sia a livello locale che statale, ma si trattava di ovviamente di assemblee solo formalmente democratiche, in quanto manipolate dall’alto.
Comprati un bel libro di storia contemporanea: per quelli come te servirebbero davvero gli esami di riparazione.
x Francesca
Cinisci decine e decine di persone (di diverso orientamento politico) che a Cuba ci sono state, ma che evuidentemente non hanno gil cuore di pietra e gli occhi foderati d”ideologia. Gli iscritti e i simpatizzanti di CubaLibera li acquisiamo proprio così: persone che ci vanno in vacanza, e che tornano in Italia inorridite da come l’ingordia di una singola famiglia multi-miliardaria hanno ridotto alla fame e al degrado civile e morale un intero popolo, pur di non cedere quel potere cui è abbarbicata e pur di non arrendersi alla democrazia!
Tu saresti una che “sa quel che dice”? Non farmi ridere. Ti rifiuti di ammettere quel che ormai tutti sanno: che ha Cuba una famiglia per non morire di inedia o accetta che i suoi figli diventino spie prezzolate del regime ai danni degli altri cubani, oppure che si prostituiscano con gli stranieri. Questa è la realtà che rifiuti di annettere, ed è proprio questo il motivo per cui certo non puoi sentirti “a posto”. Di fatto, con la tua disinformazione, sei anche tu complice di quel che il popolo cubano sta subendo dal tirannoe dal suod egno fratello-erede!
Cuba non ci fa “paura”. Semmai ci fa orrore che un singolo dittatore possa ridurre un intero popolo in quelle condizione. Per questo riteniamo che sostenere i partigiani cubani che lottano per la libertà e la democrazia è innanzitutto un dovere MORALE, e solo in secondo luogo un dovere politico.
Stomaco rispondi a Breva e a me.
sei convinto che tutti gli elettori di B. si sentano rappresentati anche quando si affretta a fare leggi e decreti per se stesso?Qual è l’utilità per il popolo per cui è sceso in campo?
Solo per capire se tutti sono come te, col sorriso in faccia in qualsiasi momento o se capiscono e sono critici su suo operato.
Cioè, te ne rendi conto oppure no?
Ce l’hai tanto con le dittature e poi non ti accorgi cosa sta facendo il tuo amato dio che si crede statista del ventesimo secolo….
Ps. X Stomaco
L’assemblea nazionale di Cuba è formata da rappresentati eletti direttamente dai cittadini in ogni circoscrizione del paese. L’ultima volta ha votato il 95 % degli aventi diritto.
Non mi pare che in Italia con l’attuale legge elettorale possiamo dire di aver votato persone che ci rappresentano.
Abbiamo votato (o meglio avete) partiti che a loro volta hanno scelto i rappresentati senza tenere conto nemmeno della fedina penale.
Questa sì che è una grande democrazia.
Nello stesso modo è moooolto democratico il sistema elettorale americano che esclude a priori milioni di votanti per motivi futili o perchè non fanno parte degli Stati che contano. Mah…
X Francesca
In Italia non vengono i torturatori del regime a casa tua per portarti in caserna e chiederti di spiegare perché non sei andato a votare. A Cuba sì. Ed in Italia il pluralismo politico è tale che si può votare per l’estrema destra, per il centro-destra, per il centro, per il centro sinistra o per l’estrema sinistra, oppure ci si può astenere. A Cuba si può solo votare per i tirapiedi preselezionati del tiranno-affamatore.
Se tu fossi in buona fede, di tutte queste spiegazioni non avresti proprio bisogno: sono scontate. Ma a te serve dimostrare come al solito che i bambini li porta la cicogna, e allora ci racconti che in America e in Italia non c’è democrazia, mentre a Cuba abbonda. La gente però non rischia la vita per fuggire dagli Stati Uniti o dall’Italia, ma la rischia per fuggire da Cuba! Strano, no? Quelli che stanno “all’inferno” se ne potrebbero andare quando vogliono e non lo fanno, mentre quelli che sono “nel paradiso di Castro” sono disposti a rischiare la vita pur di fuggire “nell’inferno” yankee! Chi sa cosa ne penserebbero dei tuoi deliri!
Risposta a Breva e Francesca
“sei convinto che tutti gli elettori di B. si sentano rappresentati anche quando si affretta a fare leggi e decreti per se stesso?
Sono convinto che a questa balla del Berlusconi che fa le leggi per se stesso non credano né i suoi elettori ,né buona parte di coloro che lo hanno votato, né tanto meno quelli che ripetono una simile fandonia seguiotano a ripeterla a fini propagandistici.
“Qual è l’utilità per il popolo per cui è sceso in campo?”
L’utilità la si è già vista nel ‘94, e la si vede anche ora, con le misure urgenti sulla sicurezza, il piano per l’immondizia accumulata dai camorristi bassoliniani, l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, il ritorno ad una politica estera finalmente filo-atlantica e filo-israeliana, ecc.
In passato sono stato in vacanza negli Stati Uniti, e un mio amico americano mi ha detto: “Prima di Berlusconi, si parlava dell’Italia assieme alla Grecia, all’Albania, alla Bulgaria; da quando c’è Berlusconi se ne parla assieme alla Francia, alla Germania e all’Inghilterra. Quale fosse il nome del premier italiano nemmeno lo si ricordava. Oggi avete fatto questo salto di livello nell’opinione pubblica.”
“Solo per capire se tutti sono come te, col sorriso in faccia in qualsiasi momento o se capiscono e sono critici su suo operato.”
E’ chiaro che, quando mi trovo con chi - come voi - Berlusconi lo criminalizza a ogni piè sospinto, mi arroco sulla difensiva. Per il resto, per un liberale essere in disaccordo col proprio leader non ha proprio nulla di scandaloso, come invece avviene per un fascista o per un comunista. Di errori ritengo che Berlusconi ne abbia senz’altro commessi, e non ho nessuna difficoltà ad elencarli:
1) L’aver rinunciato al principio della SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, misura indispensabile per costingere i settori golpistici-eversivi dell’ordine giudiziario a rientrare nella legalità;
2) L’aver pagato il riscatto per la “liberazione” delle due Simone, in realtà legate a doppio filo ai loro “sequestratori”;
3) L’aver tradito la fiducia degli alleati americani e sacrificato la vita di Calipari pur di riportare in Italia un bel soggetto come la Sgrena;
4) L’aver affrontato il problema dell’immigrazione clandestina con una legge blanda e buonista come la Bossi-Fini, mentre erano necessarie fin da allora misure molto più drastiche;
5) L’aver consentito che un’organizzazione integralista e filo-terrorista come l’Ucoii fosse ammessa in seno alla Consulta islamica;
6) L’essersi prostrato ai diktat del dittatore Gheddafi, imponendo le dimissioni a Calderoli, invece di far prendere a tutto il governo le sue difese in nome della libertà di satira e d’ìespressione;
Se volete potrei continuare…
Quel che sta “combinando” Berlusconi da quando è tornato al governo lo stiamo già vedendo: sta risolevvando l’Italia dal baratro in cui l’aveva fatta precipitare la banda Prodi-Veltroni.
In fin dei conti è proprio per questo che lo abbiamo votato!
Io ho scritto più volte che a Cuba c’è un regime, ma evidentemente non leggi ciò che scrivo offuscato dalla propaganda dell’impero contro Cuba.
I miei paragoni sono fra un regime di un tiranno come Fidel che però è riuscito a stabilire nel suo Paese che fa parte del Terzo Mondo (anche questo ogni tanto va ricordato) diritti sociali come l’alimentazione, l’educazione e la sanità mentre in uno Stato ultra-democratico come il ns. gli stessi diritti sono ultimamente messi in discussione grazie alle leggi pro-privato.
Gli stessi diritti che nello Stato di esportazione democratica come gli Usa non sono presenti da decenni.
Per renderti meno offuscato il cervello dovresti parlare con i cubani o vedere le cose con i tuoi occhi, ci sono anche altri siti che ti possono aiutare in questo ma ripeto a te piace leggere ciò che ti conferma ciò che credi che sia. Come ti pare, non è certamente un mio problema.
Scrivi:
In Italia non vengono i torturatori del regime a casa tua per portarti in caserna e chiederti di spiegare perché non sei andato a votare. A Cuba sì. Ed in Italia il pluralismo politico è tale che si può votare per l’estrema destra, per il centro-destra, per il centro, per il centro sinistra o per l’estrema sinistra, oppure ci si può astenere. A Cuba si può solo votare per i tirapiedi preselezionati del tiranno-affamatore.
Disinformazione e propaganda: anche sulle manifestazione contro Bush qui ho sentito dire queste cose, peccato che io fossi là in quel momento ed ho partecipato alla manifestazione nel 2005 mentre amici cubani se ne stavano tranquillamente a casa e non ci crederai ma sono ancora vivi e liberi, guarda un pò. Stessa cosa è capitata in febbraio di quest’anno nelle ultime votazioni.
Io non lo saprò Stomaco ma l’ho visto con i miei occhi.
Poi in Italia i torturatori arrivano eccome, rapiscono senza tanti problemi il sospettato terrorista di turno, lo caricano su un aereo e lo portano direttamente a Guantanamo.
Peccato però che non sono cubani ma statunitensi.
Poi che i cubani siano affamati……mi fa morire dal ridere visto che il problema semmai è il contrario visto che è l’unico paese del terzo mondo in cui esistono lo stesso tipo di malattie alimentari che ci sono in occidente ossia l’obesità.
E anche questa è una cosa che potresti vedere con i tuoi occhi o sentire con le tue orecchie da qualsiasi cubano.
Inoltre chi emigra da Cuba non lo fa certamente per questioni politiche, e se avessi letto qualcosa lo sapresti, chi emigra lo fa come uno che scappa da un paese del terzo mondo.
Quelli che emigrano dalla Colombia o dal Messico allora?
Non lo fanno per gli stessi motivi? E dire che in questi due paesi ci sono governi amici degli usa talmente amici da aver ricevuto milioni di dollari di finanziamenti….e pure i problemi non sonop risolti.
In Colombia c’è una guerra interna da decenni che il Plan Colombia fatto dagli Stati uniti con i suoi finanziamenti non ha debellato.
Nella frontiera fra Messico e Usa ci sono morti tutti i giorni a cui la ns.stampa non dedica nemmeno un articolo a fondo pagina.
Certo fa’ sempre più comodo sparare su Cuba che sui paesi amici e fanno centro con gente come te.
Ps. Sto aspettando ancora i tuoi commenti alla domanda di Breva.
Che altro dire ad una persona che nel 2008 non ammette il fatto vero che B.si sia fatto leggi ad personas (non è egoista, le ha fatte anche per i suoi amici fidati) sin dai primi anni in cui è sceso in politica per la Patria?
Se non ti basta nemmeno nero su bianco non so che dirti a parte che sei peggio di Bondi e Fido messi assieme.
Almeno loro qualche tornaconto personale ce l’hanno, devo ancora capire il tuo.
x Francesca
seguiti a vaneggiare. Alla fine obtorto collo ammetti che Castro è un TIRANNO (meno male), ma poi torni a fare propaganda quando ti inventi che quel tiranno
“è riuscito a stabilire nel suo Paese che fa parte del Terzo Mondo (anche questo ogni tanto va ricordato) diritti sociali come l’alimentazione, l’educazione e la sanità.”
Ma quale alimentazione? Se non mandi i bambini a battere coi turisti MUORI DI FAME, altro che cazzate, e tutto questo mentre il tiranno e la sua famiglia sono RICCHI DA FARE SCHIFO!
Ma quale educazione? Alla gente riempiono solo la testa di cazzate propagandistiche d’infimo livello come “Fidel ci ama come un padre, l’assassino seriale Che Guevara era un ‘eroe’,” ecc.
Ma quale sanità? Chissà come mai la Gentamicina, pomata antibiotica prodotta all’Avana ed essenziale nella cura di molte malattie tropicali, dovrebbe costare pochi pesos, ma nelle farmacie per cubani non si trova mai, mentre chi ne ha bisogno deve comprarla a caro prezzo nelle farmacie per stranieri o al mercato nero.
Per punizione delle tue boiate (vera propaganda per analfabeti del terzo mondo), meriteresti di vivere con l’alimentazione che il regime fornisce ad un cubano, e di curarti con la “sanità” che il regime garantisce a un cubano. Forse non ci vorrebbe molto a farti tornare iol senso della realtà!
Quanto all’istruzione, la stragrande maggioranza dei cubani sa sulla sua pelle cosa significhi quella dittatura i cui orrori ti ostini a negare.
L’ultima perla poi è questa: “chi emigra da Cuba non lo fa certamente per questioni politiche” Davvero? Allora come mai i dissidenti cubani in esilio sono fra i più attivi nel denunciare il tiranno e i crimini del suo regime, e nel far pressione affinché i governi democratici lo emarginino, invece di favorirlo?
Ulteriore “chicca” di Francesca.
“Gli stessi diritti che nello Stato di esportazione democratica come gli Usa non sono presenti da decenni.”
Quindi - secondo Francesca - a Cuba sarebbero “garantiti” alcuni diritti essenziali” che invece negli Stati Uniti sarebbero “negati”. (Persino Diliberto avrebbe vergogna di scrivere una cosa del genere!)
Strano però che ogni giorno vi siano Cubani che rischino la vita per fuggire dal paradiso dei diritti “garantiti”, e tentare di chiedere asilo nell’inferno dei diritti “negati”.
Ancor più strano che non vi siano cittadini americani che fuggano dall’inferno dei diritti “negati”, per chiedere asilo politico nel paradiso dei diritti “garantiti”.
In conclusione, cara Francesca, quando racconti barzellette cerca di farlo nel modo adeguato, come ci vuol far ridere il prossimo, non come chi pretende di parlare seriamente…
Vedi che non leggi?!
1 - La parola “tiranno” era ovviamente ironica nei tuoi confronti, ma forse pretendo troppo.
2 - Mi sono curata a Cuba con le medicine per i cubani e sono stata dosddisfata sia della cura che dei dottori e infermieri.
Non so se hai presente che i cubani si devono curare solo con le medicine prodotte internamente. Do you know Embargo?
3 - Bambini prostituti per mangiare. Bene secondo ciò che dici dovrebbero esserci decine e decine di bambini morti di fame o sotto-alimentati visto che il turismo a Cuba c’è ma per fare fronte a milioni di bambini, tutti i turisti (e non basterebbero) dovrebbero essere turisti sessuali.
Un cubano che ti sentisse dire queste cose si vergognerebbe x te.
4 - Chiedo prove da te visto che lo dici, per stabilire la ricchezza che tu dici essere posseduta dai f.lli Castro. Quando ce le avrai, ne riparliamo.
Nel frattempo è invece dato certo che il sig.Berlusconi da quando è sceso in campo per gli italiani, con le aggiustatine a qualche legge qua e qualche legge là, il reddito l’ha quadruplicato.
5 - Scrivi:Ma quale educazione? Alla gente riempiono solo la testa di cazzate propagandistiche d’infimo livello come “Fidel ci ama come un padre, l’assassino seriale Che Guevara era un ‘eroe’,” ecc.
Prima di parlare di Che Guevara ti conviene sciacquarti la bocca con l’acido muriatico. Non lo ritengono un eroe solo i cubani ma moltissima gente in ogni parte del mondo.
Consideri i cubani veramente stupidi e ignoranti se pensi che un tiranno come Fidel abbia riempito loro la testa di cazzate per 50 anni. Chissà come ti considerano loro (per questo so come fare).
6 - Dove ci sono regimi, ci sono dissidenti.
Il maggior numero di anti-castristi sono a Miami (chissà perchè?) e rimangono comunque meno anti-castristi di uno come te, stomaco (chissà perchè?)
7 - Hai mai visto un immigrato andare via da un paese del primo mondo per andare in uno del terzo mondo: che cazzo di domande sono?
8 - Allora tu neghi che in usa ci siano milioni di persone a cui non è garantità la sanità?
9 - Con uno serio come te stomaco non c’è confronto, uno che pensa prima di parlare di cose che sa’…..bhè meglio le barzellette di sicuro.
10 - appena posso farò leggere tutto al mio compagno così due risate se le farà pure lui visto che ultimamente ci sono così pochi motivi per ridere. Anzi forse è meglio di no, potrebbe darmi della stupida per la perdita di tempo.
Sarà per questo che i cubani invece sono sempre sorridenti dopo 50 anni di orribile dittatura in cui viene loro negato tutto persino il sapone e la gentamicina….e noi ci svegliamo al mattino già così incazzati. Già.
x Franscesca
“Prima di parlare di Che Guevara ti conviene sciacquarti la bocca con l’acido muriatico. Non lo ritengono un eroe solo i cubani ma moltissima gente in ogni parte del mondo.”
Che Guevara è un altro dei motivi per cui il mondo deve GRATITUDINE A ISRAELE. Era un bieco assassino che sterminava i contadini che rifiutavano di aggregarsi alla sua rivolta, e se non lo avessero fermato oggi l’intero Sud America sarebbe pieno di dittature tipo quelle di Castro.
Se qualcuno lo considera “eroe” significa semplicemente che è un fautore della tirannide e stragista e un nemico della democrazia.
Ti ripeto quello che ho scritto e mentre fai i gargarismi leggiti qualcosa di diverso da “chi” e “novella 3000″, forse diresti meno cazzate.
Adios!
x Francesca
Impara un po’ qualcosa sui tuoi mitici “eroi”:
Dalla dittatura di Castro e Che Guevara solo morte e povertà
di Stefano Magni
Cosa accadrà dopo le dimissioni di Fidel Castro? La transizione alla democrazia, probabilmente, è “inevitabile”, come sostiene il candidato repubblicano statunitense John McCain. Ipotesi plausibile, visto che Raul Castro, il fratello di Fidel, è molto anziano e nel partito al potere non è emersa alcuna personalità in grado di reggere una successione. Castro aveva concentrato tutta la legittimità del suo regime sulla sua figura, è difficile pensare a un partito al potere senza il “Lider Maximo”.
Chi non crede nel ritorno alla democrazia a Cuba può benissimo indicare alcuni fattori negativi: non c’è alcun movimento di resistenza e dissidenza compatto e organizzato che possa prendere il potere. Gli esuli stessi sono politicamente divisi. La frustrazione della popolazione è crescente, ma tutte le forze armate e di sicurezza sono saldamente nelle mani del regime. Insomma, non si possono fare previsioni sul futuro di Cuba post-castrista. In compenso si può fare benissimo un bilancio di 49 anni di potere assoluto di Fidel Castro.
Il “Lider Maximo”, prima di tutto è responsabile dell’instaurazione della dittatura comunista. Emerse come il leader della rivoluzione democratica contro il dittatore populista (di sinistra) Fulgencio Batista. La rivoluzione del 1959 venne vissuta dalla maggioranza dei suoi promotori come una lotta per il ritorno alla democrazia. “Quando ero studente di legge all’Università dell’Avana iniziai da subito a manifestare il mio dissenso contro la dittatura di Batista. Noi tutti eravamo contro la dittatura, non avremmo mai pensato di aiutare l’instaurazione di un nuovo regime dittatoriale” – ci spiega Angel Cuadra, poeta della rivoluzione e poi dissidente anti-castrista, internato per quindici anni nel gulag cubano – “Volevamo ripristinare la Costituzione del 1940 che era stata sospesa da Batista e ritornare a votare. Quando Castro prese il potere, instaurò da subito un nuovo assolutismo. Noi dissidenti, che lo avevamo sostenuto, iniziammo a considerarlo come un traditore”. Castro non fu affatto costretto dalle circostanze (e dagli Americani) a sopprimere la democrazia e ad erigere uno Stato totalitario.
A dire il vero, Castro non era, tra i membri della nuova classe dirigente, il più totalitario. Il più ortodosso filo-sovietico era proprio il mitizzato Che Guevara. Anche prima della vittoria, Guevara scriveva “Appartengo a coloro che credono che la soluzione dei problemi di questo mondo si trovi dietro la cortina di ferro”: idee chiare su come seguire il modello totalitario di Stalin. Nei mesi successivi alla vittoria del gennaio 1959, contribuì attivamente alla fucilazione di 600 persone tra i membri dell’opposizione. Nominato ministro dell’industria (seppur privo delle basilari nozioni di economia) ricalcò per Cuba il modello sovietico, con la centralizzazione nelle mani dello Stato di tutti i mezzi di produzione, iniziò una vasta opera di irreggimentazione della gioventù e creò a Guanaha il primo campo di concentramento per prigionieri politici. Nel frattempo si costituivano da subito dei tribunali speciali in cui non esisteva diritto alla difesa. In giugno Castro sospese le elezioni e alle opposizioni, arrogantemente, rispose: “Elezioni? A che servono?”. Subito dopo sospese la costituzione del 1940 (che garantiva i diritti fondamentali) e governò in modo assolutistico.
I comunisti non erano affatto egemonici nel fronte rivoluzionario. Contro Batista era attivissima la Chiesa locale guidata dall’arcivescovo Serantes. Questi aveva condannato la non democraticità di Batista, gli atti di violenza delle milizie di destra “Tigri” e aveva perfino permesso la partenza di molti sacerdoti per la Sierra, dove si organizzava la guerriglia anti-batistiana. Dopo la vittoria di Castro la Chiesa si è opposta alla dura repressione delle formazioni non comuniste e il dittatore ha invitato tutti i sacerdoti ad andarsene.
Il capo dei sindacati dello zucchero, David Salvador, aveva guidato i maggiori scioperi contro Batista, ma, democratico convinto, non aveva accettato che nel ‘59 i vertici del sindacato venissero nominati dal regime saltando le elezioni: è stato arrestato e subito dopo il suo sindacato, fuso per ordine di Castro con tutti gli altri, si troverà costretto a sopprimere il diritto di sciopero. “Il sindacato non è un organo rivendicativo” (Castro).
Uno dei leader dell’opposizione, Humberto Sorì Marin, era un liberale radicale e, nominato ministro dell’agricoltura, progettò la redistribuzione dei latifondi ai piccoli proprietari: Castro non approvò il suo piano e fece occupare le terre dall’esercito, sopprimendo con la forza ogni tentativo di resistenza contadina alla nazionalizzazione totale delle campagne. Matos, conquistatore di Santiago ed eroe della guerriglia sulla Sierra, si oppose alla nazionalizzazione forzata delle campagne: fu arrestato e giudicato con un processo senza difesa in cui il verdetto finale fu condizionato personalmente da Castro.
Dopo la nazionalizzazione delle campagne, gran parte dei gruppi di guerriglia urbana anti-batistiani si rifugiarono nuovamente sulla Sierra per combattere il nuovo dittatore. Il mitologico Che e Raul Castro scatenarono contro di loro una repressione così feroce da battere, in numero di vittime e di atrocità, decenni di regime di Batista: le famiglie dei contadini ribelli furono deportate in massa dall’altra parte dell’isola (lo stesso Guevara organizzerà a Guanaha i primi campi di “rieducazione” organizzati sul modello dei gulag sovietici). Uno dei leader della rivolta anti-castrista, Carrera, che era anche uno dei protagonisti della rivoluzione del ’59, fu ucciso personalmente da Guevara, suo rivale personale. A Santa Clara furono fucilati senza processo 381 “banditi” in un solo giorno. Nella prigione di Lloma de Coches le vittime furono più di 1000 in pochi giorni. Il capo dell’opposizione studentesca a Batista, Luis Boitel, poi unitosi alla rivolta anti-castrista, fu rinchiuso nel carcere duro a Boniato: morì in seguito a 53 giorni di sciopero della fame dichiarando “faccio lo sciopero per ottenere i diritti riservati ai prigionieri politici; quegli stessi diritti che voi chiedete per gli altri Paesi dell’America Latina e negate al vostro”.
Nella metà degli anni ‘60 i comunisti egemonizzavano in modo assoluto il fronte rivoluzionario: gli altri partiti erano stati smantellati. Già dal primo anno era stata costituita un’efficiente polizia segreta, la DSE, guidata da Ramiro Valdes. Era (anzi è, perché esiste tuttora) divisa in tante sezioni quante sono quelle della società cubana: le prime due controllano personalmente ogni membro dell’amministrazione pubblica, la III controlla il mondo dell’arte e dello sport (gli scrittori rivoluzionari Padilla e Arenas sono le vittime più illustri), la IV controlla tutti i settori dell’economia, la V i trasporti e le comunicazioni non telefoniche (ogni lettera spedita è passibile di controllo), la VI (la più numerosa, con più di 1000 agenti) si occupa delle intercettazioni delle telefonate di ogni cittadino cubano, la VII controlla ogni membro del corpo diplomatico e l’VIII assicura di guidare bene i turisti: i nostri intellettuali di sinistra che vanno in vacanza a Cuba devono veramente vedere che questa sia un paradiso.
Non basta: un altro organismo, il DEM, organizza migliaia di informatori e delatori sparsi segretamente tra la popolazione civile, l’esercito e la stessa polizia segreta. La Dirrecion 5 del DEM, è specializzata nell’eliminazione fisica degli avversari politici indicati da Castro in persona. Nei campi di “rieducazione” (il primo dei quali, lo voglio ricordare, è stato organizzato personalmente da Che Guevara) gli UMAP, sono stati sistematicamente rinchiusi cattolici, protestanti, testimoni di Geova, omosessuali e tutti i “potenzialmente pericolosi per la società”. Questo sorvolando sul trattamento carcerario: celle di 30 metri quadrati per 42 prigionieri, sfruttamento delle fobie dei detenuti, scarpe zavorrate col piombo, uso del pentothal e altre droghe per tenere svegli i prigionieri, uso dell’elettroshock, finte esecuzioni, ecc…
Tutti questi sacrifici, almeno, sono serviti a fare di Cuba (che sotto la dittatura di Batista era uno dei paesi più benestanti dell’America Latina) un paese in cui la popolazione vive meglio? Evidentemente no, perché i risultati economici sono miseri. Il benessere, obiettivo principale del regime socialista di Castro, non è garantito: il Pil pro-capite è di 4500 dollari. Un’inezia rispetto ai 31.000 dollari dell’Italia. Meno dell’Albania (5500 dollari), giusto per fare un esempio di confronto con un paese povero europeo. E meno di un terzo rispetto al Pil pro-capite dei democratici Cile e Argentina (rispettivamente 14.500 e 13.000 dollari) e poco più della metà della Colombia, pur flagellata dal terrorismo (7500 dollari).
I difensori ad oltranza del sistema cubano salvano almeno la sanità. Ma un’inchiesta indipendente condotta dal professor Julian Antonio Mone Borrego nel marzo scorso, svela una realtà ben diversa da quella spacciata dalla propaganda: nell’ospedale di Santa Clara, un’invasione di scarafaggi, ha contaminato tutto, dal cibo al materiale medico; a Ciego de Havila, la mancanza di equipaggiamento e medicinali di prima necessità ha costretto l’ospedale locale “Antonio Luaces Iraola” e “Roberto Rodriguez” alla sospensione di tutte le operazioni chirurgiche. A Camaguey, tutti gli ospedali locali registrano carenze di materiale di base per i test di laboratorio. A Holguin, continui blackout hanno costretto il personale medico a ricorrere alle lampade a petrolio per illuminare i locali. Persino nella capitale, nel gennaio scorso, un paziente malato di Aids, e ricoverato in un sanatorio specializzato, lamentava condizioni igieniche impossibili: acqua contaminata ed escrementi animali in tutti i locali. A Cienfuegos, nelle farmacie, è mancata l’aspirina per mesi. A questi episodi va aggiunta una carenza cronica di autoambulanze, tempi di attesa lunghissimi per i pazienti e una crescente frustrazione del personale medico e paramedico, che si vede molto spesso negare ogni richiesta da una burocrazia lenta e corrotta.
Sarebbe sbagliato anche dare la colpa all’embargo statunitense (iniziato 46 anni fa), come ripete sempre la propaganda cubana e filo-cubana in tutto il mondo. Perché fino al 1991, Cuba è stata sostenuta economicamente dall’Unione Sovietica. E dopo la dissoluzione dell’Urss, il regime di Castro ha stabilito nuovi contatti commerciali con l’Europa, con i paesi ex sovietici e, dal 1998, mantiene rapporti commerciali privilegiati con il Venezuela di Hugo Chavez, il maggior produttore di petrolio di tutta l’America Latina. Tuttora il Venezuela vende il petrolio a Cuba a prezzi politici, fuori mercato.
In compenso il regime di Castro ha primeggiato nell’esportazione di un prodotto speciale: la violenza politica. Decine di migliaia di consiglieri militari e soldati (più o meno) volontari sono andati a combattere in Angola, Mozambico, Etiopia e Nicaragua, per “esportare la rivoluzione”. Il regime castrista è sospettato di avere anche sostenuto segretamente la guerriglia comunista nel Salvador, la guerriglia delle Farc in Colombia, indirettamente anche il terrorismo dell’Eta in Spagna.
E’ ancora difficile calcolare i danni, la sofferenza, la miseria e i lutti provocati, a Cuba e nel resto del mondo, da questi 49 anni di potere assoluto di Fidel Castro. Tutta la verità potrà emergere solo quando cadrà del tutto il regime rivoluzionario instaurato nel 1959. Per ora limitiamoci a sperare che i suoi successori non siano “all’altezza” del padre della rivoluzione cubana.
Ahahaha stomaco!
Certo che Stefano Magni deve essere accreditato più che Minà.
Con tutti i libri che ci sono su Cuba e la Rivoluzione scritti da intellettuali, giornalisti e scrittori, ti copi-incolli un pezzo da un blog di un ragazzo appena laureato che scrive come minimo comune denominatore la parola “comunisti” in ogni cosa che scrive.
Ho capito perchè ti piace tanto Fido (intenso come Emilio) e il Tg4.
Ripeto “esto es tu maletin” come dicono i cubani, di certo non mio.
Continua a farti infinocchiare…e mo’ basta, at salut!
x Francesca
Di sicuro, a differenza di Minà, Magni nelle sue tasche soldi che grondano sangue non se n’è mai messe. E questo te lo concedo: Quando parla di Castro, Minà è tanto imparziale, quanto lo è Fede quando parla di Berlusconi!
Sono due “fidi” tutti e due, con la differenza che Belusconi non ha certo sulal coscienza tutti i morti che ha Castro!
Quindi, liberissima di sceglierti il “fido” che preferisci, ma non farci ridere attribuendo “obiettività” a Minà.
Stefano Magni poi non è un “ragazzo”. L’ho incontrato una sola volta ed ha almeno quarant’anni. E non scrive sui “blog”, ma sul quotidiano liberale “L’opinione”, uno dei più seri che esistano in Italia. Oltre ad essere uno stimatissimo dirigente della Comunità ebraica di Milano, altro che “appena laureato”.
Quindi seguita a farti fare il lavaggio del cervello da chi ti racconta che vivere sotto il tiranno-affamacubani sia un “paradiso”, ma non credere che le persone serie ti seguono nei tuoi deliri allucinatori!
Minà ha il conto pieno di soldi insaguinati….ops, spero non ti senta. Sai che ci vogliono prove per dire certe oscenità?
Ci stava benissimo proprio come Fido sta a Silvio.
Magni dellOpinione ha sicuramente ricevuto più riconoscimenti internazionali di Minà, ma non credo.
Talmente serio e stimato che, se lo cerchi su google, come prima opzione esce il sito di un ragazzo omonimo che parla solo di comunismo, pensa un pò.
Ah Stomaco ma va’ va’….(viaggio e sesso - come dice un mio collega - traduzione: va a fare delle pugnette! )
Senza offesa eh!
Riconoscimenti internazionali a Minà? Ma quali? Quello di migliore servo leccaculo di un tiranno affamatore? Lo meriterebbe senz’altro!
Le pugnette forse le avrai fatte tu quando eri a Cuba… a qualche altro servo del tiranno. Forse è per questo ti hanno curata così bene…
Festival di Berlino dice niente ai pochi neuroni che ti sono rimasti in testa?
Sì, stomaco sono l’amante ufficiale del figlio di Fidel.
Solo perchè il padre non è più in grado, altrimenti…..
Notizia di stamattina: UE dichiara di annullare le sanzioni contro Cuba.
Lo siento mucho.
x Francesca
“Festival di Berlino…”, Certo che mi dice qualcosa: è un’onorificenza da anni iperpoliticizzata che danno… ai film servili verso le ideologie più deteriori, ma barbosi al punto che il pubblico se ne tiene debitamente alla larga.
Ovviamente lo hanno dato anche al documentario di propaganda goebbelsiana che il servo Minà ha prodotto per glorificare il tiranno Fidel e lo stragista-assassino-seriale Guevara.
SE è per questo, a gente come Dario Fo ed Arafat hanno addirittura dato il Premio Nobel! Di che ti meravigli?
La UE abbandona le sanzioni contro Cuba? E’ coerente con la sua totale amancanza di principi etici. I banchieri dell’oligocrazia europea fanno già affari con i peggiori criminali di questo mondo, con Ahmadinejad, con Assad, coi Cinesi, con Chavez, ecc. Perché i Castro dovrebbero essere un’eccezione? In fin dei conti sono ladri, affamatori e criminali, ma a questo mondo c’è di molto peggio!
““Festival di Berlino…”, Certo che mi dice qualcosa: è un’onorificenza da anni iperpoliticizzata che danno… ai film servili verso le ideologie più deteriori, ma barbosi al punto che il pubblico se ne tiene debitamente alla larga.”
Opinione solo tua fortunatamente.
“SE è per questo, a gente come Dario Fo ed Arafat hanno addirittura dato il Premio Nobel! Di che ti meravigli”
A me meraviglia di più che abbiano dato il Nobel della Pace a uno come Kissinger, per esempio.
“In fin dei conti sono ladri, affamatori e criminali, ma a questo mondo c’è di molto peggio!”
Sì, c’è gente come Bush e Olmert, putroppo!
Non ti preoccupare comunque non credo che Fidel accetti ricatti dalla UE per togliere le sanzioni diplomatiche, quindi tutto come prima, nothing changes.
Adesso leader democraticamente eletti come Olmert e Bush sarebbero peggiori di criminali come Castro, Ahmadinejad o Assad.
Ma al posto del cervello hai proprio la segatura!
Certo che se Castro arriva a fare ribrezzo persino a quelli della Ue è tutto dire…
Se io c’ho la segatura, non ti dico cosa puoi averci tu!
Se fai il conto di quanti presunti avrebbe fatto la rivoluzione cubana e le morti conseguenti a decisioni prese dai tuoi amici, scopriresti dati che ti stupirebbero caro stomaco!
Ma per te non contano i morti, per te conta solo il fatto che siano stati democraticamente eletti, tutto il resto non conta, di come abbiano gestito le loro cariche istituzionali a te non frega.
Ecco chi sono gli elettori di B. Gente che si riempe la bocca con “democrazia”, “libertà” ma non sa cosa significano.
x breva
La segatura ormai ti esce fuori dalle orecchie.
Il leader democraticamente eletti secondo te non sanno cos’è la democrazia. Tiranni e stragisti come Castro e Guevara invece lo sanno benissimo. Forse è questa la ragione per cui compiono ogni sforzo pur di sopprimerla
Bene, sono diventata Breva adesso.
E poi la segatura ce l’avrei io…està bien!
Vanda Gastrica, quando capirai che l’hai preso “democraticamente”in quel posto alla pari di chi B non l’ha voluto e non l’ha votato, perchè non pensare di essere messo in una scatola di vetro al riparo dal saccheggio materiale e spirituale in atto ed in studio, forse vedrai con un’ottica più distaccata la reale consistenza di quella che buona parte di voi, speranzosi,avete ipotizzato come nuovo risorgimento e medicamento anticomunista. Perchè per terra siam tutti uguali, e per terra è il luogo deputato ad ospitare chiunque si voglia opporre, voglia protestare, voglia rivendicare. Per star sù, gli altri debbono necessariamente star giù. Ficcatelo in testa, ma non ti obbligo e ti lascio la possibilità di star fermo con la bocca aperta….
Lascia perdere Breva.
Secondo Stomaco chi è contro B. è comunista e con questo chiude il discorso. Ci vuole una mente troppo elastica per capire che c’è gente anche di dx che è contro B. Non ci si ragiona. Punto.
[...] Gelmini. Te e i tuoi accoliti la scuola la state facendo diventare proprio come gli ospedali. Come questi ospedali [...]
[...] di euri al mese! Non sarebbe costretta a fare contratti criminali come il riconoscimento della clinica Santa Rita che per incrementare i profitti faceva far carriera a simpatici chirurghi che cavavano i polmoni [...]
ragazzi crescete: state nutrendo un troll.
Cloro, se devi farti magiare banda così un consiglio: apri un clone di youporn, che almeno è più divertente.
non scherzo….