Trovo necessario dedicare ancora spazio alla strage della clinica Santa Rita, perchè ho sentore che pian piano gli organi di stampa si produrranno sempre meno nell’offrire particolari in quella che, personalmente, vedo come l’ennesima strage italiana.
La difesa del notaio Pipitone si basa sull’assunto che egli non dava ordine di compiere dei crimini ai medici. Afferma il suo avvocato che il proprietario “non contava i morti” . Ovviamente. Contava i soldi, preoccupandosi solamente di far lievitare i profitti.
Brega Massone, invece, era un papabile della Lega: si pensava a lui per fargli dirigere una struttura ASL nel circondario di Pavia. L’ipotesi poi sfumò, ma il fatto in se la dice lunga sulle persone “socialmente inserite” nel giro della politica affaristica e sugli scrupoli che essa comporta.
La notizia piu’ importante in merito ce la dà Oliviero Beha che nel suo blog ricostruisce la storia della S.Rita e ci racconta come nel 2002, quando ancora alla radio era possibile fare controinformazione, lui ed altri colleghi si erano occupati proprio del Santa Rita.
Racconta Beha che i milanesi di quella zona non avevano assistito passivamente alla “moltiplicazione dei pani e dei pesci” cui dava luogo l’attività della clinica che aveva visto il proprio fatturato passare da 13 miliardi 664 milioni e 400 mila lire del 1991 ai 51 miliardi 587 milionie 396 mila lire del 2001.
Avevano creato il “comitato contro l’elefante” , totalmente privo di legami politici, ma composto da persone delle piu’ disparate provenienze, che si batteva contro l’espansione urbanistica della clinica stessa, che costruiva edifici e strutture atti a far lievitare i posti letto e farsi conferire sempre piu’ incarichi dalla regione, a discapito della vivibilità del quartiere, che nell’area tra via Teodosio e piazza Loreto, e’ stato martoriato per anni con ruspe, gru, martelli pneumatici per ingrandire quella che oggi conosciamo come la “fabbrica di cadaveri” .
Il comitato contro l’elefante aveva rilevato il totale dispregio delle normative sulle barriere architettoniche e sui requisiti di spazio previsti per determinate strutture, nonchè della sicurezza sul lavoro.
Ma il Comune di Milano voto’ favorevolmente all’espansione della clinica, che fece solo poche modifiche formali riuscendo, nonostante il comitato avesse raccolto 2500 firme e avesse fatto ricorso al TAR, a procedere secondo i suoi obiettivi. Addirittura vediamo che il Comune, per accondiscendere i progetti del Santa Rita ha piu’ volte votato delle deroghe al piano regolatore.
Permettendo così che la suddetta clinica raggiungesse numeri record per quel che riguardava le prestazioni e i posti letto. Un modello di efficienza così formigonianamente “eccellente” da effettuare cento mila ricoveri all’anno: una miniera d’oro che poteva valere qualche deroga alle leggi vigenti.
Come spesso succede a Milano, i comitati dei cittadini vengono ignorati o scavalcati e le raccolte di firme servono solo ad imbrattare carta, perchè cio’ che si decide in alto (al Pirellone ma anche a Palazzo Marino) va avanti, senza intoppi e col massimo del consenso politico. In questo caso la strage era annunciata ma la miniera d’oro era troppo golosa per metterci ulteriormente il naso.
E Formigoni annuncia che contro la Santa Rita “ci costituiremo parte civile”. Io penso che dovremmo tutti costituirci parte civile contro di lui e il suo sistema di “eccellenze” sanitarie che accelerano per i milanesi, la via per Musocco.
Update: -intercettazioni fondamentali
-la legge Arsenio Lupin
Non contava i morti - Agora’ di cloro…
Trovo necessario dedicare ancora spazio alla strage della clinica Santa Rita, perchè ho sentore che pian piano gli organi di stampa si produrranno sempre meno nell’offrire particolari in quella che, personalmente, vedo come l’ennesima strage italiana…
Certe “abitudini” son difficili da eliminare, ci vorrebbe la mano pesante, speriamo nella magistratura che riesca a lavorare senza essere gambizzata. Intanto la sciabola è stata sguainata, Peppino Basile 11 volte sciabolato, dava fastidio, siamo al sud, lì il problema lo risolvono in un attimo. E’ che il sud, quel certo sud, è qui al nord, e fa affari coi colletti bianchi. Ci sarà da stare a vedere.
Passo per pagare pegno…ricordi che ti dissi che un giorno anche io mi sarei autointervistato?
Bè, lo ho fatto. Ma la tua fu più bella.
Io sono del sud e certe situazioni le vivo da vicino. Basile è l’ultimo di una serie di vittime della mafia, della sacra corona unita, della camorra e via ammazzando. Come Giancarlo Siani che per aver calpestato troppo i calli fu ucciso una bellissima sera di inizio autunno. E il cosidetto stato che fa. Un cazzo. O meglio fa, o intende fare, leggi che vietano le intercettazioni.
E’ inutile dire che se questa legge passa i futuri santa rita ce li scordiamo. Nel senso che ci scordiamo di campare.
Il problema è che come nazione facciamo pena. Da anni continuiamo (continuate, per chi continua a farlo) a votare i meno peggio o chi riesce a spararla più grossa. Gente che nega protezione a persone che danno fastidio alla malavita e che quindi fanno una brutta fine. Qui c’è chi pensa che le gole profonde siano tutti falsi o che le intercettazioni siano una violazione della privacy e credono forse che gli arresti che le forze dell’ordine fanno avvengano con il ricercato che si presenta spontanemente al commissariato più vicino. Così per magia.
I governanti locali poi spesso sono i peggio. E l’esempio della munnezza nella mia città ne è un esempio. E anche quando i cittadini come è successo a Milano si muovono non vengono presi in considerazione. Come minimo se fossimo in un paese un tantino più civile dovrebbero saltare teste in successione esponenziale. A cominciare dalla testa più in alto. O pesce fete r’ ‘a capa (Il pesce inizia a puzzare dalla testa). Negli USA che piacciono tanto sia alla nostra destra che alla nostra sinistra per molto meno i politici si mettono a fare i venditori di scope porta a porta. E qui. Nulla. Il deserto. Manco l’ultimo impiegato della ASl viene fatto fuori. Zero.
E i proprietari. Nisba. Nun sacciu nenti. Le tre scimmiette della Christie. E salvo chi ci rimette le penne si ribella. Tanto fin quanto non ci capita tutto apposto. E via a mettere un’altra scheda nell’urna alla prossima elezione per votare sempre gli stessi. Come i cani di Pavlov.
E poi c’è che dice che il sig.Formigoni non c’entra…..
Ma va’ caga’ va’ va’
C’entra eccome, lui e la sua banda di lanzichenecchi (e qui pago diritti d’autore).
Se c’è un settore in cui quelli di CL imperversano è proprio quello della sanità.