Pena di morte in Italia

Ti hanno fermato e, porco dio, ti hanno perquisito. Ti hanno trovato quei 20 grammi di fumo, non ci voleva porca troia era stata una giornata decente. Li avevi appena comprati quei 20 grammi, servivano per le giornate di merda, ma ora li hanno loro. Sequestrati. E tu sei seduto su una seggiola di ferro, come quelle delle sale d’attesa degli ambulatori pubblici. Sono usciti e hai solo un piantone, in borghese, davanti. Non sai come si chiama, ma sai che lui sa come ti chiami tu.

Tornano nella stanza, gli altri pulotti: “Sei in arresto, ora vieni tradotto al carcere di…. ” “In carcere? per un po’ di hashisc? Ma era per me, mica mi avete trovato a venderlo.” “Non importa, la legge la conoscevi anche prima..non ti va bene? Impegnati per legalizzarla al posto che ingrassare gli spacciatori. Porgi i polsi perchè ti mettano le manette.”

Sono in sei ma hanno bisogno di ammanettarti. Non le vuoi le manette, alzi la voce, bestemmi “porcodio non ho nemmeno un’arma, niente, che bisogno c’è?”

Un calcio al costato ti fa stare zitto, mentre ti riprendi sei già incatenato. Ti portano fuori, in cortile dove un’auto  con le sirene aspetta con le portiere aperte. Vieni spinto fuori dalla questura, scendi le scale, poi una mano da dietro, sulla schiena, ti spinge ancora, ma forte: Così sbatti la testa sulla parte superiore della portiera. Sei dentro l’auto, sdraiato sul sedle posteriore, devi affaticarti a metterti seduto, ma una presa che ti straccia il muscolo del braccio ti “aiuta” . Sei seduto, ora, sul sedile dietro, mentre due sbirri prendono posto a fianco a te. ti arriva una manata sulla faccia: ” Hai perso l’equilibrio e hai sbattuto contro lo stipite della porta, guarda che segno”. Il poliziotto con le mani pesanti, schiaccia il livido sotto il sopracciglio. Si corre in auto e si arriva al carcere.  Vieni tradotto in un ufficio dopo aver percorso scale di cemento. Un altro in borghese compare: si vede che è un capo perchè gli altri sono tutti ossequiosi con lui  già solo nel tono della voce. “Questo pezzo di merda ha fatto nomi? ” No.” dicono gli agenti che ti accompagnano.

“Allora, stronzo, drogato, tossico di merda, da chi cazzo l’hai comprato il fumo?” e tu stai in piedi con le manette. Devi farti prendere per il bavero e sollevare di due piedi. Sei in minoranza stretta, 6 contro uno. “Non conosco lo spacciatore, mi ha chiamato un amico che era pronto”

“E chi è questo amico che ti ha chiamato?” “Anche lui non c’entra un cazzo” Gli dici. “Quando una partita arriva dal marocco gli ariva una telefonata e mi chiama.”

“Dìcci il nome, figlio di mignotta. A che ora c’è la telefonata di questo pezzo di merda? E dillo veloce, stronzo”

Uno schiaffo, da far vedere le stelle, è la firma di quelle parole.

“Alle 15 e qualcosa, tipo 15,15″

stai barcollando mentre lo dici.

Ti afferrano e ti sbattono sulla sedia.”Allora leggo tre nomi dalle 15,07 ale 15,20: xy, dh e wx. Chi è di questi tre che ti ha avvisato?”

un altro, di quelli che ti avevano accompagnato, emerge dallo sfondo e ti insulta: “E vedi di non raccontarci cazzate, stronzo, comunista di merda” Mentre altre braccia estranee ti collocano malamente su una fredda sedia metallica, rispondi:

“Non sono comunista sono anarchico”

Con l’irrazionalità propria della violenza, irritato da quelle parole lo sbirro sferra un pugno sul tuo zigomo. A questo punto scatta l’orgoglio. Non dici un cazzo sulla memoria del registro del cellulare e le botte prendono la forma di calci nella schiena. Non sai nemmeno il “chi”, vivi solo le pedate.

Sei a terra che con un filo di voce sussurri: ” Fatemi telefonare a casa. O a un avvocato” mentre i calci si susseguono con un certo ritmo. Stai male e lo comunichi, ma i calci rallentano senza cessare. Provi a chiedere di darti il cellulare e non te lo danno: ridono, ti scherniscono e sembra che fanno a gara a vedere chi da’ il calcio piu forte. Le botte ad un certo punto fanno così male che  non senti manco piu’ il dolore. Li insulti, bestemmi “Mi state ammazzando bastardi di cristiani di merda”

Alla fine non si sa piu’ chi, ti porta in cella, trascinando il tuo corpo in corridoi non ripercorribili con la memoria, come uno straccio sporco. Ma anche se la tortura è cessata, stai male. Dopo poche ore ti portano all’ospedale. I tuoi vengono avvisati, ma non possono vederti neppure al reparto carcerario del nosocomio. Quando li incontri, sei già cibo surgelato per i vermi*.

* Mi scuso per il finale e per qualche parola un po’ cruda, ma dedico questa immaginazione commossa a Federico Aldovrandi, a Stefano Cucchi, a Aldo Bianzino (che era un “padre di famiglia“), a Francesco Mastrogiovanni,a Riccardo Rasman, a Manuel Eliantonio, a Franco Serantini .

E a tutti quei cittadini innocenti per i quali il braccio del potere esecutivo dello stato ha decretato, senza consultare nessuno, che se non sei allineato allo “standard”, sei un po’ estroso, anarchico e ti fai qualche canna, in Italia puoi essere tra coloro che subiscono “de facto” la pena di morte . Per “caduta dalle scale”



34 Responses to “Pena di morte in Italia”

  1. nsu prinz scrive:

    Il nostro è un paese violento dentro e fuori, ed ipocrita. Solo fuori. Dentro non ha nulla, non ha più nulla da cui possa germogliare qualcosa di sano, E’ uno Stato apparente che consegna un collage di eventi disarticolati guidati da una politica cerotto. A tutti gli effetti uno Stato dove l’anarchia la fa da padrone in ogni anfratto, politico, economico, sociale. Vien quasi voglia di darsi delle regole, pensa te. Siamo straordinari, roba da farci un film, Fellini si presterebbe. Angosciante vedere degli agenti di polizia, umani che pur di vivere in assenza di un lavoro che la loro terra non dà “vanno a fare il poliziotto” per un pugno di lenticchie e che riversano un loro disagio su terzi sostanzialmente inermi, traendo chissà forse un senso di appagamento che non otterrebbero mai se riversato su terzi bastardi e filibustieri, numericamente preponderanti ed ossatura portante del loro friabile datore di lavoro e busta paga, restando prigionieri del proprio istinto di sopravvivenza.

  2. Gio scrive:

    Queste vicende sono indegne di un paese decente.
    Mi viene in mente un vecchio film, ‘I guerrieri della notte’ … per carità, un filmaccio.
    ‘Gli elmetti’, ovvero i membri della Polizia, altro non erano che un’altra ‘banda’.
    Non c’è bisogno di dire che bla bla bla, mele bacate, la polizia vera combatte la mafia ecc. ecc..

    Si devono controllare le mele bacate prima che facciano male, e che i loro germi contagino altre mele.

    Qui stiamo parlando di omicidio, e troppi sono i complici: chi ha vietato ai parenti di vedere il ragazzo?
    Complice.
    Chi ha fatto una legge assurda che punisce i consumatori di droga?
    Complice.

  3. Niente di nuovo sotto il sole. Chi ha la mia età, si ricorda bene di Giorgiana Masi e di decine di ragazzi massacrati da sbirri e carabinieri, e che per i referti ufficiali erano caduti dalle scale. Le forze dell´ordine italiane (non tutte, ci mancherebbe) hanno sempre coltivato questo vizio del gioco sporco.
    Le belve feroci hanno un perchè del loro esistere.Questi invece sono dei feroci criminali,sadici,amorali,per loro torturare ,umiliare ,massacrare è utile oltrechè lecito.Fa parte della loro mentalità diabolica e ferina ,sono personacce che ogni dittatura tiene sul suo libro paga perchè così gli fa comodo e per piegare chi non si allinea ,illudendosi che così le loro mani non grondino sangue. Ogni dittatura sia essa imperialista ,comunista fascista ,mafiosa,nazista ,razzista,berlusconista li ha usati e li usa per imporre il proprio potere con il terrore.

    • Giulioromano scrive:

      Siiiii mi ricordo di lei.
      Ricordo le foto di poliziotti in borghese che sparavano ad altezza d’uomo. Ed erano poliziotti, perchè comparivano, in altre foto, in mezzo ai poliziotti in divisa.
      Che fine fece l’inchiesta?
      Era Cossiga il Ministro del Consiglio o Ministro dell’Interno?

      • Eli scrive:

        Giulioromano

        Kossiga era ministro dell’Interno. Presidente del Consiglio sarà stato Giulio Andreotti. Lo è stato per tanti di quegli anni che è difficile sbagliare.

    • Veronica scrive:

      “…sono personacce che ogni dittatura tiene sul suo libro paga perchè così gli fa comodo e per piegare chi non si allinea ,illudendosi che così le loro mani non grondino sangue”.
      Hai ragione Guido, hai centrato il punto.
      Queste personacce sono padri di famiglia che hanno assimilato completamente la mentalità militare e militaresca, fatta di ordini, ordine e disciplina.
      Chiunque vada fuori dagli schemi assimilati può rappresentare un elemento di squilibrio e di minaccia, per cui va piegato con la prepotenza e con la forza.
      Lo stato non si illude che le proprie mani non grondino di sangue ma lo considera un costo da che si può pagare, ergo non gliene sbatte nulla.
      Il sistema è spietato oltre ogni nostra immaginazione e usa gli uomini più ignoranti e più deboli (di modo che non sia troppo diffcoltoso riempirgli la testa di crudeli minchiate) per farli diventare il suo braccio armato; se poi accade che ammazzano qualcuno in prigione o se loro stessi muoiono per un attentato in Afghanistan, non importa.
      Il popolo, cioè noi, siamo TUTTI carne da macello.
      Se moriamo in modo violento è perchè il sistema ci rigetta e perchè questo è il costo che il sistema mette a bilancio per perpetrare se stesso.

      • Eli scrive:

        Veronica

        condivido la tua analisi spietata ma realistica. Lo dico con molta amarezza, perché sono una che ha creduto alla democrazia, ai diritti umani, alla civiltà ed alla cultura.
        Oggi credo solo che facciano prove per un regime: vedono fino a che punto possono spingersi.
        Poiché il popolo bue non si ribella, anzi va ad osannare l’homunculus papy, si spingono sempre un pochino oltre.
        Più che il paese di Leonardo e Michelangelo, ma anche di Pirandello, Montale, Pavese, Calvino ( e tutti gli altri),
        oggi questo è Garage Olympus.

        • Anonimo scrive:

          Ciao Eli…
          non credo siano prove, credo sia un regime e di gran lunga peggiore del fascismo del Dux, del nazismo di Hitler e del comunismo di Stalin.
          Molto peggio perchè camuffato, perchè ci ha lavorato ai fianchi offrendoci una fetta di benessere che ci ha invalidato il cervello. In buona sostanza ci ha comprato l’esistenza e ne siamo tutti complici.
          Io non la vedrei come una questione nazionale, credo che l’origine sia altrove, anche se è incontestabile che qui c’è sempre quel tocco in più che rende tutto peggiore.
          Per tornare a Garage Olimpo, già una volta avevo scritto il mio timore…noi che ci siamo esposti, finiremo mica sganciati in mare dagli aeroplani del nostro esercito?

  4. Giulioromano scrive:

    Conoscevo questa storia, che è una delle tante storie nostrane, alcune delle quali uscirono sul Blog di Beppe Grillo.
    Beppe organizzò comitati popolari, raccolta di firme, e grazie alle risonanza del caso, alla Procura non gli fu possibile d’insabbiare il caso.
    Del resto giusto dei poliziotti potevano essere “quelli della uno bianca”.
    Il Poliziotto Spaccarotella, che si mette a sparare, con le macchine che passavano attraverso il suo fuoco, e accidentalmente o non accidentalmente ammazza il laziale.
    Adesso abbiamo i CC che vanno a fare i ricattatori..
    Somigliamo sempre di più alla Nigeria o alla Repubblica delle Banane.

    • Giulio, chiedi scusa ai nigeriani che rispetto anoi sono molto più civili…risata, ma di quelle amare

      • Giulioromano scrive:

        Guarda che in Nigeria succedono più o meno le stesse cose, se non peggio. L’economia è legata a 10/20 famiglie che si sono appropriate di tutte le risorse del paese (petrolio e risorse minerarie).
        La polizia è legata alle 10/20 famiglie anche per legami di tribali con il signorotto locale, e mantengono l’ordine pubblico a bastonate (quando sono buoni).
        C’è un misto di guerra civile - sociale, legata anche alla appartenenza religiosa (al nord musulmani al sud cristiani).

        • Beh, in Italia non siamo ancora a questi livelli, ma mi sembra che siamo sulla buona strada per arrivarci in poco tempo..

          • Giulioromano scrive:

            Si infatti. Un altro dado che ci rende uguali è la corruzione.
            Siamo al 74° e loro al 75° (dalle statistiche C.I.A. e caratteristiche dei popoli).
            Solo che noi stiamo in Europa e loro in Africa. Quindi loro vivono in una situazione che il “bisogno di sopravvivenza” può spingere i più disagiati a corrompersi.
            Dal pensiero del Manzoni:” Non sempre il povero è colpevole per i fatti che è costretto a compiere, ma è colpevole chi lo costringe a delinquere”. (questa è una mia libera espressione nei termini, purtroppo per l’età e per la memoria, non ricordo con precisione le parole, ma il concetto è quello).

  5. Diaz docet!Nessuno diede l’ordine,i ragazzi si sono rotti la testa da soli,condanne ridicole che non verranno mai eseguite,i capi hanno fatto carriera.Individui che si fanno scudo della loro divisa per dare sfogo ai loro bassi istinti,pagati per farlo.Qualcuno lil chiama “lavoratori”.

  6. Salazar scrive:

    Si, linguaggio duro. Forse troppo, ma arriva dove deve arrivare, e quindi va bene.

    PS: si scrive “porcoddio”, tutte le altre versioni sono errori grammaticali. Tipo scrivere “sopratutto”.

  7. armando scrive:

    Una cosa che mi colpisce molto è il fatto che proprio ieri gli investigatori per cercare di combattere il muro di omerta,hanno fatto mandare in onda e su internet le immagini di un omicidio di camorra risalente a maggio per vedere se riuscivano a ricevere informazioni su quel tipo che va in giro ad ammazzare la gente come se fossero cani.Su “ristretti orizzonti”viene riportata la notizia che nelle carceri italiane un giorno si ed uno no,dei detenuti,uomini sotto tutela dello stato, muoiono,come dei cani pure loro..Se guardate la classifica è impressionante il numero dei suicidi(con costole e mascella rotta)e delle morti con causa da accertare.Ora mi domando se sia più giustificabile l’omerta di un casertano che vive in un luogo dove lo stato non esiste e quindi una tua collaborazione sarebbe come una condanna a morte,oppure l’omerta di un giornalista pagato come una star dl cinema che volontariamente omette di dare certe notizie o di investigare su quei 15 morti al mese che ci sono nelle nostre carceri.Si perchè anche per il caso Cucchi,se non fosse stato per il blog di Grillo e per il Fatto quotidiano,sarebbe un altro omicidio di stato rimasto vivo solo nel dolore e nell’ipotenza della famiglia.Io continuo a sperare che le nostre forze dell’ordine non siano tutte impegnate a sparare a tifosi nelle stazioni di servizio o manifestanti oppure a estorcere denaro e confessioni forzate a suon di schiaffi a dei travestiti o politici loro frequentatori.E nemmeno quelli che omettono di perquisire covi dovi erano latitanti pericolosi boss mafiosi.Anche se credo che l’italia sia sembre più una carcassa in putrefazione.

      • Una riflessione intima:

        La domanda che mi angoscia è: e se succedesse, un giorno, a mio nipote? Arrestato, sequestrato, pestato e ucciso, dileggiato, archiviato, i caini difesi dello stato?

        I microborghesi che fanno spallucce dicendo “tanto era un tossico” non si pongono questa domanda?

        Ma subito ne segue un’altra, peggiore se possibile…

        E se fosse mio nipote uno degli aguzzini che di giorno ammazzano un detenuto e la sera in famiglia, il bordino e passaparola?

        • Giulioromano scrive:

          Anche se sicuramente sbaglio, mi auguro di tutto cuore che fatti del genere non succedano più.
          Non si può uccidere un ragazzo in quel modo.
          Per me quel ragazzo stava sulle scatole a più di qualcuno, e con la scusa della droga, lo hanno ammazato di botte. Non ci sono altre spiegazioni. Altrimenti dovremmo parlare di atti di follia pura da parte delle forze dell’ordine (carabinieri o agenti di custodia). Gli hanno spaccato la spina dorsale in 2 punti, tumefazioni in tutto il corpo, non può essere stato un solo un agente, ma almeno 3 o 5 o più, e non regge nemmeno l’ipotesi della caduta dalle scale, in quanto anche se cadi poi rotoli, puoi fratturarti un braccio, una mano. Ma pare che le mani e le braccia non c’erano segni (dalle foto). Questi lo hanno tenuto fermo tenendolo per le braccia e lo hanno massacrato con la chiara intenzione di ucciderlo o renderlo paralizzato a vita.

          • Gesucristo scrive:

            L’avranno blindato col fumo e portato nel loro covo, dove sicuramente hanno fatto i gradassi e al ragazzo sarà scappato un “che cazzo volete sbirri di merda” e questi, che non aspettavano altro, l’hanno massacrato di botte, i vigliacchi.

  8. alsalto scrive:

    20gr di fumo.
    Ecco quanto vale una vita per alcuni.
    20gr di fumo meritano una lezione marziale.
    Il messaggio e’ chiaro, allineati o finirai col cadere per le scale, accidentalmente, rovinosamente, mortalmente.
    Se poi, dotato di equilibrio, saprai non inciampare…bhe’ saranno le scale a caderti addosso, accidentalmente.
    Se mai giustizia verra’ mi chiedo dove si potranno trovare abbastanza scale.

    R.I.P. Stefano

  9. Eli scrive:

    Non ho parole.
    Solo tanto dolore.
    Sottoscrivo tutto quello che avete scritto voi tutti.
    Che ci sia Pace per Stefano e per i suoi familiari.

  10. Finirà certamente così.
    Oggi si può già intravedere la strategia , tanto banale quanto “sicura”,i cui punti fondamentali sono :

    - Dare giudizi preventivi definitivi e intimidatori tipo ” I Carabinieri sono assolutamente estranei alla vicenda.”
    Detto da un Ministro è micidiale perché vuol dire : Attenzione !
    chi sostiene il contrario mente e ne subirà le conseguenze,sia esso giornalista o magistrato . Il magistrato a questo punto sa che anche una semplice indagine sulle responsabilità dei carabinieri lo esporrà a ritorsioni,il giornalista sa che deve stare molto, ma molto attento a riportare informazioni che contrastino con la “verità“,”basta una riga fuori posto,ecc…)
    CAPOFILA : Ministro LA RUSSA.

    - Colpevolizzare la vittima con la puntuale elencazione delle sue “colpe” : drogato,spacciatore,epilettico,sieropositivo.
    “Colpe” elencate,senza ritegno e nessun rispetto della privacy su giornali e in trasmissioni televisive.
    CAPOFILA : On. ASCIERTO (PdL).

    - Attacco alla famiglia del “colpevole” da parte della stampa “libera” il cui passato verrà analizzato e se non si trova di niente di disdicevole (fosse pure una multa non pagata)si calunnia.
    E’ il cosiddetto “schema BOFFO-MESIANO”
    CAPOFILA : FELTRI,reti televisive MEDIASET.

    A fronte di un apparato simile cosa si può sperare ?

  11. Eli scrive:

    Guido

    si può sperare nella defenestrazione!

  12. ceci scrive:

    Non c’è niente di strano in tutta questa vicenda, una dittatura che si rispetti fa i suoi desaparecidos come da copione. Caro Guido cosa faresti tu se succedesse a tuo nipote? Si spera di più che un commento sterile su di un blog… guardate cari miei che era quello nostro nipote, non so se vi rendete conto? Come lo erano gli altri che hanno fatto la stessa fine…e cosa si fa in merito? A è vero…domani è lunedì c’è il lavoro, debbo portare i bimbi dal pediatra, la spesa al supermercato ritirare i vestiti dal lavasecco e se mi rimane tempo vado al calcetto con gli amici…. Se fosse vivo mio nonno e vedesse tutto questo.. penserebbe.. ma perchè ho perso tutto quel tempo a sparare ai tedeschi quando potevo aspettare senza prendermi alcun rischio?
    Caro Cloro se vuoi bannami pure, lo capirei senza farti una colpa, la mia è frustrazione e basta… come per te Guido, io non ho niente contro di voi, ma ricordate bene con l’immobilismo non si ottiene niente, ANZI…….!!!!!!

  13. Eli scrive:

    Mi chiedo dove siano i difensori della vita ad ogni costo, quelli che vogliono tenerci attaccati ai tubi ed alle macchine anche se in fase terminale, gl’innamorati dell’embrione, i contrari all’aborto.Non ho sentito una sola voce levarsi in questo caso.
    Perché latitano? Questa non era una vita umana degna?

    Battete un colpo, se ci siete.

    Stefano aveva trentuno anni. E’ morto per il possesso di venti grammi di marijuana.

  14. notimenowhere scrive:

    Qualcuno si è domandato cosa farebbe se il ragazzo ucciso fosse stato suo nipote.
    Io l’altro ieri ho guardato il padre in televisione e mi sono chiesto se fosse capitato a me cosa farei da padre.
    Beh posso solo rispondere con un film. “Un borghese piccolo piccolo”.
    Lì il “cattivo” di turno era un delinquente. Qui invece a quanto pare sono i cosidetti “buoni” i cattivi.
    Ma non penso che cambierebbe qualcosa. Perchè se aspetti giustizia, campa cavallo.
    Nella mia vita ho avuto occasione di conoscere tossici o comunque persone borderline. E se c’è una cosa che ho imparato da loro e che quando si viene fermati dai nostri eroici tutori dell’ordine non bisogna mai rispondere a tono alle loro offese. Cercare di non dare scuse per farli scatenare. Questo almeno nella maggior parte dei casi. Ci sono poi i bastardi che non hanno bisogno neanche di una scusa per menarti.
    Questi sono buoni solo quando sono in gruppo. Presi uno alla volta non valgono un cazzo.

  15. ceci scrive:

    Caro Guido, la problematica non è io sono qui e tu sei la! Quello è un falso problema, Berlusconi è un falso problema, la sinistra in crisi è un falso problema! Il vero problema siamo noi, perchè chi è contro di noi sa benissimo cosa fare e dove vuole arrivare!
    http://paolofranceschetti.blogspot.com/2009/10/il-grande-inganno-da-maastricht-lisbona.html
    Ora, ammesso che tu sei in terra straniera, non pensare di essere esente da questo tipo di dinamica. Qui si tratta di capire chi siamo, cosa vogliamo…il nemico alla fine è quello di sempre… il potere corrotto, è dall’inizio della nostra stupida storia di umani, che si gioca una inutile e controproducente partita a scacchi! Se fossimo veramente l’apice dello sviluppo, noi “uomini” impiegheremmo il nostro tempo in maniera più intelligente… ma invece no! Allora una volta per tutte se non ci liberiamo da questa zavorra storica-coercitiva, per me è anche inutile vivere..!
    ( senza offesa per nessuno dei partecipanti ! )
    Grazie per la risposta Guido! Grazie anche a te Cloro!

  16. Eli scrive:

    Amara Ironia:

    “Taglio dei fondi sulla sicurezza: i soldi sono così pochi che le uniche armi in dotazione ai militari ed alle forze dell’ordine sono
    le scale.”
    Francesca Fornario, l’Unità, 8 Nov.2009

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