E intanto questi pervertiti si sono inculati l’acqua degli italiani

ABOLIAMO L’ABUSO DEL DIRITTO DI PROPRIETA’ PRIVATA!


Stanno portando via le briciole di patrimonio pubblico che sono avanzate dal loro saccheggio in nome del profitto. Si spartiscono i fondi destinati ai nostri ospedali e scuole e ora si fottono le risorse naturali di questo paese- Il tutto per regalarci servizi del modello sanitario della Santa Rita. L’ultimo bene collettivo che ci hanno scippato con una legge iniqua è l’acqua, che andremo a pagare anche il 300% in piu’ perchè non è piu’ nostra.
Leggetene e incazzatane tutti. E qualcuno fermi questi sciagurati criminali.

-Qui un video dove si racconta la storia della privatizzazione dell’acqua, evidenziando com’essa sia stata un diktat del nuovo ordine mondiale (video di fondamentale informazione. Da vedere necessariamente)

-Qui un articolo di Padre Zanotelli che sottoscrivo parola per parola e che incita la gente normale a svegliarsi

-Qui un articolo splendidamente chiaro di Marco Cedolin che analizza il “caso italiano” nelle sue specificità”

-Qui Piero Ricca, piaccia o no, è sempre lapidario, efficace, lineare



35 Responses to “E intanto questi pervertiti si sono inculati l’acqua degli italiani”

  1. Giulioromano scrive:

    A quando la PRIVATIZZAZIONE dell’ARIA?
    Diamo ai privati la depurizzazione dell’aria. Del resto già paghiamo la tassa sull’inquinamento atomosferico (sulle bollette ENEL e del Gas..), e non godiamo di questo servizio.
    E se uno non ha i soldi per pagare l’aria pulita? CHE POSSA MORI’ INQUINATO!!!! (lo metteranno a respirare i fumi della centrale ENEL a CARBONE BIANCO di Civitavecchia!).
    Cosi chi non avrà i soldi per pagare l’ESOSO e INGIUSTIFICATO sovrapprezzo dell’acqua privatizzata, CHE POSSA MORI’ AFFOGATO!!!! (lo metteranno nell’acquario di Genova, a giocare con lo squalo bianco..).
    Ormai da questi mi aspetto di tutto, anche le condanne sopra descritte, magari dopo un processetto breve e sommario, tanto per salvare la forma.
    Poi hanno la faccia tosta di lamentarsi di possibili riorganizzazioni di movimenti eversivi di sinistra…

    • JusPrimaeNoctis scrive:

      Se riesci a dimenticare destre, sinistre, centri, mancini, ambidestri e altre amenità, su tutto il resto sono d’accordo.

    • Eli scrive:

      Giulioromano

      l’aria è già privatizzata. Infatti è miscelata al gas che paghiamo profumatamente a metri cubi.
      Contento? :-P

      • Giulioromano scrive:

        Ti faccio un aggiornamento.. Con il grandissimo ex tesoriere di Craxi, G. Amato, fece la tassa per l’inquinamento sui fumi (da pagare tra le quote delle bollette ENEL e del Gas).
        La dicitura era per l’impegno, delle medesime aziende, a provvedere al disinquinamento. Per cui è logico pensare che la medesima è una tassa e non una imposta. Solo che il servizio dov’è?
        Una nota a questa nota: Ho dovuto cambiare una caldaia a Gas, perchè non era più rispondente alle norme anti-inquinamento e ho speso 2000 euro. La mia domanda è: se io trasformo il camino in impianto da riscaldamento, inquino almeno 10.000.000 di volte di più, non sono soggetto al controllo annuale sui fumi (70 euro da pagare), e per la trasformazione spederei dai 300/1000 euro e non è peggio? E il camino non lo controlla nessuno!

        • Eli scrive:

          Giulioromano

          la tassa di cui parli dovrebbe servire ad Enel, Eni, etc. per provvedere ad impianti ad energie rinnovabili.
          Invece la usano per costruire inceneritori cancro-valorizzatori e degassificatori. Impianti ad energie rinnovabili zero.
          Benvenuti in Italia, il Paese dei furbetti!!!!!!!!!!!!!!!!!!
          Perché tu nel Lazio paghi 70.00 Euri l’annuale manutenzione della caldaia, ed io in Toscana ne pago 80.00? Devo sentire l’idraulico. :(

          • Anonimo scrive:

            Infatti. fanno un ALTA OPERA MERITORIA. Pensaci un po:
            Con i CANCRO-VALORIZZATORI, ridurranno il numero complessivo degli italiani. Cioè in tempi brevi passeremo dai 60 milioni a 30 milioni d’abitanti, ed è anche logica conseguenza che i rimanenti 30 milioni, consumeranno di meno e avranno una vita più vivibile! :)

  2. Ritvan scrive:

    Trovo il titolo vagamente omofobico: Clora, mi sa che potresti avere delle noie dall’Arcigay:-)
    P.S. Anche il pane è un cosiddetto “bene primario”, come l’acqua, ma non mi risulta esistano “le panetterie di Stato”. Esistono, invece, le fontanelle pubbliche.

  3. JusPrimaeNoctis scrive:

    Ritvan, dove sono le fontanelle pubbliche a Milano? Facciamo finta che ce ne siano una decina. Sai che bella fila si formerebbe, con milioni di persone in coda e la brocca sulla testa? Roba da prendere lezioni dalla Namibia.

    • Cloro scrive:

      CAZZO dopo esco e vado a fotografare un REPERTO di DRAGO VERDE che ho vicino a casa mia. Poi ne faccio una reliquia. Anzi metto un cartello: MONUMENTO ALLA DEFUNTA ACQUA-BENE DI TUTTI
      viene da bestemmiare

    • Ritvan scrive:

      Caro/a leggenda metropolitana medievale:-):
      1. Se le fontanelle pubbliche a Milano scarseggiano, basta chiedere al Comune di aumentarne il numero: qui a Roma, invece, ne trovi in abbondanza.
      2. Ti informo che, secondo statistiche ufficiali, l’intera popolazione residente nel Comune di Milano al 31/12/2008 ammontava a 1 294 503 persone.
      3. Visto il punto 2 e anche ammesso - contro ogni logica e calcolo di probabilità - che tutti i cittadini milanesi, ricchi e poppanti inclusi:-) si rechino alle pubbliche fontanelle nello stesso momento, mi pare un pochino esagerato parlare di “milioni”. O no?
      4. In alternativa, quando si fa la gitarella di finesettimana fuori Milano, si sceglie una località provvista di sorgenti d’acqua e si riempiono le taniche sistemate nel portabagaglidella macchina (alla faccia dei namibiani:-))

  4. olè scrive:

    dov’è il problema nella gestione da parte di privati della distribuzione delle risorse idriche?

    significa semplicemente che non è più un costoso monopolio di stato (o, peggio, di società misto pubblico-private con infiltrazioni mafiose) ma è un mercato soggetto a delle regole con dei concorrenti che competono per rendere il servizio migliore dal punto di vista qualitativo e meno costoso

    • Cloro scrive:

      Sì. Perche in Italia è notorio che la tradizione imprenditoriale subentrata nelle privatizzazioni ha gestito le risorse in modo responsabile e mantenuto bassi i costi per i cittadini. Un esempio di cio’ è agrigento, dove le bollette dell’acqua sono aumentate del 300%.
      Ma Mediaset fa miracoli a far bere le minchiate alla gente.

    • necroclerico scrive:

      olé, sed si tratta di disonestà, non c’è pubblico o privato che tenga con una differenza non da poco: se un ente pubblico gestisce male un bene c’è una remotissima possibilità - ma c’è - di chiedergliene conto.

      se un privato fa cartello con altri (e lo fa) anche quella possibilità va a ramengo.

      credere alla favola del mercato che di per sé risana tutto è altrettanto folle che credere che la gestione pubblica di un bene sia esente da problemi, con la differenza non da poco che certi beni necessari DEVONO restare alla collettività.

  5. Eli scrive:

    olè

    ci fai sapere il nome del tuo pusher?
    Vende roba buonissima!!!!! :-D
    Ancora le cazzate sul mercato, la concorrenza, e tutto il ciarpame che sta portando l’economia mondiale allo sfascio, i contadini del terzo mondo all’indebitamento ed al suicidio, la perdita dei posti di lavoro perfino in Cina.
    Racconta a quei due neuroni che ti sono rimasti, e che quando s’incontrano devono fare manovra, tanto è stretto il cervello, che dove l’acqua è già privata, i servizi peggiorano, le riparazioni e gl’investimenti NON si fanno, perché i privati vogliono solo i profitti, e ci sono stati aumenti anche del 300% (a Latina).
    Può darsi che i due neuroni superstiti comprendano.
    Ne dubito molto, ma tutto è possibile. You never know.

    • olè scrive:

      se il “mercato” ha funzionato in maniera poco efficiente fin’ora è a causa del fatto che non è realmente un “mercato”, viste le continue ingerenze del settore pubblico; basti vedere i recenti salvataggi di banche, società finanziarie e società produttrici di beni di consumo non competitivi;

      inoltre, molto spesso le liberalizzazioni non hanno portato a delle economie di mercato ma piuttosto a degli oligopolii, in cui pochissimi operatori, fortunati fruitori di concessioni pubbliche, possono accordarsi sul prezzo e sulla qualità dei servizi che forniscono (vedi ad es. come vengono gestite le concessioni televisive sull’analogico qui in Italia)

      l’unica soluzione a questi problemi non è imporre ulteriori e dannose regole al mercato, ma lasciare che operi in piena libertà, evitando in tutti modi qualsiasi ingerenza da parte del settore pubblico, e lasciare che i “consumatori” possano decidere in maniera informata di quali servizi usufruire e da chi acquistarli

    • Giulioromano scrive:

      A Latina cera gente che pagava 150/200 euro d’acqua all’anno, oggi …1200/1800 euro..

      • olè scrive:

        in URSS i generi alimentari li forniva lo stato.. adesso c’è una situazione di mercato e di libera concorrenza..

        a questo punto mi viene da pensare che vi vada più a genio la situazione dell’URSS che quella attuale..

        • necroclerico scrive:

          esatto. infatti i russi stanno peggio ora di prima

          • Ritvan scrive:

            Oh, beh, ma allora questi russi sono proprio dei fessi: basterebbe che votassero in massa (almeno il 50%+1, sai, la democrazia ha le sue regole, anche in punto di morte:-) ) per il Partito Comunista Russo e il problema sarebbe risolto con un bel ritorno al Radioso Sol del…Passato:-)

      • Eli scrive:

        Giulio romano

        “bisogna lasciare che il mercato operi in piena libertà“, afferma l’amico olè.
        Sì, e la Terra è quadrata, il Sole le gira intorno, ed i bambini li porta la cicogna.
        Di questo passo si va verso una brutta deriva.

        “In tempi di menzogna, dire la verità è un atto rivoluzionario”
        George Orwell :-D

        • olè scrive:

          evabbè, facciamo comprare il cibo allo stato allora

        • Giulioromano scrive:

          Mi ricordo che ogni tanto i dirigenti s’incontravano, spessissimo a Milano. Il giorno dopo tutti noi ci trovavamo un aumento del listino prezzi del 10/12 o 15% per tutta Italia.
          In Italia funziona così, ci si incontra e si aumentano i prezzi.
          Basta vedere il pane. Il grano è diminuito e il pane, la pasta sono aumentati.
          In Italia andavamo benino quando c’era l’IRI, che se ne dica, il Panettone Motta (IRI), decideva il prezzo di mercato per tutti gli altri. E la vita era possibile.

          • Guareskj scrive:

            Il pane aumenta per i costi di gestione dei panifici, che sono nella maggior parte dei casi piccolisissime imprese artigiane, e per il fatto che il cosidetto pane comune nessuno se lo fila più. Chiediamo il pane alle noci, alle olive, o comunque tutti pani (michetta milanese inclusa) che richiedono lunghi tempi di lavorazione o di lievitazione. A Milano costa il triplo che al Centro e al Sud soprattutto per gli affitti e i costi di personale. Al contempo Milano è anche la città dove nelle famiglie si getta via la maggior quantità in assoluto di pane ancora fresco, perciò ben gli sta. Comunque il prezzo del pane è deciso incontrandosi, è vero.

  6. Ulisse9 scrive:

    C’è ancora qualcuno che crede che i bambini nascano sotto i cavoli.
    Sicuramente questo qualcuno non ha capito “come” verrà privatizzata l’acqua.
    Quanto alla libera concorrenza ed all’informazione dei “consumatori”…….chiedetelo ai cittadini di Latina!

    Ciao Cloro,

    Francesco

  7. Gesucristo scrive:

    Ma concorrenza tra chi? C’è uno che si prende in gestione la rete idrica, che è una, e viene pagato coi soldi delle tasse, punto e basta.
    Perchè dovrebbe apportare tutti quei miglioramenti?
    Perchè mai il prezzo dovrebbe scendere?
    Ci sono reti idriche alternative in giro? No, la rete è quella, o vi va bene o vi lavate con l’acqua minerale.
    Ma di che cazzo parlano?

    • Giulioromano scrive:

      Ma la cosa divertente è: le perdite delle condotte raggiungono anche il 40% della portata, e considerato che il consumo civico è intorno al 15/20% neanche converrebbe rifarle!
      Poi l’acqua la pagano i cittadini, non le industrie.

  8. MIMMPORTANASHEGA TANNTO IOBEVORVINOHHH.

  9. Ritvan scrive:

    Scusate, ma possiamo parlare senza scadere nella demagogia sinistrorsa un tanto al chilo (o al litro, visto che si parla d’acqua:-))?
    Per cominciare, possiamo dire che NON E’ L’ACQUA ad essere privatizzata, bensì IL SERVIZIO che ce la porta in casa? E chiarire che non ci sono sceriffi pagati dalle perfide multinazionali dell’acqua che ti sparano a vista se ti beccano a riempire una tanica d’acqua nel ruscello di montagna che scorre presso la tua casetta delle vacanze? A mio immodesto:-) avviso, il problema - o detto alla cloro:-) “l’inculata” - non è la privatizzazione del servizio. Il problema è che si offre ai privati di gestire un servizio in condizioni di sostanziale MONOPOLIO, senza imporre loro il controllo dello Stato sulle tariffe. E prego l’altra “parrocchia” (olè & Co) di non darmi per questo del “sovietico”:-). Perché - come è stato già detto nei commenti, mi pare - visto che la rete idrica è una sola e una sola rimane, il privato che la dovrebbe gestire non può essere assimilato al pizzaiolo o al venditore di tappeti, che può fare il prezzo che gli pare per la propria merce senza che lo Stato ci possa metter becco.

    • olè scrive:

      ” Il problema è che si offre ai privati di gestire un servizio in condizioni di sostanziale MONOPOLIO, senza imporre loro il controllo dello Stato sulle tariffe. ”

      Esatto, proprio quello che dicevo. Si sta impedendo al mercato di agire in piena libertà, a vantaggio della solita oligarchia; se fosse presente una molteplicità di operatori che concorrono per rendere il servizio migliore e più economico, ci sarebbero conseguenze positive per tutta la popolazione.

  10. Eli scrive:

    Non ci sarà un solo gestore del servizio dell’acqua, ma molteplici, come è già ora.
    Il problema è che gli avvoltoi fanno cartello, e la concorrenza è solo l’ennesima illusione, come il mercato, la deregulation, la democrazia, etc.
    E’ già accaduto con le assicurazioni, le banche, i servizi postali, le forniture di gas e luce, le autostrade, ed ogni cosa che sia stata privatizzata, del tutto o in parte, in questo paese.
    L’unico campo in cui si è visto un barlume di concorrenza, sono state le tariffe telefoniche, che comunque restano le più alte di ogni altra nazione europea.
    Lo stato semplicemente non può intervenire:
    E’ IL LIBERISMO, bellezza!
    Questo liberismo, la deregulation, la globalizzazione sono solo gli ultimi frutti avvelenati del capitalismo selvaggio: chissà cosa riusciranno ad inventare ancora.
    E Karl Marx aveva già previsto questi frutti avvelenati, nella sua lucida analisi.

    Occorre solo togliersi quelle quattro fette di speck dalle palpebre, ed osservare la realtà, ciò che accade, sotto gli occhi di tutti.

  11. Guareskj scrive:

    Non mi lancerei in difesa di alcuna delle due principali teorie economiche. Mercato e stato sono solo due forme diverse di concepire individualisticamente, egoisticamente e comunque a scapito della persona, la ricchezza: lo statalismo ti dice che tu non sei capace e che ci pensa lui a far tutto e ti illude così che nel dar qualcosa a ciascuno capiterà anche a te la giusta parte; la teoria del libero mercato ti dice che son cazzi tuoi ma che nell’aspra lotta per stare a galla è insita un’autoregolamentazione, combatti più che puoi che il tuo pezzo ti arriva. Ho un po’ semplificato ma tanto meglio di così non lo saprei dire; ho capito da tempo però che son entrambe pallonate mostruose ed evidentemente inumane. Comunque secondo me l’acqua deve stare allo stato che per quanto casino possa fare, produrrà al massimo sprechi e non le inculate di cui nel titolo.

    ps: intanto mio zio, che faceva il fabbro e lavorava la ghisa, sta ancora aspettando (nell’aldilà in cui forse neanche credeva) un pagamento di fontane dette appunto del drago verde, commissionate da un qualche grosso comune e mai pagate. non vorrei che alla fine l’acqua gratuita l’abbiano pagata un po’ di fabbri come lui… credo che mio cugino di draghi verdi ne abbia ancora qualcuno in giardino.

  12. Giulioromano scrive:

    X Cloro
    Più ci penso, e … come dire? Ecco! Occorre far in modo che le tariffe si moltilichino per 5, per tutti i generi (acqua, pane..). Occorre ridurre gli stipendi del 40%. Poi FORSE il popolo italiano farebbe la rivoluzione.
    Ho questa impressione, purtroppo :(

  13. Eli scrive:

    Bella notizia! :-D

    Dal 1 Gennaio 2010 in Francia l’acqua diventerà di nuovo pubblica.
    Nei venticinque anni in cui era stata privatizzata si sono verificati:
    -peggioramento del servizio
    -scarsi investimenti
    -truffe
    -poca trasparenza nella gestione
    -corruzione
    -aumenti ingiustificati.

    NOI ANDIAMO SEMPRE INDIETRO, ANZICHE’ ANDARE AVANTI, e se dobbiamo copiare, copiamo il peggio, mai il meglio.

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