Relazioni Pericolose

Mettersi per iscritto in Rete equivale a mettersi a nudo. Quando si scrive un post vi è un “intentio” manifesta, spesso dichiarata nel titolo e un’intentio sotterranea che non controlliamo, che esigerebbe un approfondimento che per lo piu’ i lettori non hanno voglia di compiere, restando quindi sul superficiale e scrivendo “bravo, bel post. Sei molto colto/saggio/brillante ecc…” a titolo di commento
Ma questa non è la regola. Ci sono lettori che colgono certi lati trasversali, occultati nel post da piu’ o meno misere ipocrisie che però al lettore attento si manifestano come tali. E’ il caso di Lia di Haramlik, che non si fa sfuggire niente. E’ per questo che il suo blog va forte, perchè in certi suoi post offre uno spaccato dell’animo umano di certuni che, come questa volta, vale la pena di sottolineare.


Dell’irresistibile richiamo del torbido

21 novembre 2009 – 19:06

No, niente, mi chiedevo questo: cosa spinge una persona che apparentemente dovrebbe essere normale a prendere e salvare sul web, in una pagina apposita, una foto tratta dal sito di Piero Marrazzo in cui l’ex governatore è ritratto con la figlia?

Mi spiego: c’è un politico coinvolto in un megascandalo dietro il quale si agitano appalti, storie di sanità, miliardi persi o guadagnati, ricatti, morti e via discorrendo. Questo politico ha da tempo una sua pagina web in cui si presenta, con tanto di foto di sua figlia.

E c’è un blogger che si prende la briga di salvare la foto della bambina immortalata accanto al politico, di pubblicarla sul suo blog per stigmatizzare il fatto che suo padre l’avesse postata e che, addirittura, si prende la briga di creare un clone della pagina da cui l’ha presa utilizzando i servizi di un sito apposito affinché rimanga sul web per sempre. Perché ha paura che Marrazzo, ormai in disgrazia, possa avere voglia di togliere la foto di sua figlia dal web. E quindi ci pensa lui, a farcela restare. Ci pensa Miguel Martinez.

Io, non è un mistero, sono da tempo affascinata dalla paludosissima psiche di Miguel Martinez. Ne sono affascinata da quando l’ho visto all’opera come complice di Magdi Allam nella vicenda che mi vide coinvolta, ed è una fascinazione dovuta al fatto che lui, a differenza di altri personaggi coinvolti nella medesima storia, non è mosso in prima istanza da motivazioni di tipo pratico. Non le fa per guadagnare, queste cose, o – almeno – il guadagno non è il primo dei suoi obiettivi.

Lui lo fa perché gli piace.

Gli piace archiviare, salvare, collezionare dati, foto, indirizzi e vite della gente più disparata. Gli piace additare al pubblico ludibrio la bambina figlia del politico in disgrazia di turno, certo che non gli succederà nulla visto che costui ha ben altro a cui pensare.

E a me risulta incomprensibile che una mentalità tanto torbida possa anche solo esistere, e ne sono affascinata perché cerco di carpirne il segreto, il meccanismo che ne giustifichi l’esistenza. Credo che sia, nel suo piccolo, un tentativo di capire il Male. Cosa spinge una persona normale a salvare per l’eternità l’immagine della figlia di Piero Marrazzo sul web e a dichiararlo, persino, come un entomologo che ha appena aggiunto un insetto nuovo alla sua collezione?

E bisogna ridere o rabbrividire, davanti a un simile comportamento da maniaco? Più in generale: sono l’unica donna al mondo che non ha mai saputo con certezza se i maniaci le sembravano più buffi o più inquietanti, con tutto il loro agitarsi nell’ombra per raggiungere obiettivi risibili- mostrare cose piccole e non tanto importanti, che si tratti del pisello di un vecchietto o della foto di ’sta bambina?

Poi, vabbe’: tutte le volte che Martinez vuole nobilitare le sue bizzarre pulsioni tira fuori la solita Teoria della Jeune Fille per nascondercisi dietro.

E quindi, secondo lui, il fatto che un politico abbia mostrato sua figlia al mondo, nel momento in cui era in auge, rappresenta chissà quale tratto caratteristico della società contemporanea. Teoria abbastanza difficile da sostenere, mi pare:

Las-Meninas

Io credo che Martinez volesse solo provare l’ebbrezza di mettere il suo ditino – anche lui – nella vita personale di Marrazzo. Perché è fatto così, colleziona vite altrui che immortala dal buco della serratura. Perché gli piace. Perché la sua è una specie di perversione.

(Poi, per fortuna, un pietoso commentatore gli ha chiesto di oscurare il volto della bambina e lui non ha trovato scuse per sottrarsi. Almeno sul suo blog. Su FreezePage l’ha mantenuto al naturale, manco fosse suo papà.)



9 Responses to “Relazioni Pericolose”

  1. Giulioromano scrive:

    Seguo Haramlik di Lia da anni ed anni.
    Lia è una persona stupenda, con tanta voglia di vivere e intelligente.
    Visito il suo sito giornalmente.
    Molte volte, soprattutto quando si parla di Palestinesi, escono i Neoconi più strani…

  2. Veronica scrive:

    Ecchecazzo…quando si dice seghe mentali.
    Non si tratta di approfondimenti psicologici, ma solo di seghe mentali, appunto.
    Non lo sappiamo che ci sono in giro personaggi cosi, torbidi, psicopatici, ossessionati?
    Quelli che ti lapidano sulla pubblica piazza con la bava alla bocca, senza guardare al rispetto per chi è innocente.
    E allora tu che fai, politico rampante? Metti sul web la foto della tua piccina, strizzando l’occhio ai cattoprogress e la sera vai a puttane.
    Diciamo che ti offri agli avvoltoi sopra un piatto d’argento.
    Complimenti a te, politico rampante, e ai tuoi sciacalli.
    Complimenti pure a Lia per aver scoperto l’acqua calda.

  3. pataturk scrive:

    a volte mi capitava di leggere kelebek e mi sembrava abbastanza interessante a tratti, ma da questo post mi sembra come se ci sia stato un po’ di attrito tra cloro e l’autore di kelebek; che successe?

  4. Mat scrive:

    Sguazzare nel torbido e nel FALSO, come stanno facendo tv e giornali sul caso Battisti facendo passare come un “mostro” uno che è stato condannato senza prove e accanendosi contro il governo brasiliano che non fa che rispettare la legge.

  5. Anonimo scrive:

    Non sono d’accordo con chi dice che questa è la scoperta dell’acqua calda, anche se credo che questa mentalità morbosa un tempo si sarebbe chiamata mentalità da “radio-serva” - ma oggi si corre il rischio di essere inseguiti coi forconi da qualche sedicente lavoratore/trice che si identifica con la “serva” in questione e si sente ingiustificatamente colpit*.
    Invece credo ci sia da fare qualche riflessione, ad esempio, su quanto una mentalità del genere sia filiazione diretta del trash televisivo, e ne riprenda l’aspetto più in voga, quello dei reality tipo “isola dei famosi”.
    Si può anche riflettere su quanto una mentalità così ottusamente centrata sulle altrui vite private sia da addebitare agli effetti deteriori di quell’ablazione di memoria storica (quella vera, quella delle vicende collettive e sociali determinanti)che pervicacemente è stata portata avanti da 20 anni a questa parte dalle tv commerciali e nazionali. Ed ora, che abbiamo tutti un buco al posto di quella memoria così importante, c’è chi quel buco riempie con le memorie delle ‘cadute’ non degli ‘dei’, ma dei vari satiri e paraninfi che compongono il tetrino politico italiota.
    Scimmiette pedanti che si consolano col letame del maiale, questi archivisti delle gonadi altrui non sanno che sbandierano la loro pochezza scegliendo la via più facile, quella di creare archivi dell’insignificante, per compensare la mancanza di memoria storica, e contemporanemente per continuare ad obbedire servilmente all’imperativo di non creare un’intelligenza storica, quell’imperativo assoluto e inderogabile che è a fondamento del potere mediatico.

    Questo solo per fornire qualche piccolo stimolo di riflessione…
    Dal momento che il privato è politico, e questo sembrano volerci dire questi mnemotecnici del cazzo con le loro sciacallaggini meschine, tanto vale inquadrare il LORO privato-pubblico in termini politici, per capire che dietro c’è in primis un’oscena incapacità a procacciarsi informazione di buona fattura - quella che è destinata a diventare veramente memoria storico-politica - , incapacità che oggi passa inosservata perchè ci stiamo lentamente abituando alla disinformazione, avendo ormai perso gli esempi di informazione che fungevano da termini di paragone e che ci avrebbero fatto saltare in piedi additando al pubblico ludibrio non le foto di Marrazzo con la figlia, ma il coglione che ne perpetuava la pagina convinto di fare opera meritoria.
    La seconda cosa che si evidenzia in questo genere di memorie morbose è l’oscena mancanza di intelligenza storica, anche se questo l’ho già detto sopra, ma è sempre parte dell’inquadramento politico del fenomeno, dato che quel tipo di accanimento menstico è la risultante di una tattica di compensazione a buon mercato che spinge le vittime - i Miguel Martinez come tutti gli ebeti spettatori della varie “Isole dei famosi”/”Talpe” e via che andare - a riempire le proprie celle di memoria con elementi privi di valore storico.

    E’ insomma, la tecnica della echo-chamber per la creazione di disvalore, ossia la funzione matematicamente opposta a quella che collega in positivo ibertà e sforzo.

    Saranno anche seghe mentali,come dice Veronica, ma mi sembra che così del tutto inutili non siano.
    Sarà che è lunedì….?

  6. Alteralias scrive:

    Non mi sembrano esattamente seghe mentali, anche se questa mentalità morbosa un tempo si sarebbe chiamata mentalità da “radio-serva” - ma oggi si corre il rischio di essere inseguiti coi forconi da qualche sedicente lavoratore/trice che si identifica con la “serva” in questione e si sente ingiustamente insultat*.
    Io credo invece che questa notazione su Martinez dia luogo ad interessanti deduzioni.
    Per esempio si potrebbe riflettere su quanto una mentalità del genere sia filiazione diretta dell’assuefazione al trash televisivo, della tossicodipendenza dai reality tipo “Isola dei Famosi”.
    Visto che questi archivisti delle gonadi altrui sembrano ricordarci, in modo alquanto obliquo, che “il privato è politico”, proviamo a riflettere in modo politico sul loro comportamento. Potremmo considerare, allora,che una mentalità così ottusamente centrata sulle altrui vite private sia da addebitare agli effetti deteriori di quell’ablazione della *memoria storica collettiva* ( quella vera, quella delle vicende collettive e sociali determinanti ) che pervicacemente è stata portata avanti da 20 anni a questa parte dalle tv commerciali: ed ora che abbiamo tutti un buco al posto di quella memoria così importante, c’è chi quel buco riempie con le memorie decadenti non degli “dei”, ma dei vari satiri, ninfe e paraninfi che compongono il teatrino-boudoir della politica italiota.
    Scimmiette fameliche che si sfamano con letame di maiale, questi mnemotecnici del cazzo (nel senso più letterale) non fanno che sbandierare la loro patente incapacità a procurarsi dell’informazione di buona fattura, quella cioè destinata a restare nella storia perchè determinante per gli eventi storici successivi, e compensare manifestamente tale incapacità scegliendo la via più facile, quella di creare archivi internettiani dell’insignificante: il punto è che il web è pieno di questo ciarpame dis-informativo, e molti users stanno pian piano perdendo la capacità di discernere la buona informazione dalla pessima. E questo è un problema politico, perchè fino a qualche anno fa la rete era ancora una valida alternativa per chi volesse procurarsi buona informazione, il che significava riuscire a capire meglio cosa sta accadendo,”capire” in senso assolutamente “politico”, nel senso più ampio e virtuoso del termine. Ora anche in rete non è più così semplice distinguere l’imbonimento - che mescola notizie vere a notizie false o manipolate - dall’informazione vera e propria, e questo è una gravissimo danno non solo per noi adulti, ma soprattutto per le generazioni più giovani che nella rete ripongono spesso una fiducia poco selettiva.

    Gli aficionados della memorizzazione del privato altrui come Martinez agiscono inconsapevolmente per coprire la loro penosa mancanza di intelligenza storica, e contemporanemente per continuare ad obbedire servilmente all’imperativo categorico di non crearne una, imperativo sul quale si fonda il potere mediatico e che è diventato una pulsione dell’inconscio collettivo.
    Altro che teoria della Jeune Fille, questo è un caso da Totem e Tabù, dove l’iconizzazione totemica di una sessualità violenta, mercenaria e oggettificante ( mi riferisco più alle note vicende berlusconiane che non al povero Marrazzo amante di trans più o meno autentic*) sta pian piano sostituendo la sessualità dell’eros e del principio di piacere.Con le mortifere conseguenze che vediamo.
    In sostanza la gente che si diverte a perpetuare e immortalare in rete pagine come quella di Marrazzo con prole fa parte di una corrente mortifera che andrebbe combattuta con ogni mezzo telematico.
    Per questo a me non sembra che il post di Lia abbia scoperto l’acqua calda… per niente!

    Forse sarà che è Lunedì?

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