Il sotterraneo “gusto del trash” di Miguel Martinez


Cosa si cela dietro un blogger giudicato mediamente “uno che scrive cose di buon senso” condivisibili e ragionevoli che però molte volte, troppe direi, si lascia andare al gusto per il dettaglio “familiare” intimo, la vita sessuale di qualcuno, il particolare “tecnico” personale evidenziato con morbosità eccessiva per uno spazio virtuale non di gossip? Un mio commentatore ha espresso una possibile risposta, degna di riflessione e di discussione, confutando Veronica che trova la questione un pelo “scontata” ;-) Vediamolo:

Non mi sembrano esattamente seghe mentali (le considerazioni elaborate da Lia ndr), anche se questa mentalità morbosa un tempo si sarebbe chiamata mentalità da “radio-serva” - ma oggi si corre il rischio di essere inseguiti coi forconi da qualche sedicente lavoratore/trice che si identifica con la “serva” in questione e si sente ingiustamente insultat*.
Io credo invece che questa notazione su Martinez dia luogo ad interessanti deduzioni.
Per esempio si potrebbe riflettere su quanto una mentalità del genere sia filiazione diretta dell’assuefazione al trash televisivo, della tossicodipendenza dai reality tipo “Isola dei Famosi”.
Visto che questi archivisti delle gonadi altrui sembrano ricordarci, in modo alquanto obliquo, che “il privato è politico”, proviamo a riflettere in modo politico sul loro comportamento. Potremmo considerare, allora,che una mentalità così ottusamente centrata sulle altrui vite private sia da addebitare agli effetti deteriori di quell’ablazione della *memoria storica collettiva* ( quella vera, quella delle vicende collettive e sociali determinanti ) che pervicacemente è stata portata avanti da 20 anni a questa parte dalle tv commerciali: ed ora che abbiamo tutti un buco al posto di quella memoria così importante, c’è chi quel buco riempie con le memorie decadenti non degli “dei”, ma dei vari satiri, ninfe e paraninfi che compongono il teatrino-boudoir della politica italiota.

Scimmiette fameliche che si sfamano con letame di maiale, questi mnemotecnici del cazzo (nel senso più letterale) non fanno che sbandierare la loro patente incapacità a procurarsi dell’informazione di buona fattura, quella cioè destinata a restare nella storia perchè determinante per gli eventi storici successivi, e compensare manifestamente tale incapacità scegliendo la via più facile, quella di creare archivi internettiani dell’insignificante: il punto è che il web è pieno di questo ciarpame dis-informativo, e molti users stanno pian piano perdendo la capacità di discernere la buona informazione dalla pessima. E questo è un problema politico, perchè fino a qualche anno fa la rete era ancora una valida alternativa per chi volesse procurarsi buona informazione, il che significava riuscire a capire meglio cosa sta accadendo,”capire” in senso assolutamente “politico”, nel senso più ampio e virtuoso del termine. Ora anche in rete non è più così semplice distinguere l’imbonimento - che mescola notizie vere a notizie false o manipolate - dall’informazione vera e propria, e questo è una gravissimo danno non solo per noi adulti, ma soprattutto per le generazioni più giovani che nella rete ripongono spesso una fiducia poco selettiva.

Gli aficionados della memorizzazione del privato altrui, come Martinez agiscono inconsapevolmente per coprire la loro penosa mancanza di intelligenza storica, e contemporanemente per continuare ad obbedire servilmente all’imperativo categorico di non crearne una, imperativo sul quale si fonda il potere mediatico e che è diventato una pulsione dell’inconscio collettivo.

Altro che teoria della Jeune Fille, questo è un caso da Totem e Tabù, dove l’iconizzazione totemica di una sessualità violenta, mercenaria e oggettificante ( mi riferisco più alle note vicende berlusconiane che non al povero Marrazzo amante di trans più o meno autentic*) sta pian piano sostituendo la sessualità dell’eros e del principio di piacere.Con le mortifere conseguenze che vediamo.

In sostanza la gente che si diverte a perpetuare e immortalare in rete pagine come quella di Marrazzo con prole fa parte di una corrente mortifera che andrebbe combattuta con ogni mezzo telematico.
Per questo a me non sembra che il post di Lia abbia scoperto l’acqua calda… per niente!



11 Responses to “Il sotterraneo “gusto del trash” di Miguel Martinez”

  1. Giulioromano scrive:

    Lia non è una che scopre l’acqua calda.
    Il voler mostrare al pubblico, i figli di Marrazzo, mi sembra aberrante.
    Ha ragione Lia.
    Poi sulla vicenda Marrazzo, ho una mia opinione, in quanto anche se è omosessuale, è un omosessuale onesto, e personalmente lo preferisco ad un etero-ladrone-in-odor-di-mafia.
    Mi spiego meglio: le recenti uccisioni di 2 testimoni (il Trans e lo spacciatore delle trans), i CC che fanno irruzione proprio in quell’appartamento, non in un altro appartamento con altri trans, ma solo in quello dove avrebbero trovato Marrazzo, esattamente quel giorno e a quell’ora, puzza di inciucio politico-affaristico lontano un miglio. Una cosa che puzza di mafia.
    Vediamo come era gestita la Regione Lazio prima di Marrazzo:
    Giunta Storace: Lady ASL ed altri proprietari di cliniche private “saccheggiano” la Regione, così anche imprenditori all’assalto della cassa regionale.
    In conclusione ci si è trovati con un baratro economico da paura. Questo baratro è stato in parte colmato dalla Giunta Marazzo con una ttenta politica economica, e in oltre ha buttato fuori dalla Regione, gli imprenditori sopra citati.
    Marrazzo dovevano eliminarlo ad ogni costo, con ogni mezzo, e il suo avvocato ha ragione nel temere per la vita dell’ex governatore.
    E questo Miguel Martinez che fa? mostra le foto delle figlie di Marrazzo? Ma pubblicasse le foto di Lady ASL, di Mamma EBE, di Storace colluso con Lady ASL… Ci spegasse Storace qual’ erano i suoi rapporti con quella ladrona e chi e quanti erano nel libbro paga della stessa (dirigenti, funzionari e politici).

  2. Mat scrive:

    Per ricollegarmi a quello che diceva Giulioromano, adesso ci tocca vedere invece Storace che dà lezioni di moralità su Marrazzo in diretta tv.

  3. Giulioromano scrive:

    Vorrei vedere lo schifo che c’è dietro Storace.
    Il gruppo che lo sostiene..

  4. @Cloro: non essendo un frequentatore assiduo di blogger devo dedurre che stai parlando di quello che tiene Kelebek o come prepuzio si chiama. Mò vado a vedere meglio. Fosse come dici tu magari gli consiglio di darsi apertamente al gossip come ’sto tipo qua:

    http://perezhilton.com/

    Se merda deve essere che almeno abbia i lustrini, perdio.

  5. Veronica scrive:

    About acqua calda.
    Ohibò, non pensavo di finire “attenzionata”.
    Rispetto il punto di vista di chi ha voluto approfondire un discorso a mio avviso, fin troppo scontato.
    Il fatto che sia scontato non esclude approfondimenti, evidentemente.
    La degenerazione trash del voyerismo camuffato da gossip è di certo un’aberrazione dei tempi nostri, dettato in larga parte dalla tv commerciale e dal quale NESSUNO è esente in toto.
    L’uso e l’abuso di figure familiari, ancora peggio dei bambini la dice lunga sui “valori” che si vogliono utilizzare per ottenere consensi (commerciali o politici).
    Il fatto che il mondo mediatico pulluli di sciacalli è cosa risaputa.
    Quello che si vuole fare qui è approfondire sulla natura di tali sciacalli. Beh, io ne farei a meno. Cosi come lascerei perdere sulle esternazioni isteriche della Santanchè, ad esempio (che è gossip).

    In questo caso specifico (l’affaire Marrazzo) mi sembra di notare una certa tendenza a considerarlo una vittima del complotto.
    Potrebbe essere vero, solo che io lo definirei complice della sua disfatta. Faccio sempre una certa fatica a mettermi dalla parte del “potente” anche quando è decaduto a causa del suo stesso potere. Faccio ancora più fatica se considero che, per ottenere qualche voto di più ha utilizzato in modo quasi commerciale l’immagine di sua figlia contemplando dunque la possibilità (nel caso fosse stato scoperto, visto che a puttane ci andava già), che quell’immagine fosse utilizzata cosi come è stata utilizzata .
    Spero di non apparire una “bacchettona” e spero si sia notato che non è delle abitudini sessuali di chicchessia che mi interesso, ma della responsabilità dei singoli, di tutti noi, di offrirci in pasto al sistema di sciacallaggio vigente.
    Credo sarebbe utile invece, smettere di nutrirci di inutile ipocrisia che fa il devastante danno che abbiamo visto. Riscoprire un po di onestà ci aiuterebbe anche ad evitare simili tragedie personali e familiari.
    Preferisco di gran lunga un Pecoraro Scanio o un Vendola dichiaratamente e dignitosamente bisex il primo e gay il secondo.
    Difficilmente cadranno nella rete di M.Martinez.

  6. Eli scrive:

    Cloro

    scusa l’off-topic, ma ho visto un film bellissimo, di Pedro Almodovàr, Abbracci spezzati.
    Drammatico e forte, ma lui ha questa capacità di farci penetrare nelle vite di molteplici personaggi umanissimi, e ciò mi affascina. E’ una storia d’amore. Un po’ particolare, alla Pedro, con risvolti tragici ed un sorriso conficcato lì, ad un certo punto. Perchè, ci ricorda, bisogna anche sorridere.
    Paesaggi bellissimi, musica particolare e piacevole.
    L’occhio del regista, la sua empatia, sono sempre dalla parte delle donne, e non solo perché quest’ultime nei suoi film risultano sempre migliori degli uomini, ma anche perché sono le sole capaci di tenerezza, complicità, di sognare.
    E poi, lasciamelo dire, se gli uomini nostri coetanei ci snobbano per le ventenni ed i trans, almeno ci rimane la comprensione e l’amicizia dei gay. E’ l’amicizia è una cosa preziosa. E’ amore diluito.
    Comunque sono parzialissima nel dire che è un bellissimo film, perché considero Almodovàr un Maestro, ed adoro tutti i suoi film.

    Ho visto anche L’uomo che fissa le capre.
    E’ carino, allegro, d’azione. Mi sono fidata di Clooney perché è un uomo colto ed intelligente, avevo apprezzato molto il suo Good Night and Good Luck! Comunque non dice nulla di nuovo, mette alla berlina il militarismo yankee, con meno sarcasmo di Full metal jacket, ed il teatro di guerra è naturalmente l’Iraq.
    L’esercito USA costituisce una squadra speciale di soldati,
    per azioni non armate contro il nemico. Guerra alternativa, soldati alternativi. Scappa fuori un team di fricchettoni tutti ganja e meditazione, capelli lunghi ed esperienze di acidi.
    Naturalmente i post-sessantottini non durano a lungo, nel rigido ambiente militare, ma riusciranno a liberare tutti i prigionieri, comprese le capre da esperimento, senza sparare
    un colpo, con un’inventiva …alternativa.
    Il film narra di una battaglia in Iraq non causata dai terroristi, ma dovuta a sparatorie fra yankees esaltati, adombra gli spettri di Guantanamo,irride il potere (stupido) dei militari.
    Bei paesaggi del deserto, finale “open”: dà adito a diverse interpretazioni. Questo a volte accade quando il regista non sa come uscire dalla storia che ha impiastricciato, ma lascia la libertà allo spettatore d’immaginare il “suo” finale.

    E poi ti segnalo questo filmato interessante sul Tubo, è la storia segreta dei Gesuiti, narrata da James Arrabito. Ci sono diverse puntate. Sottotitoli in italiano.

  7. Eli scrive:

    Allora metto un altro riferimento, perché il trasferimento dal Tubo è fallito:

    http://www.youtube.com/watch?v=UgAOPPz0j-U

  8. necroclerico scrive:

    cara Cloro,

    non sottovalutare gli archivisti dell’insignificante. gente come Reinhard Heydrich e Reinhard Gehlen, Lavrenti Berjia, e altri hanno costruito imperi di terrore e potere basati sull’informazione omnicomprensiva su tutto e tutti: generali della Wehrmacht dalla vita privata non proprio limpida, boiardi di partito sovietico ricattabili comunque….

    no, non sottovalutiamo il dettaglio e l’informazione più insignificante e privata.

    con l’archivio “giusto” queste minuzie, a saperle usare, si controlla il mondo.

  9. Alteralias scrive:

    Leggo i commenti, e mi viene il dubbio di non aver usato sufficiente chiarezza.
    Qui non si tratta di parlare dello sciacallaggio mediatico - chè non è certo una foto o una pagina web replicata in rete ad esserne l’aspetto più eclatante - nè di compatire Marrazzo - che a me personalmente fa pena e non compassione, essendo uno che ha adottato uno stile di vita del quale non era in grado di reggere i prevedibili contraccolpi (a Roma via Gradoli era sputtanata dal primo tassinaro all’ultima parrucchiera - e non da ora soltanto).

    Non si tratta neanche di parlare di onestà in senso strettamente morale, dal momento che la foto di un politico del Pd con la figlia non è particolarmente diversa dalle foto della famiglia Berluscoide, spammate a più non posso su ogni spazio mediatico in anni precedenti (delle quali probabilmente nessuno si ricorda più grazie all’overdose di informazione mediatica sulla vita privata dell’Ultracorto).

    Il punto è che ho parlato - oppure ho creduto di parlare - di INTELLIGENZA. Prima di tutto *intelligenza storica*, ovvero capacità di mettere in relazione gli eventi di una determinata fase sia con altri eventi contemporanei e contestuali, sia con eventi che ne possono essere stati causa o effetto (o ambedue simultaneamente). Possibile, per esempio, che a nessuno venga in mente di accostare l’immagine dell’opulenza privata della politica con quella dell’immiserimento collettivo della res pubblica? (e per Res pubblica intendo proprio la Cosa Pubblica, materialmente)
    Possibile che la sola cosa da ricordare di questo periodo storico - sia esso riferito alla Marrazzo Story o alla Berlusconeide - sia una foto di Marrazzo con figlia? Nel frattempo ci sono state morti bianche a bizzeffe (omicidi bianchi, sarebbe meglio dire); intere famiglie messe in mezzo di strada dalla disoccupazione; tre stragi annunciate e purtroppo avvenute per l’imperdonabile trascuratezza di entità pubbliche (terremoto in Abruzzo, disastro di Viareggio e disastro di Messina, giusto per ricordare), l’istruzione pubblica falcidiata e la sanità in procinto di esserlo, l’intera amministrazione statale in fase di smantellamento, la giustizia messa in condizione di non funzionare per i prossimi dieci secoli…e la cosa che dovremo ricordare, isolata da questo contesto, è *quella foto*?Nessuna relazione fra un potere che celebra la sua onnipotenza in un delirio di stili di vita parossistici e le condizioni di vita sempre più miserevoli della collettività che quel potere subisce? Niente da memorizzare, se non solo e unicamente la foto di Marrazzo & sons (or daughters)?

    Ho anche parlato di intelligenza informativa, o meglio dell’incapacità di *a)* procurarsi informazioni di buona levatura evitando il ciarpame informativo e l’imbonimento, e *b)* immettere in rete dei contenuti - propri o altrui che siano - che rendano almeno più inquadrabili i fenomeni o gli eventi di cui si intende parlare.
    Niente da dire sul fatto che la vicenda di via Gradoli (chiamamola così per oggettivizzare) ha già provocato due morti ammazzati, mentre invece, guarda caso, le vicende attinenti Berlusconi, dallo scandalo dei voli di Stato per gli invitati ai propri festini a quello delle candidature di veline compiacenti non hanno provocato che poche silenziosissime ‘trombature’? Niente da dire sulle vicende politiche che portarono al siluramento di Storace prima, e di Marrazzo adesso? Cosa gira intorno a questa carica politica così ‘maledetta’? L’abominevole, esecrabile segreto risiede tutto in quella foto lì?

    Quello che si nota a mio avviso in un comportamento del genere - se come afferma Lia questa è una vera e propria modalità stabile - è la totale supina passività cognitiva rispetto alla cultura dell’informazione dominante,che tende ad eliminare dal circuito l’aspetto analitico-logico e a sollecitare risposte emozionali primarie - di pancia, per dirla in modo comprensibile, o amigdaliche per usare una definizione più ‘chic’-.

    Ho anche accennato, probabilmente solo di sfuggita, e quindi in modo sicuramente poco chiaro, alla colonizzazione mediatico/politica dell’immaginario erotico collettivo, una delle poche ‘zone franche’ che forse ci erano rimaste dopo esserci fatti colonizzare il resto della mente cosciente e subliminale dal ‘consuma o muori’. L’accenno a Totem e Tabù di Freud voleva implicitamente richiamare la questione e rinviare alla dualità Eros/Thànatòs contenuta nella sessualità (di cui furono forse più Jung e Lacan a parlare, e quindi chiedo venia per la vaghezza del riferimento, che più che altro era un’allusione).Da tempo si assiste al frenetico sbandieramento di vite sessuali parossistiche che mentre vengono additate come esempi negativi diventano subdolamente e simultaneamente modelli di riferimento per l’immaginario erotico, soprattutto per quello maschile. Il modello di erotismo che trasmettono è mortifero (ascrivibile quindi a Thànathòs),perchè fondato non solo sulla mercificazione dei corpi e della sessualità ma sulla totale nullificazione dell’insieme corpo/mente di ogni individuo. Perpetuare, con la memorizzazione di immagini di svalutazione, questo tipo di messaggio, agire come camera di risonanza nel diffonderlo acriticamente, non agganciare le immagini che di esso rammemorano ad immagini che ne contrastino significativamente la penetrazione nella memoria subliminale collettiva può significare solo due cose: o non si è capito un cazzo della strategia in atto, o la si vuole appoggiare in toto.
    In estrema sintesi, o si è dei coglioni, o dei disonesti intellettualmente.
    In nessuno dei due casi, purtroppo, la questione è irrilevante.

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