Il Leviathan è il capitalismo

C’era un filosofo, mi pare Thomas Hobbes ;-) che scriveva un’opera che si chiamava il Leviathan: un mostro biblico, una specie di Polifemo, che si mangiava gli umani sgranocchiandoli come biscottini. Hobbes voleva rappresentare lo stato, che imponendo a “tutti meno uno” la rinuncia alla propria “naturalità“, creava dei “sudditi” che, in nome di un calcolo grosso-modo favorevole alla “sopravvivenza”, vivevano da non-umani, con un livello vitale bassissimo, ridotto alla contentezza di aver salvato la pelle una volta ogni 24 ore.

Ho già raccontato della mia passione per Michael Moore. Sono stata fulminata da “capitalism, a love story” tanto che mò mi sto dedicando a vedere uno per uno i film vecchi di questo cineasta. Finora mi sono sparata “Bowling for Columibine” e “SickO”. In particolare quest’ ultimo film mi ha sconvolto, è uno di quei film che vai a letto e le scene ti ripresentano nello “schermo psichico”, rivelando poco a poco tutti significati sia a livello di realtà attuale che di realtà potenziale.

Non è che abbia delle facoltà paranormali, Michael Moore: piu’ banalmente ci parla di un futuro che in America è già atto, mentre qui da noi, con il fatto che siamo temporalmente distanti dall’America almeno di un lustro (negli anni ‘80 avrei detto “una ventina d’anni” ma mò no), sono realtà tutte le tendenze che da noi in Italia daranno necessariamente corpo a quella realtà che in SickO è giustamente descritta come uno “stato di natura” abbruttito dalle periferie post-industriali e monopolistiche del capitalismo oligarchico, che esalta solo la vita come solitudine disperata.

E allora rimaniamo basiti dalla storia, raccontata da Michael, di una donna che perde il marito, insieme col figlioletto 14enne che perde il padre, perchè le corporation dei piani sanitari individuali (cioè del piano assicurativo che ciascuno paga mensilmente) rifiutano un trapianto di midollo col fratello dell’uomo, risultato perfettamente compatibile col marito della signora e in grado di guarire il suo cancro. Motivazione addotta: è una cura ancora sperimentale e quindi non prevista dal contratto stipulato, evidentemente a quota “popolare” (anche se Moore insiste sull’impoverimento della “Middle Class” , quella cui egli stesso appartiene) con le criminali corporation assicurative.

Oppure ci scandalizziamo quando apprendiamo di una bimba di 5 anni, morta per un arresto cardiaco insorto in seguito a una banale febbre, perchè è stata rifiutata dall’ospedale piu vicino a casa perchè “non era nel comprensorio dell’assicurazione”. Sono storie vere, queste come altre decine che Michael ci racconta.

Ci racconta anche che tutto comincio’ con Richard Nixon, quando negli anni ‘60 si accordo’ con un’impresa sanitaria per dirottare fondi verso di essa, togliendoli agli ospedali pubblici, che prima c’erano. Piano piano sono “andati in malora” fino a non poter piu’ lavorare e conseguentemente a chiudere.

Con il risultato che ’ste aziende private (ora nn me le ricordo, come nomi, non fatemi fare sto sforzo) hanno grattacieli e giardini enormi, ben tenuti e pagano dei medici stipendi d’oro (documentati da qualche “pentit*” ) solo per scrivere “denied” sulle richieste di cura e di interventi di gente che pure l’assicurazione la paga, con il pretesto di cavilli medici. E sono diventate così stramiliardarie da comprarsi senatori ad alto prezzo e cittadini repubblicani di certe regioni a prezzo da morti di fame, che vanno a manifestare contro i progetti (finora mai, mai, mai neppure cominciati, nemmeno con Obama che ne ha fatto il cavallo di battaglia della sua elezione) di nazionalizzazione dell’”health-care”.

Insomma: qualunque cosa raccontassi di questo film (come di “capitalism, a love story) sarebbe cosi insufficiente per rendere i messaggi di Moore, che non vale la pena neppure darsi pena a ricordare.
Vedetelo, se non l’avete già visto e rivedetelo se sì. E’ un film di cui, mi ci giocherei le orecchie, se lo facessero in Italia, alle 21 su un canale nazionale, cambierebbe l’opinione comune su questo sistema, cambierebbe, mi sento di dire, pure la meridiana elettorale.

Perchè la sopravvivenza precaria, non dico la “vita” (che lì bisogna diventare autoconsapevoli di essere “volontà di potenza”), con neppure garantito il diritto alla salute - o almeno all’eutanasia, se queste son le condizioni- non è umanamente accettabile.

Un luogo dove uno stipendio medio non ti da il diritto di curarti se ti arriva in testa la tegola, non puo’ esere giustificato nè tollerato in alcun modo. C’è una scena dove una malata d’Alzheimer viene lasciata davanti a un ospedale con la vestaglia e le ciabattine, abbandonata lì e ignorata dai sanitari.

Non possiamo permettere al futuro di soltanto rischiare di diventare così ed accettare di mettere al mondo e/o crescere dei figli.
Ad un certo punto Michael (che incontra anche qualche antiamericano, nella sua inchiesta) dice del suo paese, verso il quale nutre, lo si legge, un amore smodato “Ero convinto che fossimo un paese di brave persone, che ci si aiutasse tra vicini, che si fosse affezionati alla propria comunità. Come ci siam ridotti (dice durante la scena riprese dalle telecamere dell’ospedale, della vecchietta abbandonata) per aver permesso di diventare così?

Parte della risposta la trova in un gruppo di immigrati USA a Parigi: ” in America è la gente a temere il potere, mentre in Francia sono i potenti che temono le ribellioni della gente”. Evidentemente “l’immane potenza del negativo” dei “decolli” della rivoluzione francese un qualche lato positivo ce l’ha, come avrebbe detto Hegel.

Insomma: a me quel film mi ha incusso (si dice?) una paura enorme per il futuro soprattutto delle mie figlie. Se avessi saputo o capito che l’andazzo era questo, magari le mettevo al mondo uguale, ma ci avrei pensato 3999999999999999999999999999999999 mila volte, perchè come dice il popolo quando le cose vanno male “basta la salute”, se non c’è manco quella e non sappiamo conservarcela se l’abbiamo, personalmente, da occidentale quale sono, rivendico il problema di quale sia il significato di “vivere” in senso lato.

ps: La Middle Class non era, come da noi, quella piccolo-borghese. In USA pure gli operai erano Middle Class negli anni ‘50 e ‘60: vivevano spesso in villette a schiera, si permettevano scuole private per i figli e il coniuge non lavorava.



12 Responses to “Il Leviathan è il capitalismo”

  1. lanzo scrive:

    La Middle Class non era, come da noi, quella piccolo-borghese. In USA pure gli operai erano Middle Class negli anni ‘50 e ‘60: vivevano spesso in villette a schiera, si permettevano scuole private per i figli e il coniuge non lavorava.

    Assolutamente vero ! Ho vissuto negli USA parecchi anni fa ed era cosi’ - poi e’ arrivata - piano, piano, la “globalizzazione” = lavori esportati all’estero e rubati agli americani, lavoratori importati illegalmente che fanno (ad una frazione del salario, i lavori che “gli americani non vogliono fare” suona familiare ? Ma gli americani (paganti tasse) odiano l’idea di dover supportare l’assistenza sanitaria per emigrati illegali che non pagano tasse e che figliano come conigli (e percepiscono gli assegni per i figli che - essendo nati in Ammerika - sono automaticamente cittadini americani e che un domani saranno la futura carne da cannone per le guerre infinite, o gente che non lavora perche’ ciuccia la tetta della social security (un “assistito” morto di fame americano, tra sussidi e buoni cibo (food stamps) + alloggiati in case popolari , ma anche normali case prese in affitto dai comuni da ignari proprietari che poi si trovano la loro casa che vale 1/4 del prezzo di mercato, questi poveri hanno un reddito superiore a un impiegato statale italiano, e questo in un paese dove TUTTO costa meno che in Italia, compresi i prodotti italiani) le riconosci subito queste casette “assistite” originariamente con il bel pratricello ben tenuto(front yard) appena affittate dalla public housing: Prato ricorperto di mondezza varia, bottiglie, lattine, divani sfondati, et cetera - crimine in aumento - e via dicendo, per cui l’americano poveraccio, che arranca, (quello invece che ha veramente i soldi, se ne frega, paga poche tasse, perche’ c’e’ il trickle down effect, come diceva Reagan, vive in zone super controllate, le assicurazioni - sanitarie e non puo’ pagarsele, anche se non gli sf,iora la mente che viene derubato dalle compagnie di assicurazione foraggiano i parlamentari di entrambi le fazioni) Dicevo, l’americano che ha ancora un lavoro poco pagato ( la “middle class e’ ormai distrutta) , lo potremmo equiparare al leghista, la mentalita’ e’ : “cut the nose to spit the face” che in italiano e’ simile ma piu’ volgare. Comunque e’ una realta’ complessa. Columbine non mi e’ piaciuto per niente (mi e’ piaciuto invece il primo film sulla distruzione economica/sociale di Detroit) Columbine
    e’ fazioso e fuorviante. Ad esempio: La cazzata che in Canada la gente lascia la porta di casa aperta ! Non si dice che i casi di violazione di domicilio per rapina negli USA sono circa 1/6 di quelli che avvengono in Gran Bretagna dove la detenzione delle armi e’ estremamente ristretta e dove se spari a uno che ti ha spaccato la porta e ti entra in casa, passi i guai - come in Italy - ,,,Se la ragazza di Garlasco avesse avuto a portata di mano un bel revolver, forse sarebbe ancora viva e il bellimbusto assolto - morto o all’ospedale. Se a Columbine ci fosse stato personale (insegnanti o bidelli) con un arma a disposizione - dubito che ci sarebbe stato il massacro… Ti potrei mandare tonnellate di articoli (fattuali - non elucubrazioni) che elencano migliaia di casi di persone che grazie al possesso dell’arma hanno salvato la ghirba, se mi dai una casella postale fotocopio e te li mando (non so formattare).

    Nei miei anni negli USA - mi sono sempre sentito estremamente sicuro DENTRO CASA, perche’ il delinquente non entra, quando sa che si becca una revolverata addosso, questo in contrasto con i tanti casi di persone in Italia, che - di notte - mezze assonnate - si rendono conto che c’e’ gente in casa”… E SONO COSTRETTE, cagandosi addosso dalla paura, a far finta di dormire e farsi derubare, sperando di non venire massacrate di botte. Per esempio negli USA (lasciamo perdere NY che NON e’ gli USA) non ho mai visto case con porte corazzate, sbarre alle finestre che invece sono comuni da noi. A quei tempi la citta’ al n. 1 per omicidi era Washington D.C. dove guarda caso - il possesso di armi e’ vietato, il che conferma la tesi per cui con il gun control, solo i delinquenti hanno le armi )Suona familiare anche questo ? I camo rristi che si sparano, hanno il porto d’armi ?) Perdonami per la lunghezza.

  2. Eli scrive:

    Cloro

    di “Bowling a Columbine” mi è rimasta impressa l’espressione arrogante e strafottente di Charlton Heston, ex-bello ed ex-divo, ridotto ad essere un vecchio malefico, presidente dell’associazione degli amanti delle armi, e perciò reticente e scostante quando sottoposto alle domande di Moore. Molti invecchiano male, accumulando rancori e cattiveria, e si vede nell’espressione dei suoi occhi, un tempo belli.
    Ora è partito anche lui per i Pascoli del Cielo, e speriamo che non possa più sparare.
    La violenza chiama solo altra violenza, e se i giovani negli Stati Uniti sono così violenti, è perchè vivono in una società violenta, che il Sistema tiene costantemente nella paura e sotto assedio: senza la paura, senza un nemico esterno, il Sistema crollerebbe. Ed è per questo che si passa dall’avere come nemico il comunismo, poi Saddam Hussein, poi Osama Ben Laden, l’ispanico della porta accanto, il mussulmano, etc.etc.etc.
    E’ storia arcinota.

    Di “Sicko” invece ricordo come un momento esilarante quando Michael, alla guida di una barchetta e di un drappello di ammalati americani poveri, tenta lo sbarco a Guantanamo, per avere le stesse cure cui hanno diritto i carcerati: miliardi spesi per tenere imprigionati lì uomini accusati di nulla, senza diritti, senza avvocati, senza processo, e poi non ci sarebbero soldi per curare cittadini americani.
    Davvero un pazzo felice. Da noi c’era Luttazzi, ma lo hanno silenziato.
    Tu affermi che se mandassero i film di Moore in TV, la sera, cambierebbe la mentalità dei connazionali decerebrati: é proprio per questo che NON lo fanno.
    Salutoni bella! :-D

    • Cloro scrive:

      x Eli: ciao bella tipa!
      Sì anche la scena di guantanamo (il gruppo però non ci arriva e viene dirottato a Cuba :-) è notevole. Non lo fanno, hai ragione. Ma sai sono ottimista, spero che Soros, che è uno dei complottari che hanno i quattrini su questo pianeta, è illuminista, magari se è vero che presiede (come dice Uriel) la rivoluzione viola in Italia, potrebbe pure venirgli in mente che sì.
      Sulle armi: io sono nietzscheana, da vecchia anarchica, un’arma da fuoco in casa se si potesse, me la terrei, mi spiace ;-) ma concordo con Lanzo

  3. Anonimo scrive:

    esiste nel mondo un ampio fronte di ribellione all’american way, bata pensare al sudamerica, al medioriente, alla russia. aspettarsi la salvezza dagli u.s.a., fossero anche quelli buoni e progressisti rappresentati da obama , moore e soros mi sembra gravamente illusorio.
    sono un paese in declino, bisogna abbandonarli al loro destino. una classe dirigente illuminata, se esistesse nel nostro paese, dovrebbe stringere alleanze con i paesi prima citati e uscire dall’orbita metifica degli stati uniti. mi sembra l’unica soluzione possibile e ragionevole…

  4. Alfonso scrive:

    sono io l’anonimo…

  5. Eli scrive:

    Cloro

    guarda come il Grande Michael Moore gliele manda a dire alla
    mammoletta armata Obama, nella sua lettera aperta:

    http://www.michaelmoore.com/

    • Oxyuranus scrive:

      Tra 20 giorni, quando sarò sicuro di aver tradotto alla meno peggio usufruendo del mio inglese, claudicante su entrambe le gambe, ti saprò rispondere. ;-)

      • Cloro scrive:

        io ne ho traodtto i primi due periodi, ma è lungo diocristo, ma nn difficile. Se ci mettiamo in tre o 4 , un paio di paragrafi a zucca si traduce, poi pubblichiamo su cloro che secondo me è importante

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