
Premetto che da un po’, normalmente cancello i commenti offensivi nei confronti di chicchessia, alcuni li modifico e trasformo gli insulti in complimenti, cosi faccio passare al troll la voglia di recarsi qui a vomitare che di cessi è piena la rete.
Vorrei parlare ancora una volta di Miguel Martinez, perchè, lo ammetto, periodicamente sono ossessionata dal suo modo di affrontare la vita internettiana, mi soprende, mi lascia sempre basita.
Un po’ di tempo fa vi fu una micro-storia che coinvolse un personaggio noto nell’ambiente musulmano italiano che “si sposò″ islamicamente con una donna italiana, di professione insegnante, ottima e seria blogger di sinistra, antisionista convinta e proletaria (ovviamente, per il lavoro che fa)
Questa storia, che finì con un divorzio ebbe eco mediatica nazionale perchè il dott. Magdi Allam, allora vicedirettore del corsera, ebbe per le mani una lettera di questa signora a quello che sarebbe stato poi il suo ex marito islamico e la pubblicò in prima pagina sul Corriere della Sera (mica pizza e fichi).
Ancora non si è capito (si fa per dire
chi ha passato tale lettera privata al Magdi nazionale, neocon ed antislamico da sempre: quello che si sa è che non è stata la signora professoressa, perchè l’ha stabilito il garante della privacy, ma qualcuno degli “amici” che la signora disgraziatamente frequentava all’epoca. Tra i quali risulta esserci Miguel Martinez .
Ora: sono passati 4 anni, ma il sig. Martinez conserva sul suo blog la bellezza di quasi 900 commenti (600 solo qui), dove sulla signora protagonista di questa vicenda si continuano tuttora a leggere periodi che si riferiscono a una sua presunta “attività sessuale eccessiva…anche a pagamento” e siccome della signora si conoscono nome e cognome (grazie a Magdi Allam a cui è stato soffiato dalla stessa persona che gli ha dato la lettera rubata), penso che sia normale trovarceli su blog di cui, per via della sacrosanta libertà di espressione, diamo per scontato che chi scrive sia soggetto in preda a psicopatologia e narcisismo paranoico che si legge come una filigrana costante e implacabile in ogni contenuto.
Quello che è demenziale è trovarceli sul blog di un tizio che viene linkato come “autorevole” su disquisizioni contro il capitalismo, sulle ingiustizie globali, contro il sionismo, contro le peggio merdate del mondo che in effetti sono oggettive e sotto gli occhi di tutti.
Cioè: ci aspetteremmo che un “uomo di giustizia”, quale il Martinez vuole apparire in tutti i suoi post, che si dipinge come capace di “esercitare l’intelletto” e di sbraitare ragionevolmente contro i mali della nostra epoca, togliesse le decine di commenti sessisti e gravemente diffamatori e offensivi (lo sfondo sessuale dilaga tra le parole, mettendo a repentaglio l’incolumità di una donna al pari di uno stupro virtuale) che tuttora compaiono sul suo blog a carico di una donna sola, indifesa, che fa anche un lavoro incompatibile con le stronzate che su di lei sono state e compaiono tuttora scritte (mettendo a rischio, mi ripeto, l’incolumità personale di questa signora) . Ci aspetteremmo che lo facesse e non perchè tema ripercussioni di tipo legale ma semplicemente perchè con questa violazione del diritto all’oblio di una donna, messa in mezzo sul suo blog come “prostituta” e non anonima, Miguel Martinez si pone simbolicamente come un violentatore fascista e si rimangia costantemente tutto quello che scrive, gettando se stesso in una contraddizione antiumana che rende non credibile qualunque altro significato professi.
il solito spinoso problema della “privacy” e del “diritto all’oblio” in Rete.
personalmente la vedo così:
1. SE non volete essere “sputtanati” (darò la definizione di spu7ttanamento) in alcun modo esiste una e una sola forma efficace di difesa: non scrivete neppure una riga sul web. Solo questo sistema è a prova di bomba gli altri sostanzialmente NON funzionano. È come per la crittografia: il segreto più protetto è quello che sta nella testa eche non è stato mai scritto né crittato.
2. Non esiste il diritto all’oblio nel Web: una volta che si è telematicamente “aperta la bocca” bisogna considerare le parole scritte come andate, alla mercé di tutti.
3. E per tutti intendo anche gli “sputtanatori” di professione, apertamente in malafede. Voglio dire: a tutti capita di dire qualche cazzata. Se l’interlocutore è onesto valuterà l’insieme delle cose che dite con onestà e buon senso e si comporterà di conseguenza, ossia darà di voi e del vostro pensiero un’immagine corretta e abbastanza fedele. Ma se avete di fronte un manipolatore non potete che aspettarvi citazioni avulse dal contesto, volutamente diffamatorie e volte ovviamente a gettare discredito su tutta la vostra credibilità e professionalità, come se una singola opinione, o persino una cazzata isolata invalidino la solidità di tutte le argomentazioni di una vita. E questo è ovviamente intellettualmente e razionalmente disonesto. Come è disonesta l’attitudine a vole marchiare a vita certi soggetti per alcune opinioni espresse in passato, come se l’essere umano fosse incapace di cambiare idea. Il punto è che avendo a che fare in politica e comunicazione con dei voltagabbana di professione, ossia gente che cambia idea e bandiera una volta al mese per pura convenienza, la coerenza assoluta - quasi impossibile - è usata come arma per scoragiare ogni critica.
Ovviamente c’è un prezzo da pagare per essere onesti e coerenti, piccolo o grande, io stesso ho dovuto rifiutare, nel mio ambito locale, un incarico di piccolissimo prestigio. Per mantenermi coerente con le mie idee.
Ovviamente anche per quello che si scrive c’è da pagare il prezzo di lasciar andare le proprie parole in mano a saccenti, idioti, manipolatori e bugiardi. Ma esse sono come i figli, una volta fatti, li consegnamo al mondo sperando che abbiano buona sorte.
Come è giusto che sia.
Nel dettaglio non è deplorevole tanto quello che uno fa - per es. da adulto, il sesso a pagamento - ma mi fa senso l’uso strumentale e politico del personale.
Come se le posizioni personali e le scelte intime fossero automaticamente specchio della qualità del proprio lavoro. Cosa non automaticamente vera.
Quello che infatti io ho sempre contestato ai potenti non è lòa loro vita dissoluta in sé, ma l’ipocrisia con cui si fanno alfieri della moralità, con cui vietano al popolo comportamenti immorali, sanzionandoli, come l’andare a puttane, e poi si comportino esattamente all’opposto.
Ciao CloroAcido.
Ti invito personalmente sul mio blogghino ino ino ino:
http://sandronullo.qblog.it/
Solidarietà a Silvio.
Cloro, dai troppo peso ad una nullità quale il suddetto tipino fino che tu menzioni ed io no perchè non ne vale la pena, noto commentatore dei suoi post oltre che cacchetta webbica alla sambuca. E con sambuca intendo l’orfana dell’intellighenzia che sta qui a postare nel belpaese minchiate, che se ne facesse metà nel suo sarebbe ingabbiata come merita. Tempo perso, con i cretini non si può vincere, hanno sempre un commento da fare e scommetto un penny di Mogadiscio che uno dei due cerebro-autopremiati avrà da dir qualcosa. Se il web ha un buco del… sappiamo dove trovarlo. Saluti.
L’importante è che se ne parli. I contenuti si possono svuotare. Anche a canna. Tutto il resto è noia.
Questa de “l’importante che se ne parli” è una cosa che mi prende sempre più. Ma anche “i contenuti si possono svuotare” che tanto è lo stesso, non importa , si può dire tutto senza paura, senza il rischio di sbagliare perchè male che va, se nessuno ti caga, rimani quello che eri.
Se invece la cosa funziona, anche se sei un idiota e lo dimostri con forza o lo urli al telefono, in casa , su un blog, su un giornale o “alla tele” ma qualcuno ne parla, allora va bene, funziona.
Cioè sei un coglione, tutti lo sanno e se lo raccontano felici, ma comunque funziona; sei un coglione con l’amplificazione.
Perché funziona, qualcosa funziona, basta che ci sia il volume, un po’ come in disco, alzi i bassi , tiri i decibel e funziona.
E il resto è noia, senza Martinez e i party, arriva la noia.
Ma siamo sicuri di essere dello stesso pianeta?
@Bob
il pianeta ci tocca, ma siamo liberi di posizionarci utilizzando chi il cranio chi le terga. C’è una forte propensione alla seconda (anche come esponente) che di fatto indebolisce la prima. A furia di mentire la menzogna viene assimilata come verità. Che poi ci siano attori “alla comanda” che teatreggiano una loro posizione nel mentre hanno in uso a terzi le terga è noto e di esempi ne abbiamo così in politica ( e quindi poi nei media) che agli effetti ci hanno consegnato nelle mani della Democrazia e ne siamo ostaggi. Abbiamo in sostanza una libertà a pedali, per sopravvivere dobbiamo pedalare e pedalando alimentiamo quella dinamo che fornisce energia alla peggiore Democrazia conosciuta dall’uomo, infatti la si esporta con aerei in assetto da guerra, e la si sgancia da 8000 piedi.
Quello che scrivi non fa una piega.
E’ solo che non sapendo nemmeno chi sia questo Martinez, il fatto che già mi stia sul culo non è una bella notizia; vuol dire che anch’io sono preda dell’incazzatura preventiva anche se sono convinto di essere nel giusto, mentre vivo una sorta di guerra civile tiepida in maniera molto democratica.
Magdi Allam dichiarò che la email gli era arrivata da uno di loro, rifiutandosi di farne il nome.( http://www.ilcircolo.net/lia/001224.php )
E non è che io non sappia chi aveva il mezzo e i motivi per fare arrivare quella email ad Allam.
Il punto è questo: la prima cosa che mi disse l’avvocato, quando andai a denunciare Allam, fu che era ALLAM STESSO a dovere confessare come l’aveva avuta, la mail, ché altrimenti sarebbe stato chiamato a rispondere del fatto di essersene impossessato illecitamente. Infatti, è uno dei reati per cui lui e Paolo Mieli sono stati rinviati a giudizio.
Sono d’accordo con l’avvocato: il processo ad Allam è in corso, e tocca a lui dire come ha messo le mani nella mia roba. Di sicuro, non mi metto a togliergli le castagne dal fuoco denunciando colpevoli al posto suo.
Se, poi, a processo finito, verrà fuori il nome dei complici di Allam, ben venga. Ma il mio obiettivo è che venga punito lui. Per gentaglia come Martinez c’è sempre tempo, ed io ho una pazienza infinita.
Martinez e compagnia, intanto, hanno fatto di tutto per vanificare il processo e confondere le acque: buona parte dei 600 commenti che sono sul suo blog li ha scritti lui stesso, come sai, firmandosi come Ahmed il Cammellaro e dio sa che altro.
E sono commenti in cui si vomitano insulti e teorie maschiliste al solo scopo di “fare ammuina”, di creare confusione per distogliere l’attenzione dalla questione vera, dal realto commesso da Allam.
Se li rileggi, vedi che non dicono nulla: che io scopo troppo, o troppo poco, o che a 44 anni ero troppo vecchia per stare con uno di 54, e cazzate del genere.
La verità è che Martinez mise le mani su quella email offrendosi lui stesso (e con mio stupore) come intermediario tra me e il mio ex. Che, poi, lo stesso Martinez si rifece avanti, a scandalo scoppiato, scrivendo che lui sapeva come erano andate le cose e insinuando che quell’email l’avessi mandata io ad Allam. Che, intanto, scriveva a me dicendo che lui sapeva IN ANTICIPO che quella email sarebbe stata pubblicata sul Corriere e che non aveva avvisato né me né il mio ex. E così via.
Mi chiedevo, all’epoca, cosa ci avesse guadagnato, con il suo intervento in quella vicenda. Poi mi resi conto che lo aveva fatto perché la IADL voleva trarre visibilità da quello scandalo, e la IADL era composta da lui e dalla Valent, una scatola vuota che serviva per ottenere donazioni e fondi.
Mettici anche che era ricattabile e ricattato, Martinez, e questo lo obbligò a venire allo scoperto invece che manovrare schifezze nelle retrovie come è solito fare.
Si espose per evitare di fare arrabbiare la sua complice.
Ed è che è un debole, uno che non si è mai elevato al di sopra delle sue trame di bassa lega, per quanto ci provi da anni.
Il processo al Corriere finirà, prima o poi.
Io, come dicevo, non ho fretta.
Questa è una storia di “serio giornalismo”.
Questo Magdi, passerebbe sul corpo di qualsiasi persona, pur d’inventarsi uno scoop. Si arroga il diritto di vomitare calunnie su Lia, costruite su una e-mail rubata, della quale non è meno certa l’originalità (l’ e-mail che possiede può essere anche stata manipolata).
La voglia di Magdi di colpire il mondo Islamico, abbracciando le peggiori correnti Cristiane più oltranziste, e supportato dal peggior movimento Sionista (non sarebbe mai approdato al Corriere), ne fanno un personaggio del tutto inaffidabile, non credibile e sicuramente anche divertente.
Un suo simile è Feltri. Starebbero bene insieme. Chi sa che tra i due non si accenda una scintilla omosessuale?
Tutta la mia solidarietà per Lia.
Buone feste a tt.
Complimenti per il tuo blog…perché non mi inserisci tra i tuoi amici e mi linki?? Te ne sarò grata
grazie!!!
comunque per me rimane una voce fuori dal coro…con le sue convinzioni…autorevole giudizio talvolta al nostro opposto…ma proveniente da una differente cultura per cui meritevole di essere ascoltato….