
Il fallimento della banca Lehmann segue quello - mancato,grazie al salvataggio del governo USA- di Freddie Mac e Fanny Mae e anticipa quello di AIG, che ha addirittura creato un precedente: è la prima volta, dal 1929, che una società totalmente privata viene soccorsa dal ministero del tesoro americano.
Ci troviamo di fronte ad una crisi maggiore di quella del 29 : una nave che sta affondando ed in cui si continuano ad aprire falle, con il capitano e l’equipaggio che cercano di topparle,sapendo che non si può e che non si potrà farlo per molto.
L’ultima falla è stata appunto quella di AIG, la più grande società di assicurazione USA, per il momento “toppata” ,perchè esiste concretamente il rischio di scatenare un effetto domino incontrollabile.
In sintesi: è meglio un esborso immediato di 85 miliardi di dollari che trovarsi tra poco con una ulteriore mazzata di 180 miliardi,che si sarebbero sommati ai circa 600 di scoperto della Lehmann,praticamente il PIL di una piccola nazione, la crisi ,per via della globalità dei mercati finanziari, rischia di essere disastrosa non solo in America, ma in tutto il mondo.
In questo periodo si sta verificando un marasma finanziario- contenuto solo per il momento- che rischia di coinvolgere anche il colosso Goldman Sachs, che lunedì 15/9/08 ha portato Bank of America ad acquistare Merrill Lynch &Co in una transazione da 50 miliardi di dollari
tutti in azioni, le quali avevano visto cadere il proprio valore a picco nei mercati finanziari.
Ma come è nata questa crisi? Questa crisi è figlia dell’11 settembre 2001 ma soprattutto del capitalismo portato oltre il limite.
Ricordiamo che già precedentemente a quella data, l’economia USA era in recessione,ricordiamola fine della bolla internet che fu un vero e proprio “bagno di sangue”.
Gli attentati diedero la mazzata finale ad un sistema già in crisi e fortemente debilitato.
L’amministrazione americana si trovò cosi a dover forzare i consumi al fine di far riprendere l’economia.La Fed abbassò i tassi d’interesse e questo fu come lo start di una gara.
Le banche incominciarono a prestare denaro facilmente: dalle microspese fino
ai grandi investimenti come appunto l’acquisto della casa e l’economia dopata da questa iniezione di denaro ricominciò a girare,evitando così il collasso.
Ma si sa che l’appetito vien mangiando e visto che la crisi non era solo dovuta alle torri e a bin laden, ma come scritto prima era pregressa,il sistema finanziario incominciò a concedere prestiti a tutti, anche a clienti poco affidabili: i famigerati subprime.
Il cliente subprime sarebbe quello che non ha i prerequisiti sufficienti per ottenere un prestito corposo, perchè per esempio è un cattivo pagatore, oppure non ha un lavoro fisso.
Il cliente subprime però è molto allettante per una banca,infatti date le sue condizioni paga interessi più alti, paga commissioni maggiori e quindi offre maggiore lucro all’istituto di credito.
Già, ma questo cosa c’entra con la crisi? C’entra eccome.
Le banche sono come negozi. Comprano e vendono denaro.

All’inzio dicevo i prestiti venivano elargiti a clienti affidabili, ma poi le banche si sono
sbracate, concedendoli a tutti e siccome non stampano quattrini, si sono dovute
rivolgere ai “fornitori”.Le banche con gli sportelli si sono dovute rivolgere alla banche
d’investimento per richiedere capitali, le quali ,attraverso i loro investitori ,hanno procacciato la grana e finanziato queste operazioni.
Alla Lehman Brother , tanto per essere chiari, John Smith non chiede il
finanziamento della casa. E’ la sua banca che ci compra soldi, che dà a John per comprarsi la casa.
Per fare questo, la banca x presenta il suo piano, i ricavi possibili da spartirsi con la
banca d’investimento che, se accetta, chiede soldi a sua volta, prendendo i quattrini dai cosidetti investitori istituzionali che sono Banche straniere o americane, o magari grandi investitori (il multimiliardario di turno).

A questa situazione speculativa a danno dei clienti, si è aggiunta la speculazione
immobiliare.Chi prima aveva comprato una casa per 100 (poniamo), in poco tempo ha visto il valore
della stessa raddoppiarsi, triplicarsi, quintuplicarsi e questa bolla del mercato immobiliare ha innescato un’altra bomba, inducendo i proprietari di case a farsi prestare ancora più soldi sulla scorta dell’aumentato valore dell’immobile dato come garanzia.
Quindi chi si era fatto prestare 100, a fronte del valore della casa acquistata, dopo poco tempo chiedeva ancora 100, poi 200 al suo istituto di credito, poichè il valore della casa stessa aumentava , garantendo la copertura del prestito.
Naturalmente i clienti subprime, quelli che pagavano più interessi e più commissioni degli altri non sono stati esenti da questa prassi e via! anche loro a chiedere quattrini, naturalmente accontentati dalle banche che subodoravano lucro.
Fino a che, chiaramente, con la fine delle bolla speculativa immobiliare (ad un certo punto la domanda di case non sale piu’) ,con i clienti subprime che non potevano pagare, sono iniziati i primi veri problemi, quindi tra i cittadini, moltissimi hanno dichiarato fallimento (in America anche la persona fisica puo dichiarare fallimento e non pagare piu’ i debiti). Le banche a quel punto non hanno rivisto i capitali prestati e neppure gli interessi, ma in compenso si sono trovati con una marea di case, vuote, il cui valore, con il repentino calo della domanda, andava sempre piu’ in picchiata. E per realizzare liquidità le hanno vendute sottocosto.

Chi ci ha guadagnato? Non certo i cittadini, che è vero che non hanno pagato i debiti ma
spesso si son persi pure la casa o le piccole o medie banche di sportello che sono rimaste con il cerino in mano, ma gli immobiliaristi: quelli che hanno speculato, vendendo prima le case ad alto presso e ricomprando oggi a prezzi irrisori.
Un esempio è la società come Cushman & Wakefield, oggi posseduta dal gruppo IFIL (FIAT), che si trova a possedere, negli USA, decine di migliaia di immobili. Essa è subentrata nel 2006 al Rockefeller Group International e tra gli azionisti ha Fiat, Sequana Capital, Sanpaolo Imi, Banca Leonardo, Alpitour, Turismo & Immobiliare e Juventus e vanta grazie a questo scenario, un patrimonio
immobiliare immenso (si parla di 125000 appartamenti solo negli USA) destinato alla crescita.
(per inciso parliamo della stessa Fiat che lo stato italiano finanzia per non mandare in cassa
integrazione i nostri operai).
Già ma come uscirne? o meglio, ne usciremo da questa crisi? Non so, sinceramente non credo che il governo USA possa continuare a pompare denaro nelle grandi istituzioni finanziarie e poichè le stesse sono collegate a livello internazionale tra di loro, ritengo che presto questa crisi possa approdare, sbarcare pure da noi:non è segreto che Unicredit, per voce di Profumo, ha dichiarato in un delirante comunicato che: “L’esposizione di Unicredit nei confronti di Lehman Bros e’ molto limitata” Mentre invece altre notizie dicono che essa sia molto ma molto coinvolta.
E se lo è unicredit, lo sono anche altri istituti di credito: le informazioni sia in
termini di valori, che di player italiani coinvolti non vengono fornite,
per evitare appunto paure, corse allo sportello per ritirare liquidi, anche
perchè le banche non hanno i nostri soldi in cassa: sono tutti investiti (li
fanno rendere e a noi correntisti girano lo 0,5) e sapendo che l’organo di controllo nazionale cioè la Banca d’Italia è privatizzata
ed ha l’azionariato così composto:
*Partecipante*
*Quote*
*Voti*
Intesa Sanpaolo S.p.A.
30,3%
50
UniCredito Italiano S.p.A.
15,7%
50
Banco di Sicilia S.p.A.
6,3%
42
Assicurazioni Generali
S.p.A.
6,3%
42
Cassa di Risparmio in Bologna
S.p.A.
6,2%
41
INPS
5,0%
34
Banca Carige S.p.A.
4,0%
27
Banca Nazionale del Lavoro
S.p.A.
2,8%
21
Banca Monte dei Paschi di Siena
S.p.A.
2,5%
19
Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli
S.p.A.
2,1%
16
Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza
S.p.A.
2,0%
16
… viene da domandarsi chi controlla il controllore?
quel controllore che gestisce la centrale rischi.
La beffa è che il direttore della vostra banca sa, grazie alla centrale, di quanto voi o io sono esposta con fidi, mutui o altro ma non sa quanto è fuori la sua banca, se è o meno solvibile.
Diciamo che la crisi che si sta abbantendo in tutto il globo è una replica in grande scala di quello che accadde a Parmalat o Cirio, o i Tango Bond, ancora una volta se il quadro clinico continuerà a peggiorare saranno i risparmiatori a pagare le speculazioni delle banche , non a caso noi piccoli
risparmiatori siamo chiamati parco buoi, pronti ad essere macellati sull’altare del profitto.
Questa è in sintesi la spiegazione delle numerose pagine di giornale che con parole spesso poco comprensibili ci informano che il capitalismo sta vivendo uno dei piu’ spaventosi cataclismi degli ultimi 100 anni.
ps: questo post è stato reso possibile dall’apporto di un amico che vuole restare anonimo e che ringrazio.

Guareski,
la fissa della proprietà privata ce l’aveva Proudhon, mica Marx. Marx parlava della proprietà dei *MEZZI DI PRODUZIONE*, e solo di quelli. Prova a riformulare il tuo bel pensum con questa correzione in mente…
Quando dico ‘attento alle semplificazioni’, questo warning si estende anche alle bestialità. Con te si fa presto, con stomaco non si finisce più
Ciao.
leggo con interesse, dai incazzatevi…:-)
Guarda KK, mi sei in fin dei conti simpatico (poi io mi affeziono…) ma questo non vuol dire che che la prima vaccata che ti passa per la testa e ti suona bene me la dici. Forse non hai capito: io parlo come mangio e non è detto che sia di gusti raffinati. Vuoi dirmi cosa me ne dovrebbe fottere di Proudhon? Il concetto la proprietà “privata è un furto” è conosciuto al mondo, alla gente: non so se capisci questa parola “gente”, “popolo”, come concetto marxista e ti sfido a dimostrare il contrario. Era invece di Proudhon? Cazzi suoi che non l’ha tenuto stretto. Se volevi fare un convegno potevi dirlo prima; io più che all’individuazione delle bestialità sono per la salvaguardia delle singole umanità. Specialmente della mia. Poi, se vuoi, dopo che ti ho tirato il culo la faccina te la metto anch’io:
Breva: basta chiedere
Cloro, di kukaki non parlo perché sono un bravo ragazzo
(dai che hai capito cosa intendevo dire… quando mi dici: la casa no, il lavoro no, è evidente che questo si porta dietro tutto o dal lavoro può restare per esempio fuori qualcosa?)
Correggo l’ultima: “…quando uno ti dice…”
Non so voi, che sicuramente l’avrete letto e capito, ma a me il tentativo di lettura de “Il Capitale” ha creato solo dei gran mal di testa.
Mentre invece ho trovato più agevole la lettura de “Il Manifesto del partito comunista” dove il tema della proprietà privata (che mi sembra di primo piano in questi ultimi post) e di cosa ne pensasse Marx a riguardo, viene semplicemente e con precisione descritto.
“Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata.
Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi.
Voi ci accusate dunque di voler abolire una proprietà che verte necessariamente sulla mancanza di proprietà della stragrande maggioranza della popolazione.
In una parola, voi ci accusate di voler abolire la vostra proprietà.
È proprio quello che vogliamo.”
Guareski, anche tu mi sei simpatico, ma non è che perché non conosci Marx e tuttavia ne parli a vanvera io ti debba dar ragione. Ti dico e ripeto che il marxismo sostiene l’abolizione della proprietà privata *dei mezzi di produzione* e non della proprietà in sé e per sé; la proprietà privata in sé e per sé, per i marxisti, è del tutto irrilevante (e en passant, visto anche che non siamo a un convegno: la proprietà privata dei beni c.d. “personali” esisteva anche in URSS - anch’io, come vedi, parlo come magno). Anche “gente” e “popolo”, btw, NON sono concetti “marxisti”, ma questo è un discorso parecchio più complicato.
In altre parole, e senza faccine: uno che scrive “la parola magica (una delle…) è proprio “abolizione della proprietà privata”. E’ lì che sta il progetto di abolizione dell’io; perché “tu non puoi avere”: una fede, una casa, un figlio, un destino, un desiderio… ” è semplicemente uno che non conosce né Marx né il marxismo. Se poi per te è irrilevante attribuire al marxismo affermazioni che sono dei suoi AVVERSARI, che vuoi che ti dica? Continua così e fatti del male… perché certo non è così che ne capirai mai una ceppa.
Allora, KK, io dico e ripeto: primo, che non me può fregar di meno del pensiero puro e originario così come è stato a concepito, perché se in quel pensiero c’erano tutti i presupposti della sua successiva evoluzione negativa, e questi non sono adducibili a sole errate interpretazioni, la colpa se la incarta comunque il produttore del pensiero primo; secondo, che se anche Marx avesse voluto abolire la proprietà privata dei soli mezzi di produzione - cosa di cui non son certo, ma se lo dici tu… - questo basta e avanza, come ho detto a Cloro, perché quando tu a una persona gli togli la possibilità di intraprendere, di fare e ideare e realizzare, di produrre anche solo la passata di pomodoro o il mosto d’uva settembrino, gli hai tolto la prima e più importante occasione di interazione col reale quotidiano e sei quindi andato a impattare su tutta la sua vita: moglie, casa, figli; non parliamo poi dei controlli sulla produttività personale e sul merito che ne può derivare; terzo: gente e popolo non sono in effetti concetti marxisti e infatti io non ho mai inteso attribuirglieli. Quarto e ultimo: cita e soprattutto leggi per intero; però se mi dici che prima di lui ci sono stati altri che hanno avuto questa ideona del divieto della proprietà privata, allora ritiro tutto. Io a dire “ho sbagliato” e a cambiare idea non ho problema. Mi pare che a Praga e dintorni facessero più fatica invece.
Guareski,
ultima perché non ha senso discutere con chi non vuole ascoltare: io dico che NON si può affermare in tutta tranquillità che “in quel pensiero c’erano tutti i presupposti della sua successiva evoluzione negativa” se non si conosce innanzitutto quel pensiero, e se anzi si dichiara alto e forte, con una specie sgradevolissima di delirio da sancta ignorantia, che “non me può fregar di meno del pensiero puro e originario così come è stato a concepito”. A me pare logica elementare (in sostanza infatti stai dicendo: non so cosa dicesse Marx e neppure me ne frega nulla di saperlo, però tutto quel che è successo in URSS deriva da quel che diceva Marx): se a te non pare, pazienza (cosa vuoi che me ne freghi? Mica il medico mi ha ordinato di convincerti, no). Aggiungi che, non conoscendo quel pensiero, e attribuendo a quel pensiero tutta una serie di cose che non c’entrano nulla, si può arrivare ad affermare qualunque cosa. Mi ero limitato a dirti che le cose sono parecchio più complicate di quanto non ti sembrasse; te lo ripeto nuovamente; dopodiché, se ti diverti a continuare a parlare di cose che non sai, in stile Bar Sport, fai pure: è pur sempre un hobby migliore di tanti altri.
Saluti e buona continuazione.
rakazzi.
Nien fare arrappiare der professor. Lui prente voi a pakkettate sopra mano.
Pimpi kattivi. Nien kapite ein kazzen. Raus.
KK, è inutile che mi riporti i virgolettati miei: li ho scritti io, li conosco. Adesso però credo di aver capito: tu forse non ce la fai a fare un minimo sforzo di comprensione del linguaggio altrui. Non capisco, in tutta sincerità, perché: sono frasi semplici. Leggertele con attenzione, e per intero che è sempre una buona premessa per capire concetti elementari, non dovrebbe esserti poi così difficile. Non ce la fai? Va bene ma allora secondo me è una questione di volontà. Comunque, visto che quello che dici tu io lo considero invece con attenzione ti assicuro che da oggi approfondirò Marx come tu non puoi immaginare, magari è una buona idea anche per altro. Però, posto che sono convinto di avere ragione (e cioè che il concetto di proprietà privata di Marx contiene già in sé tutte le potenzialità di limitazione alla libertà umana in ogni campo che vedremo poi applicata nei paesi comunisti che ne hanno realizzato in toto o in parte il pensiero) io Marx lo posso approfondire con la lettura e lo studio; tu la pazienza di provare a comprendere una visione non voglio dire più ampia ma anche solo differente dalla tua ce l’hai? Se non ce l’hai fai male a non averla, perché in questo potresti scoprire non solo un hobby ma anche una piacevole ventata di novità che investe la tua vita.
Guareski,
me lo spieghi come ca*** fai ad essere “convinto di avere ragione”(scusa il virgolettato) circa il fatto “che il concetto di proprietà privata di Marx contiene già in sé tutte le potenzialità di limitazione alla libertà umana in ogni campo che vedremo poi applicata nei paesi comunisti” se questo cocnetto ancora, per tua stessa ammissione, lo devi “approfondire”? Cos’è, mi stai pigliando per il culo?
Ascolta, a me non me ne frega una mazza di “avere ragione”: mi piace però fare discussioni costruttive. Discettare amenamente di Marx e del suo influsso sulla storia del Novecento senza sapere esattamente cosa ha detto Marx, o cos’è stato il marxismo nelle sue numerosissime varianti, secondo me non è una cosa seria.
Se approfondisci Marx non potrà che farti bene.
Ciao.
Non so quanto possa essere utile interfacciare la realtà di oggi a pensieri più o meno illuminati di ieri, più interessante, per me, guardare avanti. Cosa pensare e cosa fare per cambiare, forti della ormai nota situazione raggiunta. A priori a me piacerebbe che venissero fissati degli obiettivi garanti circa il loro contenuto, ad esempio una ampia distribuzione degli utili, la possibilità di partecipazione a tanti in ragione di quanto possono dare, una partecipazione attiva nel dare e nel prendere garantendo rispetto per il lavoro, per il territorio, fondi di riserva da impiegare in fasi di emergenza, in sostanza un allargamento alla partecipazione volendo pure meritocratica, riducendo per un lasso di tempo gli utili personali affinchè il meccanismo prenda corpo e vada a regime, sarà poi questione di tempo stabilizzarlo e una volta fatto questo passo, con più partecipanti e quindi maggior forza lavoro “staccare” quello che di conseguenza dovrebbe venirne, ovvero un maggior utile complessivo.
No KK, sei tu che - ti - stai pigliando per il culo. Ciao
Guareskj
Un bel 2 da ‘Der Professor’ te lo meriti.
Ed ora torna al banco vai a studiarti tutto il capitale come si deve se no ti porti ‘Pippe mentali di un ricco borghese ebreo ateo’ a settembre. Passatemi l’ossimoro ebreo ateo. Lo dico perchè qui c’è gente che si attacca alla virgola.
Certe volte non capisco perchè si debbano scrivere centinaia di pagine (sono riuscito ad arrivare intorno alla 200 moltissimi anni fa poi mi sono arreso) per dire che il parco buoi è sempre quello che lo prende in quel posto. Che è poi per dirla breve la legge del più forte. Quello della giungla. Le nostre cugine scimmie non sono tanto lontane dopotutto. A per dirla alla guareskj: adamo ed eva sono stati dei genitori di merda.
Comanda ancora l’amigdala.
Ma la mia è solo l’umile opinione di una mente semplice.
Mi piacerebbe continuare ma per vostra fortuna a mio figlio serve il computer.
eh, “ebreo ateo” aprirebbe un altro bel discorso, notime, ma poi mi dite che non sono preparato… mi limito a dire che un ebreo per me, credente o no, è sempre e comunque un fratello maggiore perché con la sua sola presenza afferma ciò in cui credo. Adesso vado perché mi devo rileggere tutto Marx ed è tanta roba. Ciao.
Guareskj
Perciò ho precisato.
E poi non sia mai che poi venga anche tacciato di antisemitismo. Tanto ormai ci sono abituato ad essere frainteso.
Per me gli ebrei sono in tutto e per tutto simili agli altri.
Da difendere quando sono vittime. Da contrastare quando sono ‘cattivi’.
Per il resto ognuno per la sua strada e niente ‘rapporti’ di parentela come per te.
qua l’unico che è arrivato, ha detto una cosa buona e se ne è andato è hendrix: “Ma per il momento io sto sognando quella grande rivoluzione che nessuno dei miei vecchi dogma aveva previsto: voglio che la proprietà del denaro appartenga ai cittadini e ai loro stati e non ad organismi esterni ad essi. E’ ora di finirla con la finanza creativa e speculativa