Antisionisti sempre. Pecore MAI


Stefano Raspa, uno dei miei peggiori detrattori tra “gli anarchici” di quel gruppo fetente di pecore (nella migliore delle ipotesi) dopo aver scritto cose…ehm…appena un po’ discutibili sul sionismo (che cioè è un “problema storicamente superato”) linka un sito “anarchico” dove egli avrebbe esplicitato in modo definitivo la sua posizione “anarchica” sul sionismo. La data non c’è, ma lui scrive che sta roba è stata scritta nelle prime fasi di “piombo fuso”, a quota 800 morti.
Vediamolo insieme lo spessore ideale di questo colto uomo che fa le epurazioni nel gruppo del 22 maggio e che appella fascista, antisemita, razzista (senza provare niente di quello che dice, nonostante un blog come il mio gli metta a disposizione migliaia di pagine per poter estrapolare una pezza d’appoggio a quel che sostiene, se vi fosse) chi non la pensa come lui (nella fattispecie ME. Ma non solo)

Mentre scrivo questo pezzo le notizie sulla guerra a Gaza riportano oltre 800 morti e già migliaia di feriti; non è inutile ribadire che si tratta, nella grandissima maggioranza, di civili e fra questi di centinaia di bambini.

Gia’. Non è inutile ribadirlo. Andiamo avanti.

Una, delle molte foto che imperversano in rete, mi ha colpito. Non è, come le altre, la più truculenta, non è quella più ad effetto come direbbero in gergo giornalistico.

Che strana similitudine con quelli (filosionisti) che stigmatizzavano l’uso di foto di bambini morti durante l’attacco, come una strumentalizzazione truculenta. Ma no, lui, il Raspa, è un anima bella preferisce soffermarsi su un bambino impaurito. Condizione che caratterizza la quotidianità dei bambini di Gaza (e dei palestinesi in generale), ma lui però non lo dice e la prende come “simbolo” di “piombo fuso” nonostante in quel mese i bambini non si limitassero ad essere tristi e impauriti, ma venissero, letteralmente, fatti a pezzi.

La foto ritrae un bambino appoggiato con la schiena ad un muro, lo ritrae di fianco con le mani dietro e lo sguardo rivolto verso l’obiettivo.
Il volto tutto è intriso di paura, lo sguardo trasmette terrore, faccio fatica a guardarlo, mi sono bastati pochi attimi per capire l’immensità di questa ennesima strage.

Chissà se le foto dei bambini fatti a brandelli o con la pelle mangiata dalle DIME gli avrebbero provocato un simile afflato simpatetico.

Ed è forse il simbolo di un ragionamento che spesso vedo vacillare,

ragionamento QUALE? E di chi? 8-)

di una lucidità che ci è concessa come un lusso

ma di chi sta parlando? oltre che di se stesso (usa infatti la prima persona plurale)

e a cui molti decidono di rinunciare lasciando spazio alle più trite retoriche ideologiche o alle presunte partigianerie da ultima guerra dove in una sorta di battaglia a colpi di comunicati e volantini ci si arrogherebbe una qualche patente di combattenti in seconda a fianco di resistenti palestinesi.

AHHH adesso è chiaro di chi parla: dei militanti filopalestinesi! E guarda un po’, usa ora la terza PLURALE (loro) prendendone distanza immatinente

Non è una novità

cosa? che ammazzano i palestinesi? no, certo.

tuttavia noi dobbiamo fare buon uso di quello che è il nostro patrimonio di antimilitaristi, di anarchici;

vediamo le prospettive :-D

non possiamo sprecare l’opportunità che ci è concessa oggi di andare alla radice del problema, alla causa di questa guerra che insiste in medioriente da oltre mezzo secolo intervallando periodi di bassa ed altri di alta intensità.

Alla faccia dell’intervallo tra periodi di bassa e alta intensità. Basta dare un’occhiata alla cartina di quanta terra hanno rubato col sangue ai palestinesi per capire i laceranti intervalli….

E la causa di questo conflitto è la creazione di uno stato, lo stato di Israele.

Errato. La creazione dello stato di Israele non è la causa, ma la conseguenza del conio dell’ideologia sionista (Theodor Herzl) che è un condizionamento laico, razzista ed etnocratico. Ma lui no, imperterrito, contando sull’ignoranza media prosegue:

La creazione di uno stato e gli sponsor
Noi sappiamo che dietro alla creazione di uno stato c’è sempre una guerra, che la storia non lascia dubbi a proposito: ci debbono essere vinti e vincitori, padroni e sudditi, che siano subordinati ad un potere di elite politiche/industriale come nelle cosiddette democrazie mature o ad un regime parafascista non cambia la sostanza.

evabhe

Se alla radice c’è uno stato non è certo attraverso la creazione di un altro la possibile soluzione; a riprova di ciò basta constatare che è proprio sulla base di questo “programma” che da oltre sessant’anni non c’è pace in Palestina.

Tradotto dal suo italiano somaro: se lo stato di Israele fosse la causa di tutto (invece no, è il sionismo che ha provocato la persecuzione dei palestinesi ben prima della proclamazione dello stato di Israele. Leggere Pappe, please, o Barnard “perchè ci odiano) allora “certo non è la creazione di un altro stato” a risolvere il problema.
A parte che se avessero davvero voluto “un altro stato” palestinese ci sarebbe già, ma poi, cioè, durante la perpetrazione di un massacro tanto vile come Piombo Fuso, che senso ha problematizzare la “ipotetica fondazione di uno stato palestinese” per fare una merdosissima analisi politica su quello che potrebbe essere? Gli anarchici serii hanno reclamato, hanno gridato al mondo: “in primo luogo, fermate il genocidio”

In questo conflitto i veri attori sono gli sponsor, tutti trincerati dietro agli organi internazionali, dagli Stati Uniti in primis che vantano un rapporto diretto con gli interessi Israeliani e l’Europa che gioca di sponda e tenta goffamente da decenni di accontentare le proposte filoarabe puntualmente osteggiate o peggio inapplicate dalla minoranza mondiale più potente del globo.

L’Europa “tenta goffamente da decenni di accontentare le proposte filoarabe puntualmente osteggiate” ma di chi parla? degli arabi palestinesi o dei sauditi? Che informazione sta spacciando sto qui? Che l’Europa è goffamente “dalla parte dei palestinesi?

La “road map” disattesa da quasi tutti i principali protagonisti, Israele, ANP e le varie correnti avanguardiste in armi in Palestina, continua ad essere usata come strumento politico al quale unirsi “moralmente” affinché in Palestina “si confrontino le parole e non le armi”

Veramente durante “piombo fuso” l’urgenza era che il massacro finisse. Che facessero tacere le bombe e smettessero di massacrare gente inerme. Che c’entra la road map che è stata solo una, tra le tante, prese pel culo?

: l’equivalente della carta straccia, come lo sono tutti i trattati e gli accordi internazionali, dalla messa al bando del nucleare e il disarmo unilaterale, dall’ONU che rimane neutrale nei confronti di conflitti fra staterelli infimi e si accoda subito alla NATO quando i potenti che contano fissano le regole del gioco, come in Kosovo, Iraq e Afganistan.

Sì certo, riguardo israele le risoluzioni ONU sono carta straccia. Ma insomma, se ne son fatti in tanti una ragione e il massacro sionista è proseguito, europei (che han fatto un bel po’ di silenzio su quella vergogna) o no.

Come antimilitaristi anarchici non abbiamo mai abboccato all’accorata propaganda politica del potere che si adopera nella censura degli interessi reali che costituiscono i motivi di un conflitto.

E questo articolo è una prova della chiarezza e della documentazione con cui “anarchici” come il Raspa provvedono a supplire al vuoto informativo :-D presso i pischelli anarchici :-D

Dalle armi di distruzione di massa al fantomatico Bin Laden; passando per l’allarme profughi come in Kossovo, quando in altri stati (Sudamerica) nello stesso periodo le dimensioni erano triple: e questo disinteressava non solo la NATO, ma la stessa ONU, che anche quando esprimeva disappunto o sanzionava i responsabili (e penso gli USA per il Nicaragua), di certo non ha mai pensato di procedere all’applicazione delle sanzioni.

Cioè: L’onu non ha mai sanzionato israele fattivamente, solo risoluzioni teoriche. Ma saddam, gli afghani, l’iran, il pakistan e cuba sì… perchè “il raspa” non lo dice piu’ chiaramente? mentre scriveva c’era un popolo composto dal 50% di minori che moriva sotto le bombe.

Così come succede per Israele che pur violando le disposizioni internazionali (in ultimo proprio l’utilizzo del fosforo bianco contro la popolazione di Gaza) non trova ostacoli alcuni essendo la quinta potenza bellica al mondo.

Sì. E le bombe DIME e l’uranio impoverito e ll’inquinamento programmato di terra e acqua. E anche qui: l’essere la 5 potenza nucleare al mondo è effetto non causa dell’inazione complice dell’ONU

Terra e liberta: molti popoli nessuno stato
In quella stessa terra dove oggi imperversano le più tragiche nefandezze del militarismo, nei primi del ‘900 cominciavano a sperimentarsi i Kibbuz, esperienze socialiste di convivenza fra arabi ed ebrei;

Ma questo dove ha studiato, al CEPU? da quando i kibbutz prevedevano la “convivenza tra arabi ed ebrei”? e sì, cazzo che c’è WIKIPEDIA

a minare situazioni interessanti come queste

quali? :-D quelle dei kibbutz ??? I palestinesi facevano le sagome al poligono di tiro del kibbuz che si chiamava haganah

contribuirono dapprima gli ebrei fondamentalisti

Anche qui il CEPU fa miracoli: il fondamentalismo ebraico ha abbracciato il sionismo solo succssivamente. L’ideologia sionista nasce come condizionamento LAICO

e in seguito il sionismo

vabhe. L’ignoranza del soggetto scrivente l’abbiamo già rilevata.

con la creazione di uno stato colonialista i cui esiti sono sotto i nostri occhi.

e vabhe

Questo significa che dal punto di vista anarchico la convivenza “di fatto” fra popolazioni diverse (anteriormente ancora più diversificate e intrecciate) s’è già data e costituisce l’unico precedente accettabile stroncato nel 1948 con la nascita dello stato di Israele e guarda caso con la prima guerra arabo-israeliana.

Questo non è “un punto di vista anarchico” è un‘accozzaglia di stronzate messe giu’ alla “brutto dio”, ignorando la tragedia dell’affermazione progressiva del sionismo in Palestina, che provoco’ danni immensi agli arabi fin dal suo primo sorgere.

Oggi noi non possiamo che riprendere quel filo interrotto e riallacciarlo con una realtà taciuta dai media nazionali e internazionali e sono le lotte congiunte ed unitarie degli Anarchici contro il Muro di Israele e il comitato Bil’In di Palestina.

Gli anarchici di qualunque luogo non possono non prendere posizione-chiara,netta,inequivocabile- contro questa ingiustizia quasi secolare. Ma il filo interrotto da riprendere qual è? quello di una convivenza pacifica tra ebrei ed arabi in terrasanta? Torniamo all’Impero ottomano, allora.

Lotte nate contro il muro, che prende una buona fetta del territorio di Gaza, voluto dal sionismo israeliano per assicurarsi di poter continuare la politica di apartheid che lo contraddistingue

e fosse solo a Gaza, il muro

e che relega i palestinesi in spazi aridi e senza sbocco: alimentare, sanitario e di progresso sociale.

cioè: rileggete piu’ volte questa frase: nella migliore delle ipotesi è ignoranza, nella peggiore è disinformazione piu’ viscida e bastarda, subliminale, direi. Pensate poi che ’sto post era scritto durante la carneficina di Gaza.

Queste lotte sono ormai diffuse in vari villaggi in Palestina e sono tutt’ora l’esempio più eclatante della possibilità di convivenza pacifica e solidale tra popoli che abitano la stessa terra divisa da confini artificiali, presidiati da esercito e polizia, considerati l’unica risorsa dai governi e sulla quale piantare il germe dell’odio, della discriminazione, del razzismo, in definitiva della guerra

No, non “della guerra”, ma dell’assedio, dell’oppressione unilaterale, della creazione di lager a cielo aperto su cui praticare una decimazione degli abitanti. E non si parla in generale “dei governi” ma del governo: quella combriccola criminale che si riproduce nella Knesset ed è il razzismo sionista il germe dell’odio, non “lo stato” di israele, che in quanto tale, se non avesse una classe dirigente genocida, sarebbe niente di piu’ che uno stato qualsiasi.

Per questi motivi l‘equidistanza spesso addossata a chi guarda oltre lo steccato angusto dell’ideologia è un mero pretesto,

equidistanza di chi? ideologia di chi? Perchè non parla chiaro questo Raspa?

anche a sinistra, per non assumersi la responsabilità fattiva di alimentare lo stesso odio, lo stesso razzismo che oggi però appartiene a minoranze avanguardiste che mirano a farsi stato e che possono attestarsi in difesa solo per la scarsità di mezzi militari a disposizione, per la litigiosità e concorrenza fra loro, le cui accuse reciproche sono di corruzione, scarso patriottismo se non addirittura di collaborazione col nemico.

Cioè: prima stigmatizza l’equidistanza e poi la perpetua, dicendo che in fondo, se i palestinesi non fossero cosi “litigiosi” uno stato l’avrebbero anche loro, quindi (di conseguenza) non è anarchico appoggiarli.

Dietro a certe accuse vi è spesso la necessità di mascherare altre verità inconfessabili e che spesso consistono nello strumentalizzare questa, come tante altre guerre

come tante altre guerre? qui non c’è una guerra. Non ci fu neppure resistenza durante piombo fuso. Ci fu morte e solo morte in nome del razzismo, dello “Juden uber alles”, del SIONISMO.

, per opporre un antimperialismo speculare, frutto della sconfitta storica di un capitalismo di stato, che ancora s’arrogano di chiamare comunismo, è che tanto male ha fatto all’emancipazione reale e possibile del proletariato internazionale.

disinformazione a go-go, direi. Senza i riferimenti storici, geografici e i doverosi distinguo…

Va da sé che non è questa la nostra lotta, la nostra lotta è al fianco dei senzapotere, sfruttati, discriminati, depredati e bombardati per una solidarietà sociale internazionalista, libertaria ed egualitaria.

Stefano Raspa

slogan finale per un post incomprensibile e cerchiobottista, viscidamente filoisraeliano e disinformativo. Poi abbiamo il Post scriptum finale, in cui il Raspa ci tiene a dirci che il movimento BDS è nato in Israele (non sono informata in merito) e dice cos’è, ma l’elenco di prodotti che menziona è assolutamente ridicolo e le informazioni che fornisce sono povere e insufficienti.


1. Così come ci è possibile praticare un boicottaggio consapevole degli interessi del capitale israeliano, ad esempio sostenendo la campagna denominata BDS (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) ideata e lanciata sin dal 2001 proprio da una rete di ebrei che lottano contro l’occupazione israeliana della Palestina e a tutt’oggi approvata da una vastissima coalizione di realtà (associazioni e sindacati) palestinesi ed internazionali.
Diffonderla per invitare a non acquistare merci e prodotti provenienti da Israele. da noi caratterizzati col codice a barre 729; diffonderla presso i lavoratori degli scali merci, dei trasporti e della logistica perché non scarichino container o merci provenienti da Israele. Ancora non farsi prescrivere dal medico o acquistare in farmacia medicinali generici della TEVA, non acquistare elettrodomestici Ocean, né frutta con il marchio “Jaffa” o “Carmel”.

Questo è l’anarchico che “non deve chiedere mai” che mi ha dato della fascista e dell’antisemita e che, come ho detto stamattina, ha vinto l’arbre magique alla merda da attaccarsi allo specchietto del SUV



21 Responses to “Antisionisti sempre. Pecore MAI”

  1. alsalto scrive:

    Vedi che potenzialita’, pero’, ’sti aggregatori…ti mettono in contatto con un sacco di bella gente con il quale fare a cazzotti.

    Siamo al parossismo.

    Cloro, io ti stimo, sei ingamba, molto, pensi bene….ma cosi’ impieghi male il tuo tempo, ascolta a papa’….lascia sti feibuc ai polli.

  2. nsu prinz scrive:

    E’ anarchico-garantista, con venatura filo-avversa. Devo dire che dopo aver letto l’amiko Raspa mi manca tanto Gava. Va detto, ad onor del vero, che scrive come piscia ( e ri-scusa il francesismo, oggi ce l’ho in casa) diritto facendo centro al cuore del problema: il suo. Dev’essere difficile trovarsi un’identità in funzione di “X” tutti i santi giorni su tutti i temi socio-anal-civil-politic-socialnet, un lavoraccio. Dò per scontato che una volta trovata l’identità, proprio in funzione dello stimolo atavico del porsi contro sì ma con le dovute distinzioni per non offrir la guancia a possibili azioni violente altrui a dimostrazione che l’arcano, spesso, sbaglia, l’immediata soppressione della stessa in modalità non violenta ma efficace l’abbia scaricata con il mulo da http://www.fattianarchicosulweb.org, facendosi male alla zucca.

  3. Andrea scrive:

    Diciamola tutta: ammesso che sia vero che i palestinesi soffrono davvero (ma in realtà a Gaza tutti sono grassi e pasciuti e armati fino ai denti…), e allora perchè non fanno la pace? Semplicemente perchè non gli interessa e perchè gli fa piu’ comodo restare come sono e spremere soldi e far passare Israele per cattivo e intransigente perchè si rifiuta di scomparire.
    Il diritto ad uno stato ce l’ha chi fa, chi lavora, chi costruisce, chi vuole la pace non chi distrugge, brucia, ammazza, lincia, chiede al mondo di essere ancora e sempre mantenuto e continua col terrorismo.
    La palestina non esisterà mai perchè un popolo deve essere pronto per avere uno stato, un popolo deve essere soprattutto un popolo non un’accozzaglia di bande mafiose.

    • Cloro scrive:

      x Andrea: figurati che gli USA hanno avviato un programma per i palestinesi sovrappeso… :-D dai su. Risponderti è una barzelletta :-D

      • Andrea scrive:

        Eppure l’Unrwa è una delle agenzie delle Nazioni Unite più ricche e influenti, e non a caso i suoi fondi ammontano alla colossale cifra di cinquecento milioni di dollari! Inoltre, ad esempio nel solo periodo tra il 1993 e il 2001, su base annua i palestinesi hanno ricevuto 161 dollari a persona, cifra sconsiderata pensando ai 68 dollari a persona all’anno degli europei nei quattro anni del Piano Marshall: vale a dire che in tale periodo i palestinesi hanno ricevuto a testa più del doppio e per il doppio del tempo rispetto al Piano Marshall!

        • Devono esserci parecchie slot machine a Gaza, allora. Sennò non si spiega dove questi soldi finiscano.

          • necroclerico scrive:

            I soldi finiscono in tasca a qualche capetto corrotto come accade non solo in Palestina ma nel 99% dei paesi poveri del mondo.

            Questo naturalmente non toglie un grammo di legittimità alle speranze e ai diritti del popolo palestinese.

            Anche perché se fossimo COERENTI (non dico filoisraeliani o filopalestinesi, ma semplicemente COERENTI)… cioé

            SE dovessimo negare i diritti di un popolo solo in quanto vittima di capetti mafiosi, ladri e corrotti…

            allora a noi italiani, a me, a voi, a Andrea incluso dovrebbero: scannare i figli e cacargli in bocca…. mentre ci danno fuoco ai genitali col fosforo.

          • Andrea scrive:

            La colpa dell’Europa è di avere indirizzato per anni giganteschi flussi di denaro verso l’Autorità palestinese senza chiedere conto di come veniva usato, senza mai minacciare la chiusura dei finanziamenti davanti alle appropriazioni personali dei capi (Arafat per primo) e dei sottocapi, la moltiplicazione delle squadracce armate, l’organizzazione delle azioni terroriste (per non parlare delle trasmissioni televisive e dei libri scolastici impregnati di antisemitismo).
            E’ questo sostegno acritico dell’Europa ai palestinesi che ha finito poi per danneggiarli…Cloro, è troppo facile scaricare ogni responsabilità sugli israeliani, senza nessuna parola di censura per i palestinesi o per l’Europa!

            La colpa dell’europa è 1) aver sovvenzionato oligarchie corrotte palestinesi 2)aver taciuto quando qualche autorità palestinese onesta veniva incarcerata (es.barghouti) 3)aver fomentato guerriglia con rappresaglie inaccettabili 4)non aver sanzionato israele per il nucleare (anvedi invece come rompono le palle all’iran)
            Sui libri: quelli israeliani sono impestati di odio antipalestinese, l’ha dimostrato la Nurit Pehled che ci ha fatto un dossier: per lei il massacro è proprio giustificato dalla cultura razzista e mistificatoria propagandata dai libri di testo israeli. Che sono i piu armati e che fanno i padroni.
            Il popolo, il popolino non riceve sovvenzioni, ma piombo, dime, fosforo (non quello x la memoria) e vessazioni continue. La poverta’ e l’assedio fanno il resto.
            Dai su andrea, vabhe che l’è il tò mestèe, ma insomma nn esagerare, non stai parlando coi coglioni…

          • Andrea scrive:

            Dare del prezzolato a chi la pensa diversamente, con ciò tendando di screditarlo su un piano personale, è un brutto vecchio vizio per delegittimare le tesi di chi la pensa diversamente (e che, nel mio caso, prezzolato non è affatto).
            Sostengo semplicemente Israele, l’unico stato in tutta la regione dove le minoranze hanno diritto di voto, un paese nel cui parlamento siedono deputati arabi praticamente dal suo primo giorno.
            Questo perché so che tutte le misure di sicurezza contro i palestinesi, che indubbiamente causano continue sofferenze umane, verrebbero smantellate nel giro di ventiquattr’ore se solo i palestinesi fossero abbastanza cortesi da smetterla di cercare di ammazzare gli ebrei.
            Piuttosto mi dispiace rilevare che a fronte dell’ossessione per Israele tutti i cd. “pacifisti” tacciono vigliaccamente sul fatto che la società araba è da sempre marchiata dall’apartheid ai danni delle donne, degli omosessuali, dei cristiani, degli ebrei e della democrazia, che i gay vengono impiccati in Arabia Saudita, che in Sudan è in corso un genocidio (questo sì, vero), che un po’ in tutto il mondo arabo delle donne vengono uccise per non aver indossato il velo giusto o per essersi innamorate dell’uomo sbagliato. Eppure, nonostante tutto questo, i “pacifisti” criticano sempre e solo contro Israele. Davvero alla sinistra mondiale e ai “pacifisti” importa così poco del terrificante regime dei talebani, della orrenda repressione delle donne negli stati del Golfo, delle kermesse di impiccagioni di massa organizzate in Iran?

      • Bob scrive:

        Piano Marshall? 161 dollari l’anno a persona? Cifra sconsiderata ? Gli europei?

        Cloro, per Dio, cosa sta succedendo ?

        • nsu prinz scrive:

          Niente, Bob, niente. Non potendo buttarla sul politico, la si butta sull’economico. Questo perchè non li si possono buttare a mare. Se si potessero buttare a mare, la si potrebbe buttare sul politico, sicchè economicamente avendoli buttati a mare, liberando quindi i terreni, con l’equosolidale si potrebbe politicamente ingenerare un’economia sostenibile, politicamente corretta. Risparmiando 161 dollari. Ora, se i terreni con su i Palestinesi valgono, ehm… diciamo 2 dollari al mq, ogni Palestinese gettato a mare equivarrebbe ad 80 mq, inedificabile grazie al prg che ha zonizzato la palestina come zona B, dove in tabella, se vedi, è zona bombardata. Ergo, a 2 dollari al mq col Palestinese inedificabile, una volta gettato a mare, ottieni 80 mq di crateri che, se riempiti con i cadaveri degli stessi giungendo a quella livellazione politica dei suoli che vede un popolo e una terra per tutti in par condicio, con l’applicazione dell’indice di fabbricabilità Marshall pari a 161:68=2.36 ottieni 188,80 Mc/mq, che se su piazza Palestinese oggi vale 50 dollari, mentre così facendo con lo sterminio e l’annessione il metro cubo vola a 250 dollari. Ecco quindi spiegato perchè è prezioso tenere in vita ancora un po’ il palestinese, posto che ci sono già i primi segnali incoraggianti della ripresa dalla crisi e quindi con cauto ottimismo un incremento a breve del valore dell’area.

        • Cloro scrive:

          x Bob: niente di che. Solita propaganda. Breva ha ben risposto con un’ipotesi surreale ma plausibile :-D

  4. alsalto scrive:

    O cacchio, scusate l’OT, Bertolaso indagato…arrestato Balducci…cacchio, Ruini non potra’ soprassedere, gia’ immagino le dichiarazioni del Premier…”Infiltrazioni comuniste anche tra i ROS”…

  5. Sostenitori del governo del presidente iraniano Ahmadinejad, hanno tentato di dare l’assalto all’ambasciata italiana, lanciando pietre al grido di “Morte all’Italia”. Berlusconi risponde: “Ce la sto mettendo tutta!”

  6. Giulioromano scrive:

    Se continuano così, fra 3/6 anni non esisterà più la Palestina.
    Il mondo ha conusciuto l’Olocausto, lo ha condannato in base ai valori della Civiltà, ma continua ad esistere.
    L’Olocausto del popolo Ceceno, del popolo Curdo, delle etnie ex Juguslavia e Palestinese.
    L’aspetto abberrante è che un popolo che ha vissuto sulla propria pelle l’Olocausto, possa riproporlo ad altri popoli.
    Allora è proprio vero che la storia non insegna niente e che la razza umana è composta da barbari incivili.

  7. Giulioromano, nella psicologia degli esseri umani, l’avere subito violenza non porta a rigettare la violenza ma a praticarla sugli altri. Sarebbe paradossale (non umano) che la volenza subita avesse un valore pedagogico. Noi siamo animali che imitano e che reciprocano.
    Per quanto riguarda gli Israeliani il problema è che un popolo cosmopolita e senza terra ha vissuto per secoli una condizione di disprezzo e di emarginazione culminata con l’olocausto. Adesso loro non sono più né cosmopoliti né senza terra e infliggono ai Palestinesi quello che essi hanno subito. Il problema è di uscire da questa logica. Per farlo occorre superare l’attuale forma di organizzazione sociale basata sullo stato nazionale territoriale. Nei secoli passati la forma organizzativa era lo stato religioso territoriale (una religione, un territorio, altrimenti guerre e persecuzioni religiose che sono finite non appena si è introdotta la tolleranza religiosa). La soluzione è la stessa: la fine del monopolio (cioè della sovranità) territoriale degli stati nazionali.

    • Giulioromano scrive:

      Quello che dici è “tendenzialmente” vero.
      Tendenzialmente perchè la ragione dovrebbe prevalere sulla istintività delle esperienze vissute. Quindi il figlio del pedofilo a sua volta diventerà anch’esso un pedofilo. Malgrado questo sono convinto che molti figli di pedofili hanno spezzato questa catena proprio con la forza della ragione. E di questi casi ce ne sono molti anche se non se ne parla mai. La volontà di non voler riproporre certe ferite agli innocenti è l’unica forza che può spezzare questa catena di schiavitù.
      Se non ci fosse la ragione, esisterebbe solo l’istintività.
      Quindi concludo che vista l’attuale situazione, la ragione è un bene che i popoli ripongono in soffitta e ne fanno volentieri a meno. Non a caso loro parlano sempre di essere i figli del popolo che ha vissuto l’Olocausto, per giustificare in qualche modo il genocidio del popolo Palestinese.
      In realtà le cose non stanno così. Il Sionismo è una forma di Nazismo, forse peggiore del Nazismo stesso. Per il sionista chiunque non sia ebreo, non è un essere da considerarsi umano visto che questo non è un figlio prediletto di Dio…
      Quindi abbiamo l’istintività del riproporre l’olocausto che si rafforza con l’ideologia sionista.
      Poveri Palestinesi!!

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