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Capodanno a Gaza

Written by Cloro. Posted in Politica

Anche oggi vi invito a leggere l’articolo-testimonianza di Vittorio Arrigoni sul Manifesto: “Mappa dell’Inferno” che descrive il suo peregrinare a Gaza in queste ore di attacco.

Vorrei spendere due parole su Hamas. Quel partito votato dalla maggioranza dei Palestinesi che qualcuno ha definito “Trogloditi” e su cui qualcun altro ha avuto da ridire perchè  termine “offensivo” nei confronti di chi sta subendo le bombe nella propria testa.

Tutti quanti insistono sul piano dei principi: Hamas è stata eletta democraticamente. Embè? Già facciamo fatica a crederci noi ital..ehm, occidentali :-)  e a condividere il signficato della democrazia solo quando Berlusconi minaccia la “riforma della giustizia” perchè ci insegnano a scuola che la tripartizione dei poteri è una condizione essenziale affinchè non si creino “assolutismi”.

E figurarsi quanto puo’ valere il significato della “democrazia” in un contesto in cui viene violato il principio number one, quello da cui tutti gli altri principi dipendono gerarchicamente: il significato della sopravvivenza e della conservazione della specie.

E’ solo “in vista” della sopravvivenza e della conservazione della specie che gli uomini (Hobbes docet) accettano di uscire dal cosiddetto “stato di natura” e di sottomertersi all’autorità e alle sue leggi. Poi, la storia del pensiero (occidentale) ha modificato il contenuto delle leggi e portato (qui in Italia, ad esempio), formalmente, l’autorità in mano ad un’oligarchia che però è eletta.

Quindi potremmo definire la democrazia come un’oligarchia elettiva. E’ vero che la costituzione sancisce (in Italia ad esempio) che qualunque cittadino che goda dei diritti politici possa candidarsi e rappresentare. Ma, a parte che le campagne elettorali efficaci sono possibili solo per pochi che dispongono di mezzi economici, questo termine “rappresentare” nasconde una mistificazione: signfica nei fatti “farsi i cazzi propri” come (sempre in Italia, per esempio) nessuno ha potuto fermare la riforma Gelmini nonostante milioni di persone in piazza per settimane.

In ogni caso, tutto questo impianto di idee politiche ha sempre un’importante priorità: l’accettazione (formale) del principio (formale) del fatto (psicologico) che accollarsi un’autorità ci difenda dagli attentati al principio di sopravvivenza.

Tornando ai palestinesi: questi sono in guerra con un popolo nuovo (che si dà un’identità di stirpe anche quando essa è discutibile e allora ne fa una questione di tradizioni) che sta facendo quello che han fatto Pizarro e Cortes nel ’500 nelle Americhe: terra bruciata per piegare l’ambiente al loro dominio.

Un’aggressione “barbarica” che nel presente si avvale di strumenti di una tecnologia impressionante. Ai ragazzini israeliani in divisa si dà in mano un Joystick a mò di playstation, solo che quando schiacci le freccine ammazzi 5 bambini palestinesi.

E magari gli appare scritto You Won per incoraggiare la corteccia subliminale a proseguire il gioco e allora qualsiasi soldatino israeliano, come tutti i nostri bambini tecnologizzati, ci rimane male se compare la scritta “Game Over”. Vuole che la strage prosegua, che tutto prosegua, come un xbox: ” Attacco alla sopravvivenza” potrebbe essere il suo nome.

Una volta si giustificavano le stragi degli autoctoni di una colonia con il sofisma che forse non erano “umani” oggi anche, ma in piu’ c’è questa dimensione della rappresentazione tecnologica del mondo che facilita le cose ai generali dell’IDF.

Cos’ha Hamas che non va? E’ semplice: da quello che a livello mediatico (con tutte le riserve del caso) emerge anche in ambito controinformativo è che non hanno capito e non hanno assimilato che la Palestina è in guerra. E che la guerra si combatte per vincerla, non per piagnucolare derive antidemocratiche. In guerra, la mistificazione mediatica della negazione del ruolo di “vittima” per chi sta perdendo, ha fondamento. Il soldato fa la guerra e lavora per vincerla.

Perchè il paradosso è che Israele, aggressore infinatamente superiore per tecnologia bellica, piange per la sua “sopravvivenza” mentre i palestinesi per la “carenza di democrazia”.

E se è vero (e sottolineo se ) che è Hamas ad ordinare di tirare razzi kassam sui villaggi ormai conquistati dai coloni israeliani che scortati dall’esercito sono andati a devastare terreni e svuotare delle famiglie le case palestinesi, Hamas non vale un cazzo. Della consistenza “ideologica” o religiosa o partitica di questo gruppo non ce ne puo’ fregare di meno. Il brutto è che Hamas non sa e non ha saputo difendere i propri elettori dai colpi inferti dagli israeliani alla loro sopravvivenza. Non ha alcuno spessore “militare” ma paiono (con tutte le riserve del caso, con i media che abbiamo…) fanatici che agiscono in base ad una rabbia disorganizzata e individuale. Come in un allucinato rapporto con dio, mentre tutti stanno all’inferno.

Razzi rudimentali? Sì ma ne hanno tanti, dicono i media. E allora perchè non farne cascare un bel po’,tutti assieme, sulla testa dell’esercito che presidia i valichi? Tirano i razzi? Facessero morti. Tirassero su Tel Aviv, sulle discoteche, all’aperto, mentre i buttafuori delle discoteche smistano gli utenti prima dell’entrata.

Invece tirano razzi e quando fanno morti, sono palestinesi. In piu’ si beccano la strage periodica: quella di marzo scorso, quella elettorale di oggi…e non mi spendo ad andare indietro.

E il periodo, durato mesi, in cui anonimi cecchini sparavano in testa ai ragazzini delle ultime classi delle elementari, maschi e femmine, ve lo ricordate?

Cos’è stato se non uno stillicidio alle potenzialità della riproduzione? Non c’è dubbio che gli israeliani attentino alla conservazione biologica degli individui e alla conservazione della specie di chi ha avuto la sfortuna di nascere in quelle terre occupate. Altro che la “religione” e l’”identità islamica” i palestinesi dovrebbero formare e designare un loro Erwin Rommel  :

(morto eroicamente* per aver cospirato contro Hitler eccazzo diciamolo)una persona magari non religiosa ma che sia un bravo soldato. Uno concentrato soltanto sulle questioni militari, che dicesse al mondo: “visto che ci ignorate noi faremo questa guerra. Con rifugi sotterranei per la popolazione, facendo esplodere tutte le armi che abbiamo, tutte insieme, come il folle capodanno di morte che ci state regalando voi”.

* Ho letto che dopo un’azione il generale Rommel prese prigionieri degli ufficiali sudafricani, i quali gli chiesero di essere separati dai soldati di colore. Rommel gli rispose che poichè avevano combattuto al loro fianco e ne avevano condiviso il destino nel combattimento, la richiesta dei sudafricani non poteva essere accolta, anzi avrebbero pure dovuto vergognarsi di averla fatta.




















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