Oggi, nell’epoca di internet e dei blog (epoca ormai destinata a finire, almeno in Italia che subisce una deriva dittatoriale che il fascismo in confronto era una scoreggetta perchè non possedeva il mezzo televisivo) vanno di moda le “lettere aperte”. Testi individuali molto ben scritti, in cui si esprimono istanze collettive sentite e importanti che, praticamente, mettono in parole quello che un po’ tutti vorrebbero saper dire… e che esprimono il riconoscimento di ciascuno in esigenze collettive che sono oggettive, che hanno realtà e peso per molta gente…
Mi viene in mente una lettera a Marchionne pubblicata sull’Unità, poi una lettera di una mamma diretta a quell’ignorante della ministra dell’istruzione (ex pubblica) Gelmini.
E’ recente una lettera alla Marcegaglia pubblicata sul “fatto quotidiano”. Sì sì proprio a lei, la sig. Emma presidente di confindustria, che quando c’è da metterla in culo a chi lavora (o a chi il lavoro l’ha perso) è sempre in prima fila.
I redattori delle lettere aperte sono giornalisti “contro” o liberi cittadini, questi ultimi molto piu’ efficaci nel propugnare istanze di quanto non lo sia lo stile patinato e “perfettino” degli scribacchini di professione. Io le amo, queste lettere aperte di cittadini comuni. Perchè dicono cio’ che tutti vorrebbero dire, perchè esprimono problemi concreti, oggettivi dello stato in cui siamo. Perchè in effetti “comunicano” e quando girano su facebook prendono giustamente un sacco di “mi piace”.
Il problema è alla fonte. Vi spiego: io ho scritto un sacco di lettere d’amore a diversa gente, tante lettere e , davvero, ci ho messo l’anima. Le ho lette e rilette e non trovavo nulla di sbagliato, esagerato o ottuso in quello che scrivevo. Ero convinta, sempre me stessa, sempre oggettiva, non trascuravo alcun evento minimo che potesse stravolgere la mia “pretesa di oggettività“. Magari ero un po’ “di parte”, ovvio, ma non toglievo mai forzatamente argomenti al destinatario.
Il problema è infatti il destinatario.
Se il destinatario ha stampato in testa il “due di picche” non potete scrivere nulla, ma niente di niente che possa smuoverlo di un millimetro nel suo intendimento. Ogni parola cade, ogni oggettività è trascurata, ogni periodo diviene inutile, ogni argomentazione “gira” logicamente a vuoto come un motore accelerato con la frizione schiacciata.
Tutto questo per dire che non c’è alcuno spazio per la comunicazione se non vi è, nel destinatario, l’intento di comunicare. La comunicazione è dialogo. Dal greco dia-logos. “pensiero e parola a due”. Qualche filosofo (Socrate) ha pensato pure che il dialogo riflettesse l’essenza (cioè la possibilità di pensare) della sfera umana.
Lettere aperte, appelli, istanze sentite: tutto questo messo in bell’espressione per iscritto…sono cose belle, bei testi. Fa bene al cuore leggerli e tutti li condividiamo ma… il problema è e rimane sempre il destinatario…
Marcegaglia, Gelmini, Marchionne…gente che non è esattamente che legga quanto viene loro scritto “col cuore in mano”. Nè con la testa aperta a mò di paracadute della vita. No. Questa è gente che ha altri parametri. Che il “due di picche” gli balena nella rappresentazione mentale ancora prima che comincino a leggerla, una lettera aperta. Anzi: il duedipicche ce l’hanno nel DNA, ci sono nati così: per sentire cosa qualcuno ha da dire, pensando, nel frattempo, al modo migliore e piu’ sbrigativo, per “dire di no”.
“dire di no” è il mantra di chi ha potere. Specialmente oggi e specialmente in questo contesto. La politica ha smesso di fare quel che faceva negli anni ‘70: almeno “far finta” di ascoltare. Oggi, dietro questa ideologia mal-attinta dal “buon senso” del “fare” non si ascolta piu’ nessuno: chi ha il manico del coltello girato a favore incide, non importa che sotto ci sia un cuore sano, una vita da preservare, un “bios” da rispettare.
Se le lettere sono “troppo aperte” si cerca di mettere il bavaglio. Se non lo sono, le si ignora, semplicemente. Il verticismo del potere, oggi, con la copertura televisiva, è piu’ che mai “verticale”: dall’alto al basso. Il “basso” non deve e non puo’ trasmettere nulla. Il basso deve sempre piu’ solo sprofondare, nell’ignoto della dimensione non televisiva, nella nullità dei “quattro gatti” che ascoltano e che si dicono quanto ciarraggione quello che parla.
“Perchè i poeti nel tempo della povertà“ si chiedeva il grande Heidegger nel 1968, dopo che aveva spaccato pietre perchè i vincitori della 2WW l’avevano bollato come “nazista”. E rispondeva dicendo che in fondo i poeti, a volerli ascoltare, dicono cose giuste, sono anche profetici, vedono lontano, esprimono verità.
Chi scrive “lettere aperte” così sentite, così oggettive esprime verità pure condivise dai piu’. Ma non c’è il clima per cui ci sia un orecchio potente che possa assorbire e concretizzare queste verità. non c’è ascolto. C’è il silenzio occultato dal momento televisivo, dal televoto urlato ma silenzioso, dal “grand guignol” di un’unanimità costruita a tavolino alla base della quale c’è la truffa mass-mediatica che tutti coinvolge e tutto dimentica a breve termine.
Non è il tempo di lettere aperte. E’ il tempo dei forconi e dei bastoni, dell’unanimità vera, della presenza sul posto, dei rapporti di forza da rovesciare, della “girata del manico del coltello” a proprio favore, a discapito del potere dei pochi che tengono la moltitudine sotto lo schiaffo, facendo dimenticare di essere nati liberi.
E’ il tempo di una povertà che puo’ diventare ricchezza e della parola che dev’essere fatta realtà. Non da un dio nè da un profeta. Ma da umani liberi che non hanno mai dimenticato di esserlo, per diritto di nascita e che amano se stessi abbastanza per non sacrificare quella che è l’unica vita.
W l’anarchia. Unico pensiero degno di cittadinanza tra umani che abbiano a cuore la loro autoconservazione e la loro dignita’
Cloro
all’unisono viva l’Anarchia, evviva l’Islanda, troppo fredda
per pensare di trasferirsi, ma meno male che esiste.
Poi non credo che una lingua ugro-finnica mi entrerebbe
in testa.
x Eli: no, no. Se mai penserò di trasferirmi, imparerò bene il Portoghese.
Ah Cloro
il portoghese, nella sua versione carioca, è una lingua
dolcissima, musicale, molto adatta all’amore…
Nella forma originale è più dura e gutturale, invece.
I portoghesi non li capisco, quando parlano,
Invece il carioca è un miscuglio di genovese e sardo (?).
Ma la censura sulla rete è già in atto o dobbiamo già dirci addio o arrivederci sulle barricate?
Giulioromano
il decreto che metterà il bavaglio ai blogs ed alle web-tv
sarà discusso fra pochi giorni.
Sai come funziona la discussione parlamentare in questo
nerissimo momento della Repubblica: si mette la fiducia,
si respingono gli emendamenti, si approva il decreto, e poi
tutti in vacanza!
Ma quale addio! Continuiamo a scrivere le stesse cose.
Su questo blog, se uno vuole pubblicare una smentita,
basta che scriva e smentisce quel che vuole, non c’è
nemmeno bisogno di registrarsi.
VERO CLORO?
Periodo di lettere aperte questo…ma mica son tutte uguali.
Vedi quella del massone Gioele Magaldi al nanetto arcoriano
http://www.grandeoriente-democratico.com/lettera_aperta_n1_al_Fratello_Silvio_Berlusconi_del_26_luglio_2010.html
Disse la vacca al mulo: oggi ti puzza il culo
Rispose il mulo alla vacca: ho appena fatto la cacca
(EelST)
‘Na cosa del genere insomma…
Concordo Cloro, e’ tempo di pale e rastrelli, penna e calamaio basta.
alsalto
ti rispondo ad una domanda precedente, di cui avevo perso i
riferimenti.
Ti facevo più grande di età perché ti sento molto maturo,
tutto qui.
Quanto alla lettera di Gioele, è la cosa che gira di più sul web in questo momento.
Mi sembra un bel messaggio secondo codici che a noi
sfuggono. Ad esempio quel chiamare papi Cesare
“Maestro Ermetico, novello Prospero shakespeariano”.
Bum! Troppo enfatico per non nascondere significati
criptici. Lo stesso per quegli accenni astrologici.
Senza contare le minacce finali.
Ed il suo dichiararsi filo-americano e filo-israeliano.
Secondo me gli sta dicendo: “Bello mio, sappiamo tutto
di te, il tuo tempo è finito. Perciò, o te ne vai con le tue gambe, o ti spezziamo le medesime. Quelli che ti hanno
messo lì, e che governano il mondo, stanno alle mie
spalle, perciò non cercare d’inventarti niente, ché andresti
a finire male. Saluti e baci”.
Posso sbagliare, perché non conosco i loro codici, ma
non di molto.
Se consideri il subbuglio che c’è all’interno del PDL, la
lettera sembra proprio la spallata finale.
Ed anche il fatto che né Grillo né Travaglio ne parlino,
secondo me è indicativo.
Che dire Eli, ne deduciamo le medesime conclusioni.
Sappiamo bene entrambi quanto sia radicata la massoneria nelle istituzioni, quindi c’e’ poco da stupirsi.
Man mano divengo sempre piu’ pessimista, credo nel valore della rivoluzione ma cio’ che vedo attorno a me e’ cosi’ lontano…
Quindi finisco con l’isolarmi.
Riservero’ i miei sorrisi alle bestie, come Francesco D’Assisi e Pippi calze lunghe.
Grazie di avermi definito maturo…in genere mi fanno piu’ grande per via della fronte spaziosa… :-)) ((-:
alsalto
ti capisco: io parlo con i gatti, le lucertole e
gli uccelli…
Eli, e ci sta’ eccome parlare alle bestioline…il problema pero’ e’ quando iniziano a risponderti…ed a chiamarti per nome.
C’è un dato che è oggettivo, questo ventennio ci consegna ciò che ci consegna nella fare dell’uomo B col cazzo ritto, e quindi felice. Da troiona a troietta, da collanina a mazzetta l’umore fa al pari con il membro, e quindi possiamo affermare che il peggio dovrà ancora venire. Quando il suo ego guarderà esanime al suolo privo di reazioni, gli occhi e la mente del malato della passera a pagamento sclereranno dall’invidia di una, cemto, mille passere che felici e gran lavoratrici lo aizzeranno ma senza più arrivare al dunque. Avremo un ventennio dell’uomo B col coso moscio ma il cerebro arrapato. Quale fine tocchi a noi è un mistero.
ops
nella fase (e non fare) dell’uomo B col cazzo ritto
Osservavo che la parola cazzo non sbaglia mai nessuno a scriverla….strano.
Io sono per il DDL ci porta ad essere un paese civile in linea con l’europa.
Non capisco queste vostre lamentele, perché pretendiate che nel nuovo testo della legge sulle intercettazioni ai blogger sia riservata una zona franca penale per non soggiacere come tutti gli altri operatori dell’informazione alle stesse regole di salvaguardia della tutela della privacy.
E’ una aberrazione giuridica punire un giornalista per una frase detta o scritta e non punire per la stessa identica frase un blogger.
Tale impunità, se dovesse passare trasformerebbe dopo qualche settimana i blog nel più grande “affare” del web, sapendo che ognuno può, in quei siti, compiere i più impietosi atti squadristici.
Libertà si ma rispetto del prossimo e delle istituzioni.
Ed infatti sino ad oggi guarda che atrocita’ hanno saputo compiere i blogger senza un ddl che li governi.
Poi noi, vero Alfredo, certe cose le vediamo benissimo e dall’alto siccome viviamo su di un pero.
La privacy va bene ma non quando sei personaggio pubblico e “maneggi” quel che pubblico è. Poi sta legge, quella sulla privacy, non il prossimo DDL, che è una vera schifezza, è stata fatta non per garantire il cittadino ma la classe dirigente, una gran preso per il culo, tanto per capirci.
Cloro
ogni tanto una buona notizia solleva l’umore: la
Catalogna ha abolito le corride!
Si le hanno sostituite con le cannonate alle bagnarole dei migranti.
gli animali sono innocenti per natura.
gli uomini, migranti inclusi, fino a prova contraria.
Buona sia cruda che bollita la Catalogna, Eli, ma al sangue in effetti ha fatto sempre schifo, era ora.
Sir Percy, ultimamente sei sempre cosi’ negativo…cos’e', l’inverno?
Può essere l’inverno carioca ma comunque penso di essere molto realista …
No SPB
non mi sembri realista. Piuttosto pessimista
cosmico, affetto da dissonanza cognitiva e
strabismo negativista.
Per una cosa buona che succede, devi subito andare a cercare il pelo nell’uovo!
Suggerisco la ricerca di altro tipo di pelo…
Ma scusa non è vero ciò che dici Eli sono realista. Cioè a me del Toro spiace se muore con la torada anche se poi alla fine se ci pensi è una tradizione,crudele, da condannare ecc ecc ma che vive da almeno 600 anni in Spagna con radici ancora più antiche.
Poi il toro mica lo buttano se la magnano. Cioè è una forma spettacolarizzata della macellazione.
Tra l’altro almeno li il toro ha la chance di incornare il macellatore.. e poi può essere graziato. E poi non credere che quando abbattono le vacche nei nostri macelli mentre sono in fila non sappiano cosa sia successo all’amica… appesa al gancio (salvo quelle rare eccezioni che pensino a un suicidio) e comunque non si rendano conto di cosa le attende.
Tra l’altro il senso dell’abolizione della corrida in catalogna è più che altro un gesto separista anche perchè le corride si erano pure ridotte di numero a Barcellona circa 15 l’anno e la corrida è un’attività tipicamente della Spagna o dei paesi ispanici.
Cioè andiamo al punto è tutta pura ipocrisia radical chic.
Sir Persy, sia io che Eli siamo vegetariani, quindi il confronto con le mucche al macello ha poca possibilita’ di reggere… fosse per me giassai.
Sul discorso invece relativo al gesto separatista ti do piena ragione.
La Tauromachia e’ parte della cultura espanica come giustamente affermi, ma il rapporto uomo-toro puo’ essere rappresentato in modi differenti, ok correrci insieme come a Pamplona, in quel caso e’ un confronto non dico alla pari ma di certo cruento meno per il toro che non per i matti che gli corrono attorno, chi rischia di farsi male non e’ di certo il toro…sempre se si limitassero al solo correrci chiaro…ne rimane comunque che preferisco l’opera Picassiana o quella di Goya in quanto a Tauromachie…rappresentano bene, basta ed avanza.
Inverno carioca=pochi perizomi=depressione=saudagj ?
Eli…mi sa che trovare anche un solo pelo su di un pube brasileiro sarebbe come trovarlo in un uovo…non si dice per l’appunto “brasiliana” un certo tipo di “acconciatura” pubica? Ha ha. Che son simpatico pero’. Certo, da li a sostenere che in quelle valli non vi sia “pelo”….bhe’ in effetti.
No SPB
non è ipocrisia radicalchic.
E’ necessità di pulizia interiore.
La corrida è uno spettacolo tribale, obsoleto e primitivo.
Tu invochi la tradizione. Ti rendi conto che in nome della
tradizione si infibulano le bambine in Africa e si lapidano
le donne nei paesi islamici?
Molti anni fa, ricordi l’epidemia di colera in meridione?
Bene, vidi in TV un decerebrato che in piena epidemia
prendeva una manciata di piccole anguille crude e se
le mangiava, mi sembra a Bari. Il giornalista gli chiese:
“Perché lo fa?”, ed il subnormale rispose:”Perché è la
tradizione!”. Ero una ragazzina, ma compresi che nelle
tradizioni c’è qualcosa di malato, il voler mantenere il
passato anche nel presente.
Meglio, molto meglio rinnovarsi, non credi?
Eli, il tipo del pesce crudo che ti ricordi in televisone era di Mola di Bari per la precisione e in quel periodo io ero li per il servizio militare…girava voce che una settimana dopo lo avevano ricoverato, non so se è vero o se di ‘leggenda paesana’ (è dura definire Mola una metropoli!) trattavasi, tutto questo non cambia il fatto che il tipo era decisamente un emerito coglione…per quanto riguarda la corrida e la sua tradizione direi che c’è ben poco di cavalleresco nell’affrontare un toro dopato e impazzito dal dolore per la lama che gli è stata infilata nell’ano prima di mandarlo nell’arena…
Vdgg
davvero fanno questo? Non lo sapevo!
Ho visto una volta una corrida, da ragazzina, ed ho detto
“Mai più!”. Sono quelle cose che ti colpiscono una volta,
e poi il rifiuto nasce spontaneo dentro di te.
Eli, anguille un barese? Possibile anche se non ho mai sentito di piccole anguille che si mangiano crude…ma non escludo, i baresi mangiano crudo ogni frutto di mare ed anche quella che viene chiamata schiuma di mare che sono avannotteri…pesci da poco nati e granchietti, al mondo solo Baresi e Giapponesi lo fanno, cosi’ si dice almeno.
So che puo’ far ribrezzo ma sia i polpi, le seppie, le cozze e tutte le meraviglie che il mare ci regala sono una prelibatezza da crudi…e cosi’ credo sia anche per frutta e verdura, cucinando il gusto cambia ed in genere peggiora oltre che si perdono un sacco di nutrienti e vitamine con la cottura…certo e’ che si deve essere certi della provenienza ed in caso di colera sarebbe da matti…ed matti come si dice, han le mamme sempre gravide.
Adesso mi odierai, il polpo pescato a mani nude, con pinne e mascherina, gli dai un mozzico sulla testa per frastornarlo, lo porti a riva, lo arricci sugli scogli e te lo pappi li cosi’ …oppure i ricci…aaaaaaaa. Non mi odiare!
alsalto
ma tu puoi mangiare quel che vuoi. Ho mangiato sushi
e sashimi anch’io. La stupidità era farlo durante l’epidemia
di colera, mentre i batteri fecali galleggiavano e si
riproducevano allegramente nel mare. Sai che bella zuppa!
@alsalto: si, ovviamente era schiuma di mare
@Eli: si, pare proprio che ai tori da corrida facciano queste cose…ora non posso ma quando torno a casa vedo se riesco a trovare qualcosa, che forse non guarderai…
“si parla sempre dell’antica saggezza, mai dell’antica idiozia”
Eli: Ma chi siamo noi per stabilire quale sia la civiltà corretta siamo forse noi sopra le parti per deciderlo per gli altri?
Sir Percy
non sono io che stabilisco cosa sia civile o no.
Quando parlo, parlo sempre per me, mica Urbi et Orbi!!
C’è la Catalogna che ha abolito le corride, ed ho detto che
questo mi rende felice, tutto qua.
Ho anche affermato che PER ME la corrida è un rito
tribale sanguinario e primitivo, ma sempre per me.
Poi ognuno si veda dentro di sé come la faccenda risuoni
alla sua sensibilità ed alla sua ragione, sono affari suoi.
Sir Percy, possiamo parlare di buon senso? A relativizzare si finisce col sostenere che il cannibalismo e’ una pratica tribale associativa in cui il gruppo condivide all’iperbole il concetto di tribu’. Una spada nel sedere di un toro e’ brutalita’, ne piu’ ne meno, senza se e senza ma, senza considerare che il cui unico scopo e’ quello ludico. Qui non si vuol privare i catalani dei loro divertimenti, solo si vorrebbe che evitassero di farlo brutalizzando una povera bestia. Non mi sembra cosi’ arrogante come richiesta.
Non esageriamo. Io non difendo le corride.
Quello che dico io è: La corrida è stata eliminata dalla regione della Catalogna non per il toro o per questioni animaliste ma semplicemente per rinforzare quell’idea di indipentismo da parte della regione con la Spagna.
In sintesi la corrida è il mezzo per non l’obiettivo dei legislatori.
Tra l’altro ripeto almeno nella corrida c’è la possibilità da parte del toro di:
1)Infilzare il torero
2)Ricevere l’indulto
3)Oltre ad essere stato allevato in maniera decente.
Pensate a come vive il nostro manzo: Dopo tre anni mangiando, ingrassando, cagando, senza uscire senza neanche vedere il cielo è obbligato a salire su un camion. Un breve viaggio verso il mattatoio in attesa di ricevere l’ultimo colpo secco prima di finire nelle vetrine. Cioè credo che la vita e la morte del toro da corrida sia migliore. Sotto tutti i punti di vista.
SPB.
Meno peggio, si puo’ dire?
caro SPB ti porto all’arena a far quella fine. poi mi racconti….
detto ciò è vero che le bestie da feedlot forse vivono peggio ma ritengo sia comunque un bene iniziare da qualcosa e per me se la corrida va in vacca è tutto grasso che cola comunque e indipendentemente da. poi posso anche mettermi come te a pesare sul bilancino i grammi di sofferenza e a stabilire con il righello quanta merda subisce un toro da corrida e quanta un manzo da allevamento.
e a essere precisi non hai torto, ma da qui a dire che il toro da corrida se la passa meglio, mi pare sia questione di lana caprina.
tra parentesi: sono vegetariano e mia moglie è vegan.
un sorrisone a 36 denti e zanne dal tuo amato Necroclerico.
SPB
ti dedico questa vignetta di Altan: molto in sintonia…
http://data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/eol/eol2-extra/2010/06/23/jpg_2129648.jpg
O raga, la trota parla!
http://www.adnkronos.com/IGN/Mediacenter/Video_News/Lombardia-a-tre-mesi-dalla-sua-elezioni-Renzo-Bossi-traccia-un-primo-bilancio-da-consigliere-regionale_752461917.html
alsalto
http://www.youtube.com/watch?v=-Tussj1FafA
ma non vedete che sta leggendo un “gobbo”?!?
cazzo è evidente: non fissa esattamente in camera ma un punto leggermente in basso a sinistra (per chi guarda) e segue delle righe con gli occhi.
qui c’è un povero stagista che gli ha messo in croce un testo elementare e il resto è storia nota.
http://www.inventati.org/apb/orrore.htm
ho trovato solo questo - Eli le foto sono pesanti, occhio!
che i catalani abbiano abolito le corride solo per fare dispetto a Madrid e al suo governo è plausibilissimo, così come è vero quello che dice Sir Percy sui comuni mattatoi che non sono poi così migliori delle arene e io ho già ammesso le mie colpe sul fatto di non riuscire a diventare vegetariano qualche mese fa sul post di Eli…il problema è che come al solito l’uomo bara vergognosamente e non credo che nessun tizio vestito da carnevale potrebbe mai avere la meglio su un toro di mezza tonnellata in buona salute…per capirci: un parente stretto dei tori, il bufalo cafro, è considerato l’animale più pericoloso d’Africa…