Non crediate che mi piaccia. Salvarle e metterle su. Mi fa male vederle. Già solo i bambini che piangono, ma anche gli adulti in preda alla disperazione. Io non sono abituata a tanta sofferenza. Magari girando per Milano dovrei tenere l’occhio piu’ vigile su quello che mi sta attorno e che distrattamente ignoro. Il “non accorgersi” del dolore che si ha intorno alla fine è il principio di ogni senso di colpa. Ma ha un fondamento.
Non riuscirei mai ad abituarmi a vivere in una regione di guerra. Come dicevano tanti anni fa, in un gadget “desinistra” :”non ho mai visto la guerra e non voglio vederla mai”.
Essendo nata in Italia nel ‘61, sono rimasta fuori dalla guerra, come quella descrivibile per esempio in Palestina: bombe che arrivano dal cielo, dalla terra e dal mare.
Ma ho vissuto gli “anni di piombo” e poichè non c’era il pericolo di tornare e vedersi la casa spianata, direi che gli “anni di piombo” erano pure divertenti. Del tipo che il sabato pomeriggio si andava al cinema e all’uscita si doveva correre tra molotov, lacrimogeni e cordoni della polizia (di solito si correva in senso contrario, perchè da quel fronte, qualche colpo partiva piu’ facilmente e non bisognava essere politicamente impegnati per sapere questo dato) .
Comunque poi, a casa, c’era sempre la mamma che tranquillamente faceva la minestrina.
Io non lo so come si sta in guerra. La guerra è una cosa di cui ho sempre sentito parlare (mio padre era un reduce di El Alamein. Artificiere) e ne ho sempre letto con curiosità. Ma non l’ho mai vissuta.
Oggi la detesto vedendola in televisione o soprattutto su you tube. Ma io sono e mi sento “una figlia della guerra” che la “guerra non l’ha mai vissuta” . E penso di essere fortunata anche per questo.
E siccome sono anche “figlia del mio tempo” in cui la rappresentazione visiva è importante e decisiva del giudizio, mi sento di pubblicarle, le foto di bambini morti. Perchè non si puo’ rimanere indifferenti ad esse come la luna di Loredana Berte’ che bussa sugli occhiali da sole di un indifferente soggetto.
se vediamo questa foto (e abbiamo il coraggio di guardarla con attenzione):

non possiamo evitare di notare il bimbo morto che sta in mezzo agli altri due, che ha su il pannolone e che tiene il braccino in alto, appoggiato al cadavere del bimbo vicino, come per “stare piu’ comodo”, come fanno i mocciosi di quell’età che se li mettete nel lettone si sbracano con le braccine e vi prendono a schiaffi.
O se vedete quest’altra foto

La bambina ha la faccia contrariata di essere messa in un posto cosi buio e profondo. Ma già: è un cadavere. E un cadavere, non stiamo a raccontarci favole per gonzi, sapete meglio di me che è spazzatura.
Credo che basta. Bastano ’ste due. Quelle ammazzate col fosforo me le risparmio e ve le risparmio.
Giovanardi cattolico-vampiro?! potrà anche essere ma su questo argomento credo che gli interessi non siano religiosi… ma €/$…
Intanto “RABBINI, CON RATZINGER CANCELLATI 50 ANNI DI DIALOGO” (aggiungerei a senso unico)
Comincio a rivalutare ’sto Papa.
x Eli : giovanardi è un servo di chi lo paga meglio. Ce l’ha scritto in faccia.
x flavio: la storia della preghiera è forte. Secondo me Ratzinger gli vuole rivolgere un esorcisma
sapete che c’è? leggevo sui libri di scuola delle medie, che non brillano per qualità e approfondimento analitico, ma sono dei bignami confezionati con un buon 30% di vere cazzate storiografiche non più rilevanti del luogo comuneda bar, un 20% di afffermazioni condivisibili ma con cautela, un 40% di informazioni neutre, un 5% di questioni mal poste e un 5% di insolite verità.
a questo 5% ascrivo la frase “genocidio dei pellerossa” e dico Genocidio. Genocidio di cui peraltro come ogni altro presidente americano è stato responsabile un altro santino dei libri si storia Abraham Lincoln, intoccabile perché antischiavista.
ma è già qualcosa che dopo tutti questi anni si dica: genocidio dei pellerossa. quei pellerossa che attaccavano vigliaccamente con frecce e anche fucili comprati altrove i COLONI del West, vicino e lontano. quei pellerossa selvaggi e assassini, incivili per definizione, che scotennavano inermi bianchi e bovari, stupravano ragazzine e rapivano bambini. quei selvaggi che si incazzavano quando il governo prima assegnava loro le peggiori terre su cui vivere e poi, se in quelle terre c’era una pur minima risorsa, si sentiva autorizzato a cacciarli con ge giacche blu. fino alla prossima riserva.
è già tanto.
io ci rivedo pari parei la storia dei Palestinesi.
chissà mai che tra 120-200 anni vedremo sui libri di storia dei bambini parole come: il genocidio dei Palestinesi.
e quelli diranno: ma perché chi c’era non ha aperto bocca? e come e perché chi giustificava l’eccidio riusciva a farlo?
credo che serva aprire bocca, almeno per noi stessi. almeno per noi contemporanei.
PS. sugli ebrei i tedeschi sapevano, non nel dettaglio, ma se il vicino sparisce da un giorno all’altro, capivano benissimo che non era stato accompagnato a cogliere margherite o a fare le terme. poi - ce ne vorrebbe - per stabilire colpe e responsabilità.
mi fa male vedere delle immagini così perchè credo che nessun bambino al mondo dovrebbe morire
x necroclerico: la storia è una materia che scotta. La sua “monumentalità” per dirla con Nietzsche spaventa e invoglia i potenti contemporanei ad usarla. E’ per quello che certi fatti li trovi solo sui volumazzi di 2000 pagine.
x lia94: vero, vero.