Uno spaventoso complotto internazionale è quello che imbavaglia la diffusione di notizie su come si stanno conducendo le vicende dopo l’unilaterale tregua dell’unilaterale guerra che ha funestato Gaza dal 27 dicembre.
I media hanno già relegato Gaza nel dimenticatoio, le notizie sulla Striscia vengono messe in secondo piano (e bisogna cercarsele) oppure non vengono date. E’ come se la dichiarazione della tregua unilaterale da parte di Israele avesse il compito di zittire e distrarre l’opinione pubblica internazionale dall’evento, affinchè Israele prosegua impunito e riparato il suo massacro.
Eppure Vittorio Arrigoni ci parla, in data 21 gennaio, di uccisioni che continuano:
“a Khan Yunis, un ragazzo palestinese ucciso e un altro ferito. A est di Gaza city elicotteri innaffiavano di bombe al fosforo bianco un quartiere residenziale. Stessa cosa si è verificata a Jabalia. Oggi, sempre a Khann Younis navi da guerra hanno cannonneggiato su uno spazio aperto, fortunatmanete senza fare feriti e mentre scrivo, arriva la notizia di un incursione di carri armati. Non ci risultano lanci di razzi palestinesi nelle ultime 24 ore. Giornalisti internazionali sciamano affamati di notizie lungo tutta la Striscia, sono riusciuti a raggiungerci solo oggi. Israele ha concesso loro il lasciapassare a mattanza finita. Quelli arrivati ancora a bombardamenti in corso, hanno seriamente rischiato di rimetterci la pelle, come mi ha raccontato Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere: soldati israeliani hanno bersagliato di proiettili l’automobile su cui viaggiava. “
ALtre sono le testimonianze del fatto che la violenza a Gaza non è cessata. Su infopal leggiamo:Proseguono le violazioni israeliane del cessate il fuoco. Oggi pomeriggio, fonti mediche hanno riferito che a Gaza un bambino palestinese è stato ferito alla testa da una pallottola sparata dall’esercito di occupazione israeliano.
Le fonti hanno riferito che l’esercito, appostato alla frontiera est della città di Gaza, ha aperto il fuoco contro dei cittadini palestinesi, colpendo il bambino alla testa.
Il piccolo è stato ricoverato nel reparto di cura intensiva dell’ospedale ash-Shifa. Le sue condizioni sono molto gravi.
Parallelamente, le forze di occupazione posizionate lungo la frontiera est della città di Khan Yunes, a sud della Striscia, hanno aperto il fuoco contro i cittadini e i contadini di Wadi as-Salqa e di Khuza’a. Non ci sono notizie di vittime
Questa notizia è comparsa il 22 gennaio, un giorno dopo l’articolo di Vittorio.
Le notizie su questa mattanza antipalestinese si sono però affievolite, come se anche i media piu’ asserviti si sentissero contaminati dal lezzo della colossale menzogna che avvolge la disgustosa deferenza verso uno stato -ormai lo penso anch’io- patologico. Un’entità che ha usato armi che noi italiani, troppo coinvolti emotivamente dal destino calcistico di Kakà, non possiamo neanche immaginare. Forse un’idea possiamo rinfrescarcela riguardando quelle spaventose foto dei (pochi) sopravvissuti di Hiroshima, che qualche civile maestra della mia generazione ha avuto il “cattivo gusto” di farci vedere.
I media asserviti non hanno acquistato in questi giorni un “surplus” di pudore. Anzi… E’ che la menzogna è talmente grossa e odiosa che si fa fatica a mantenere collateralmente somma e imperturbabile faccia come il culo. Il male assoluto resta sempre Hitler e, quello che ci vogliono far credere è che “quei livelli” non siano mai piu’ stati raggiunti “tantomeno” nel nostro civilissimo presente.
Israele non aggredisce. Si difende da Hamas che tira i mortaretti e “va fermato”.
Israele ha solo reagito in seguito alla rottura della tregua. Israele è l’unica democrazia del medio oriente che dispone dell’esercito piu’ morale del mondo.
Alla fine quesi pochi, disgustosi, falsi mantra sono semplici. Si tratta di ripeterli sempre piu’ ad alta voce con parole diverse. E nascondere alla percezione tecnologica, quella stessa che ci trasmette il tripudio del popolo occidentale col culo al caldo per la “Inauguration” di Obama, i cadaveri sfigurati, impietriti, senza volto nè occhi, di tanti bambinetti in età da scuola materna. Qualcuno magari di carnagione un po’ piu’ scura, ma con le stesse braccine paffutelle dei nostri e piccoli piedini che aspettavano solo di farsi grossi piedoni da adolescente. Di quelli che da noi si trascinano in scarpe da tennis spesso inguardabili.
Gli israeliani hanno speso dai 25 ai 50 milioni di dollari al giorno per operare questa mattanza. Che ci fareste voi con 25 milioni di dollari per le mani? che ci farebbe una tribu’ africana o amazzonica o un paesino sfigato della periferia di Napoli?
Questi soldi, signore e signori, 25-50 MILIONI di dollari al giorno, sono andati a finanziare imprese come le bombe DIMA. Quelle al tungsteno. Al fosforo bianco. O bombe di composizione mista a cui viene aggiunto dell’uranio impoverito che serve a mandare la bomba piu’ in profondità, spaccando anche eventuali corazzature del terreno.
L’uranio impoverito in seguito all’esplosione diventa una “polvere sottile” a bassa radioattività, che, in un processo lento condanna chi lo aspira a morire di cancro qualche anno dopo, come sono morti quelli che a Hiroshima non sono stati inceneriti dalla bomba.
Non solo, cioè, Gaza è stata distrutta nelle sue strutture abitative e civili. Non solo si sono sterminate 1200 persone e altre 3700 sono ferite e mutilate.
I bombardamenti hanno reso la zona di Gaza praticamente una regione contaminata, in cui chi ci nasce e ci vive, ne morirà.
Io sono convinta che il potere organizza premeditatamente, pressochè ovunque, dei calcoli che prevedono “il sacrificio” a medio e lungo termine di un imprecisato numero di cittadini. Sono convnta che l’Italia sommersa dala spazzatura e dalle sostanze tossiche pagherà, con tributo di vite umane, i veleni che ha dovuto sopportare.
Del resto, la natura della politica è quella di un insieme composito di rapporti di forza. Un reticolato di individui che per lo stipendio, la sopravvivenza, l’avidità o l’ambizione eseguono ordini completamente oltre ogni senso morale inteso come minimo rispetto per la conservazione della specie, che, nell’uomo prevederebbe cose come l’empatia e la compassione, che non sono “belle virtu’” ma comportamenti resi necessari dal fatto che altrimenti l’uomo si sarebbe già estinto dal neolitico.
Chi si proclama “cristiano”, quindi affezionato ad un modo di intendere la vita che aderisce ad un modello significativo di matrice spirituale, come i cattolici, si accontenta di sentire il papa, liberamente interpretando quello che dice e anche quello che non dice. Il Pontefice è ormai dall’epoca di Paolo Sesto che non prende piu’ posizione netta e chiara contro i massacri.
Si limita a frasi generiche quando proprio non puo’ farne a meno, ma l’attenzione delle gerarchie ecclesiastiche è decisamente catalizzata dalla vicenda di Eluana, dalle trasmissioni “trasgressive” sulle coppie gay e molto sta loro a cuore la vita degli embrioni. La chiesa cattolica è troppo impegnata a svegliare le coscienze su quanto sia pericoloso Facebook. Si parla di Facebook, l’argomento 2.0 piu’ trendy in questo periodo. Vuoi che le babbucce del santo padre - griffate Prada- si disturbino per spendere qualche parola seria su 350 bambini morti a Gaza, ammonendo esplicitamente Israele che sta contravvenendo alle leggi di natura?
Chissà che non se le sogni, il santo padre, le babbucce rosse intrise di quel sangue che lui, per quel che poteva fare, non ha difeso….
“
Cloro, ti riporto parte della mia risposta a Klara, sul tuo post “Lite ad Annozero su Gaza”:
“E’ funzionale ad un disegno sionista più esteso.
Se non riusciamo a comprendere questo, i sionisti hanno già vinto, perché tra due mesi non si parlerà più di Gaza né di tutti i morti.”
Mi sono sbagliato. Avrei dovuto scrivere “due settimane”.
Del resto, anche la scelta sionista di “completare” il ritiro entro la data del giuramento di Obama è funzionale a far passare nel dimenticatoio la vicenda di Gaza; ora l’attenzione dei media e dei tele idioti è tutta concentrata su ciò che farà il nuovo presidente degli USA.
Comunque, mi pare di avere centrato, allora, il problema di fondo. Ora è importante che non si cali il sipario e si continui a diffondere le notizie che provengono da Vittorio Arrigoni, da INFOPAL e, aggiungerei, da Arab Monitor.
Ciao
Mi ero dimenticatoun paio di siti che seguo:
http://www.cpeurasia.org/?mid=232
http://kelebek.splinder.com/
In particolare Kelebek è molto informato sulle attualità connesse al tema del sionismo.
Ciao